Identikit della placenta - Dolce Attesa

Identikit della placenta

Svolge un compito prezioso per lo sviluppo del piccolo durante tutta la gravidanza. Ecco che cosa c'è da sapere

Identikit della placenta

L’embrione è un essere umano… in costruzione: fin dalle prime settimane cominciano a formarsi organi importanti come il cuore (5a-6a), il sistema digerente e i polmoni (7a). Ma questo abbozzo di corpicino non ha ancora la capacità di autoalimentarsi o di respirare, anche perché è immerso in un ambiente liquido.

Così, intorno alla 3a– 4a settimana, il prodotto del concepimento sviluppa un organo provvisorio, la placenta, per ricevere dalla mamma tutte le risorse  di cui ha bisogno (ossigeno e sostanze nutrienti) e rimandarle i rifiuti da smaltire (anidride carbonica e scarti del metabolismo).

Un organo di interscambio

La struttura della placenta (che in latino significa “focaccia”, e infatti questa è la sua forma) si completa alla fine del 1° trimestre. Aderente da un lato alla parete uterina, dall’altro collegato al bambino tramite il cordone ombelicale, questo organo è essenzialmente un complicato e ramificato sistema di vasi sanguigni, i villi coriali, intrecciati tra loro. Come due alberi che incrocino le loro fronde, però, i villi non hanno radici comuni: alcuni appartengono alla circolazione fetale, altri alla circolazione materna. Il sangue del bimbo e quello della mamma, insomma, non si mischiano – perché potrebbero essere di gruppo diverso  – e non avviene uno scambio diretto di sostanze tra un organismo adulto e uno ancora fragile.

Cordone ombelicaleLeggi

La barriera placentare

La funzione di filtro tra un sistema circolatorio e l’altro è affidata a una serie di membrane sottilissime tra i rispettivi villi, che lasciano passare per osmosi soltanto alcune sostanze trattenendone altre. Transitano ossigeno, zuccheri, proteine e lipidi in una direzione, anidride carbonica, urea e sostanze di scarto nell’altra; ma non passano, per esempio, al sistema immunitario materno i “segnali biologici” dell’esistenza del bambino, che scatenerebbero una reazione di rigetto, né sostanze o microrganismi (parassiti, virus, batteri) nocivi per il feto. O meglio: in condizioni “normali”, la selezione funziona benissimo. Riescono però a infiltrarsi nella circolazione fetale sostanze tossiche provocate dall’assunzione di alcol, fumo, droghe e farmaci o da particolari infezioni come toxoplasmosi, rosolia, parvovirus, streptococco, varicella e così via.

ToxoplasmosiScopri cos'è

La placenta – pur appartenendo geneticamente al bimbo e non alla mamma – è anche un organo endocrino con il compito di secernere una serie di ormoni indispensabili alla gravidanza, come gonadotropina corionica, progesterone, estrogeni. La loro concentrazione nel sangue materno aumenta nel corso dei trimestri, per calare di colpo dopo l’espulsione della placenta, segnando l’inizio della lattazione.

La posizione

La placenta si sviluppa nel punto in cui è avvenuto l’impianto, dove cioè l’embrione si è aggrappato all’endometrio. Può quindi trovarsi in aree diverse dell’utero, ed è normale. Tuttavia, qualche problema può sorgere se la collocazione è troppo bassa, in prossimità del canale del parto, poiché l’organo (che alla nascita pesa circa mezzo chilo) rischierebbe di intralciare l’uscita del bambino. Questa condizione si riscontra in un terzo delle gravidanze e tende a risolversi con la migrazione spontanea verso l’alto. Se intorno alla 35a settimana la collocazione non è cambiata si parla di placenta previa (0,5% delle gestazioni) e sono necessari particolari controlli, fino al ricovero in ospedale e al parto chirurgico.

Si chiama infine secondamento la fase di espulsione della placenta, oltre che delle membrane amniotiche e del cordone, che avviene di solito 15-20 minuti dopo la nascita del bambino.

 Roberto C. Sonaglia

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