Gravidanza gemellare: tutti i consigli per i nove mesi

10 gennaio 2020

Gravidanza gemellare: tutti i consigli per i nove mesi

Dai controlli specifici al giusto incremento di peso e alla dieta corretta: ecco cosa occorre sapere se l’attesa è “doppia”

Gravidanza gemellare: tutti i consigli per i nove mesi

La gravidanza gemellare, oggi, è sempre più frequente, a causa di diversi fattori. Come – ad esempio – l’innalzamento dell’età materna e i trattamenti della fertilità. Ed è un evento che determina stupore, felicità e, nel contempo, qualche timore.

“Sia dal punto di vista psicologico che fisico è molto importante affidarsi alle cure di un ostetrico esperto in gravidanze gemellari”, spiega l’ostetrica Tania Iuriatti dell’Istituto Sacro Cuore Don Calabria di Negrar di Valpolicella (Verona). “Questa figura sarà un punto di riferimento per la donna e la coppia per affrontare con serenità i controlli, le visite e le ecografie”. Ma cosa cambia nel corso dei nove mesi per una futura mamma in “doppia” attesa?

Quanto può aumentare il peso?

L’incremento di peso consigliato al termine di una gravidanza gemellare è di 17-25 kg nelle donne normopeso e di 15-20 kg nelle donne sovrappeso. Quindi superiore a quanto previsto per una gravidanza semplice. In generale, maggiore è il BMI (body mass index o indice di massa corporea, cioè il rapporto tra peso e quadrato dell’altezza di un individuo) di partenza, minore è l’incremento ponderale consigliato.

Le donne con BMI normale (18-25) dovrebbero seguire un regime alimentare che apporti circa 3000-3500 kcal giornaliere, che in caso di sovrappeso (BMI 25-29) va ridotto a 3000 kcal. In caso di sottopeso (BMI minore di 18,5) bisogna invece aumentare le kcal giornaliere a 4000.

“Una possibile conseguenza del maggior incremento di peso è l’assunzione di posture non corrette da parte della donna, che provocano dolore lombare e articolare”, sottolinea l’ostetrica. “Questo fastidio può essere contrastato con un’attività fisica dolce, dallo yoga all’acquagym”.

La dieta corretta e gli integratori consigliati

Un’alimentazione sana e varia non è importante solo per favorire un aumento di peso equilibrato della futura mamma e una crescita armoniosa dei gemelli, ma aiuta anche a ridurre l’insorgenza di alcune problematiche, come il diabete gestazionale, l’ipertensione e la preeclampsia.

Nel primo trimestre è inoltre raccomandata – come in tutte le gravidanze – l’assunzione giornaliera di acido folico (1 mg) e di vitamine grazie a un’alimentazione ricca di frutta e verdura e ben compensata in termini di grassi, carboidrati e proteine. “In caso di gravidanza gemellare, considerata a rischio, lo specialista consiglia quasi sempre l’assunzione di multivitaminici come integrazione alla dieta”, aggiunge Tania Iuriatti.

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Controlli, test di screening e diagnostici

Al termine del primo trimestre è possibile determinare se gli embrioni condividono la stessa placenta (si tratterà di gemelli identici) o se ci sono placente diverse (in questo caso, tranne in eventualità estremamente rare, saranno gemelli diversi). Le curve di crescita dei gemelli sono inoltre diverse rispetto a un feto singolo. Sono necessari, perciò, frequenti controlli ecografici dell’accrescimento, ad esempio ogni 4-5 settimane. O anche più ravvicinati nei casi in cui vi sia un’unica placenta che alimenta i feti.

“La gravidanza gemellare è esposte a un maggior rischio di anomalie morfologiche, proprio perché il rischio raddoppia per la presenza di due feti”, sottolinea l’ostetrica Iuriatti. “È quindi utile sottoporsi a test di screening e diagnostici”.

Già nel primo trimestre è possibile effettuare un esame non invasivo, il test combinato, e in base a questo valutare se sono necessarie la villocentesi o l’amniocentesi. Un altro esame non invasivo per individuare cromosomopatie è la ricerca del DNA fetale su sangue materno (o non-invasive prenatale testing NIPT) che analizza il DNA fetale libero circolante nel sangue materno. Non è, tuttavia, ancora possibile stabilire quale DNA appartenga al singolo gemello, a meno che non si differenzino per il sesso, che però è visibile ecograficamente con certezza solo verso la 17ª-18ª settimana.

Maggiori rischi di parto prematuro

I gemelli, rispetto ai feti singoli, hanno un rischio cinque volte maggiore di nascere prima della 37ª settimana. Il parto prematuro è difficile da prevedere, ma un ruolo importante è oggi attribuito all’ecografia transvaginale della cervice uterina nell’evidenziare iniziali raccorciamenti o dilatazioni del collo uterino.

La prematurità è la più importante causa del calo di peso alla nascita, con conseguente ricovero in terapia intensiva neonatale. Solitamente una gravidanza gemellare termina, comunque, circa 3-4 settimane prima rispetto a una singola. Ma nonostante questo piccolo anticipo, a partire da 36-37 settimane di gestazione, i feti avranno raggiunto la maturazione ottimale per la vita extra-uterina.

Gravidanza gemellare? Una valigia per due

In caso di attesa “doppia”, si consiglia di indossare indumenti comodi che non comprimano il pancione. Anche il seno tende a ingrandirsi e a produrre colostro: va quindi sostenuto con reggiseni contenitivi non stretti, meglio senza ferretto.

Particolare attenzione deve essere prestata anche all’idratazione della pelle del corpo, in particolare della pancia, dei fianchi e del seno. Si consiglia l’applicazione di crema od olio idratante tutti i giorni. Lo stesso prodotto che applica la mamma potrà essere utilizzato, poi, per l’idratazione dei neonati. Si suggerisce, quindi, di acquistare un prodotto naturale senza profumazione, che potrà essere impiegato anche per un massaggio rilassante ai gemelli. Infine, preparando la borsa del parto, l’abbigliamento per il bebè andrà ovviamente pensato in “chiave doppia”.

 

di Mara Pace

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