Come prevenire e curare il diabete gestazionale

19 gennaio 2011

Il diabete gestazionale, prevenirlo a tavola

Di cosa si tratta, come si previene e come si cura. Gli effetti possibili sullo sviluppo del feto. E un esempio di menù ottimamente equilibrato

Il diabete gestazionale, prevenirlo a tavola

Per la futura mamma è importante misurare di tanto in tanto la glicemia per tenere sotto controllo l’effetto sull’organismo. Il 5% circa delle donne in attesa sviluppa, infatti, il cosiddetto diabete gravidico, un’alterazione del modo in cui l’organismo utilizza il glucosio, lo zucchero del sangue che fornisce energia alle cellule.
Normalmente, nella donna sana, il glucosio penetra nelle cellule dei vari tessuti grazie all’azione dell’insulina, un ormone prodotto dal pancreas; una volta entrata nelle cellule, la sostanza viene poi “bruciata”, per ottenere l’energia necessaria alla vita e all’attività cellulare. In presenza di diabete gravidico questo meccanismo si inceppa: l’insulina non funziona bene e il glucosio, invece di essere trasportato nelle cellule, si accumula nel sangue, alterando le condizioni di nutrimento del feto: mentre le cellule dell’organismo materno non riescono ad assorbire il glucosio, quelle del feto rischiano di assimilarne troppo. Le conseguenze, se il problema non viene affrontato correttamente, possono essere gravi: per la mamma, il diabete gestazionale rende più probabili i disturbi di pressione durante l’attesa e aumenta il rischio di aborto spontaneo o di parto prematuro, mentre per il piccolo può determinare una crescita superiore alla norma, con uno sviluppo eccessivo dell’addome, del cuore e del fegato.

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Fattori di rischio

Potenzialmente, tutte le donne sono a rischio di diabete gestazionale, ma alcuni fattori sembrano favorirne la comparsa:

  • la familiarità, ovvero avere fratelli o genitori affetti da diabete di tipo II;
  • il sovrappeso prima del concepimento e un eccessivo aumento durante i nove mesi;
  • l’età superiore ai 35 anni;
  • precedenti gravidanze difficili, a causa di aborti spontanei o problemi di diabete.

Fortunatamente, con una alimentazione specifica si riesce a prevenire e a tenere sotto controllo il disturbo se questo si instaura: nel 70% dei casi bastano opportune correzioni dietetiche per mantenere entro limiti accettabili la concentrazione di glucosio ed evitare problemi.

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Le indicazioni per prevenirlo

Le regole per prevenire la comparsa del diabete gravidico non sono difficili da applicare.

  • Non eliminare del tutto i carboidrati complessi e gli zuccheri: anche chi è a rischio deve seguire una dieta in cui la maggior parte delle calorie giornaliere (almeno il 50%) proviene da questi nutrienti.
  • Aumenta il consumo di fibra, ad esempio con cereali integrali e porzioni più abbondanti di verdura.
  • Riduci l’assunzione di calorie: la tendenza ad accumulare peso in eccesso è tra i fattori che aumentano il rischio di diabete.
  • Distribuisci il consumo del cibo frazionando i pasti. Meglio non concentrare l’assunzione dei nutrienti a pranzo e a cena. L’ideale è suddividerli in 5-6 momenti.
  • Consuma i pasti a orari regolari: in questo modo, non solo si facilita la digestione, ma si regolarizza la presenza di glucosio nel sangue.
  • Diminuisci la quantità di grassi. Sono i principi nutritivi che danno più calorie e numerosi studi hanno evidenziato che assumerne troppi con la dieta contribuisce a favorire la comparsa del disturbo.
  • Limita l’assunzione di grassi saturi e di colesterolo scartando il grasso visibile della carne e del prosciutto ed evitando formaggi molto grassi e salumi insaccati.
  • Come condimento preferisci gli oli vegetali (in particolare quello extravergine d’oliva), rispetto al burro e alla margarina, e usali a crudo.
  • Limita al minimo i cibi cotti nei grassi.
  • Scegli latte e yogurt magri o parzialmente scremati, invece di quelli interi.
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Un esempio di menu

Ma, in conclusione, da dove dovrebbero derivare i 300 g quotidiani di carboidrati? Soprattutto da cereali, frutta, latte e verdura, senza rinunciare a una piccola quota di dolci. Ecco, a titolo d’esempio, un menu giornaliero da 2000 calorie, perfettamente a misura di mamma in attesa, ottimamente equilibrato e ricco di proteine, fibra, calcio e ferro, nel quale i carboidrati forniscono il 55% delle calorie totali, per lo più sotto forma di amido.

Colazione

  • 250g di latte con 40 g di cereali in fiocchi e un cucchiaino di miele o zucchero

  • 10g di cioccolato fondente

Spuntino

  • Una banana

Pranzo

  • 100g di pasta al pomodoro con due cucchiai di parmigiano e un filo d’olio extravergine (5g)

  • 280g di insalata di finocchi e carote con un cucchiaio d’olio

  • 50g di bresaola

  • 30g di pane integrale

Merenda

  • 200g di yogurt intero con 100 g di fragole

Cena

  • Un’orata al cartoccio

  • 200g di patate e 150 g di fagiolini lessati in insalata con un cucchiaio d’olio

  • Una mela

  • 70g di pane integrale

La giornata in cifre

Kcal  2.037
Proteine (g)  103,02
Carboidrati totali (g)  295,13
Amido (g)  178,26
Zuccheri semplici (g)  98,19
Grassi (g)  57,58
Fibra (g)  30,04
Ferro (mg) 14,45
Calcio (mg)   1103,14

Attente agli  zuccheri nascosti

In commercio ci sono anche molti zuccheri “nascosti”, da quali conviene tenersi alla larga: sono quelli presenti nelle bibite gassate. Vengono aggiunti in gran quantità (un lattina di aranciata contiene più di tre cucchiaiate di zucchero), ma non ci si accorge della loro presenza perché il gusto dolce è bilanciato da quello acido. Attenzione però: ci sono e a fine giornata pesano parecchio sul conto calorie!

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