Diventare mamme dopo i 40 anni

04 aprile 2019

Mamme dopo i 40 anni

Nel 1990, in Italia, le donne in media diventavano mamme per la prima volta a 26 anni. Nel 2017, invece, l’età media al primo figlio ha quasi raggiunto i 32 anni

Mamme dopo i 40 anni

Oggi c’è la tendenza ad avere un figlio sempre più tardi, anche dopo i 35 o 40 anni. Questa scelta è dovuta a fattori economici, sociali e culturali, legata alla maggiore presenza delle donne sul mercato del lavoro, a un modo diverso di pianificare la vita e anche alla crisi economica che impedisce a tante coppie di realizzare in gioventù il desiderio di diventare genitori.

“I meccanismi biologici della riproduzione, però, non sono cambiati: posticipare la ricerca del primo figlio alla soglia dei 40 anni, e oltre, comporta qualche rischio in più e la necessità di prestare più attenzione, di seguire la gravidanza con maggiore accortezza”, osserva Patrizia Forleo, che dirige l’ambulatorio di Ginecologia e Ostetricia dell’Ospedale Fatebenefratelli – Isola Tiberina di Roma. Alcuni mesi fa, l’ospedale romano ha inaugurato l’ambulatorio “Mamme a 40 anni”, dedicato in modo specifico all’assistenza alle future mamme più avanti con l’età. “Nella maggior parte dei casi si tratta di gravidanze fisiologiche, portate a termine senza problemi”, spiega la ginecologa, “ma è giusto riservare loro un’accoglienza e una cura dedicata, per tenere in considerazione i fattori di rischio legati all’età”.

Quali sono i fattori di rischio?

All’aumentare dell’età materna, cresce il rischio di abortività spontanea. “Il passare degli anni influisce negativamente sulla qualità degli ovociti”, spiega Patrizia Forleo. “Ed eventuali difetti dell’ovocita possono compromettere la riuscita della gravidanza”.

C’è poi una maggiore probabilità di patologie ostetriche a carico della futura mamma, con ripercussioni sullo sviluppo del nascituro. “Molto dipende, naturalmente, dalle condizioni di salute della donna al momento del concepimento”, osserva la ginecologa, “ma l’età più avanzata può far emergere patologie a cui la futura mamma è predisposta e che non si manifesterebbero se fosse più giovane. Per esempio, il diabete gravidico, l’ipertensione, la preeclampsia o l’epatosi gravidica. L’età materna è anche associata a un maggior rischio di basso peso alla nascita del bambino”.

Tante donne che aspettano un bimbo a 40 anni (e oltre) hanno concepito con l’aiuto della procreazione assistita e sono portatrici, più spesso della media, di gravidanze gemellari. “Questo è un altro fattore di cui tenere conto nell’assistenza e nella valutazione dei rischi”, dice Forleo.

Infine, in una gravidanza di questo tipo, c’è l’aspetto psicologico. “Il fatto di avere atteso a lungo o faticato per arrivare al concepimento può generare in queste mamme una condizione di ansia”, spiega la ginecologa. “È nostro compito rassicurarle, far sentire loro che sono state prese in carico, che ricevono la giusta attenzione”.

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Un approccio personalizzato

Non è necessario programmare controlli più serrati solo perché la futura mamma è over 40. “Piuttosto, occorre un approccio personalizzato, che tenga conto della storia familiare e personale della donna e delle sue condizioni di salute al momento”, spiega Forleo. “Alcune patologie ostetriche insorgono su una base di predisposizione familiare. È importante, allora, già in fase preconcezionale, sapere se nella famiglia della futura mamma c’è ricorrenza di diabete o ipertensione. Se la mamma della donna ha sofferto di diabete gravidico o preeclampsia. E, naturalmente, se la futura mamma ha già altri figli, conoscere il decorso delle precedenti gravidanze”.

Ci sono, poi, i fattori di rischio personali legati allo stile di vita. “La donna fumatrice è soggetta a rischi specifici, indipendentemente dall’età, e così pure la futura mamma in forte sovrappeso”, dice la ginecologa. “Al contrario, chi svolge attività fisica sarà in condizioni di salute migliori e soggetta a un minor rischio di complicanze. E se la donna ha già dei figli che ha partorito spontaneamente, senza problemi, è probabile che anche il prossimo parto sarà spontaneo e non dovrà far ricorso al cesareo”.

Mamme dopo i 40 anni: come prepararsi all’attesa?

È sempre consigliabile arrivare preparate al concepimento, curando la salute e lo stile di vita per garantire le migliori condizioni di sviluppo del nascituro. “È ancora più importante quando la futura mamma non è più giovanissima”, aggiunge la ginecologa. “In questo caso, consiglio alla donna di valutare insieme al medico di fiducia eventuali precedenti familiari e personali di patologie ostetriche e condizioni che possono aumentare il rischio. Raccomando, poi, di adottare abitudini sane, un’alimentazione bilanciata che permetta di correggere eventuali problemi di sovrappeso e di non guadagnare troppi chili durante la gravidanza, fare attività fisica e bandire comportamenti a rischio come il fumo e il consumo di alcolici”.

I controlli nei 9 mesi

Per quanto riguarda la programmazione dei controlli durante l’attesa, andrà coordinata caso per caso con il ginecologo curante. Un tempo il Servizio Sanitario Nazionale offriva gratuitamente a tutte le donne che avevano concepito dopo i 35 anni l’amnio o la villocentesi per la diagnosi prenatale delle cromosomopatie. Oggi i LEA prevedono per tutte le mamme in attesa, indipendentemente dall’età, l’offerta gratuita di un test di screening non invasivo: la traslucenza nucale abbinata al bitest ematico. Amnio o villocentesi sono offerte solo a chi risulta ad alto rischio. “Ma l’età materna è oggettivamente un fattore di maggior rischio per le cromosomopatie, quindi la donna over 40 in attesa deve considerare attentamente la questione della diagnosi prenatale, con il sostegno e il consiglio dello specialista”, conclude Forleo.

 

di Maria Cristina Valsecchi

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