Gonfiore nei 9 mesi: a volte non è solo colpa del caldo

07 agosto 2019

Gonfiore nei 9 mesi: a volte non è solo colpa del caldo

Interessa spesso gambe e piedi, a volte le mani. Quando si presenta, è sempre meglio parlarne con il medico per capire se è fisiologico o se è meglio approfondire

Gonfiore nei 9 mesi: a volte non è solo colpa del caldo

Il gonfiore in gravidanza è una delle manifestazioni più tipiche del periodo estivo. In particolare, a risentirne sono le gambe e i piedi, qualche volta le mani. Tanto da limitare la futura mamma nell’indossare alcuni sandali e, talvolta, anche gli anelli. Il disturbo, più o meno intenso, è in genere motivo di preoccupazione e di fastidio. Ne abbiamo parlato con Anna Franca Cavaliere, ginecologa della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e membro della SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia).

Perché succede?

“Il calore estivo favorisce la vasodilatazione, che predispone all’edema. Soprattutto nelle parti periferiche del corpo, come arti inferiori e mani, in cui il ritorno del flusso sanguigno è più difficoltoso”, spiega Anna Franca Cavaliere. “E va ad accentuare la vasodilatazione fisiologica tipica della gravidanza. Un meccanismo che la natura mette in atto per favorire la circolazione sanguigna verso l’utero”.

Non solo: in gravidanza, i liquidi dell’organismo aumentano. E si osserva una riduzione di albumina, che può favorire la condizione di edema agli arti, specie inferiori. Così come il peso e il volume dell’utero che, specialmente nel terzo trimestre, va a comprimere e a ostacolare il flusso di sangue. E la circolazione linfatica dalle parti inferiori del corpo verso il cuore. A essere più penalizzate, le future mamme che hanno avuto un incremento di peso più elevato rispetto a quello consigliato. Per una donna normo-peso, la raccomandazione è di non superare i 10-12 chili. Sempre meglio, quindi, non oltrepassare il “range” suggerito.

Buone abitudini per contrastare il gonfiore

“Ci sono diversi piccoli accorgimenti che si possono mettere in atto. Per esempio, non stare troppo a lungo in piedi, ferme. Quando si riposa, la posizione migliore è quella sul fianco sinistro, che favorisce il flusso del sangue verso il cuore”, consiglia la specialista. Assolutamente da evitare, invece, la posizione supina, in cui l’utero grava sui vasi addominali, in particolare sulla vena cava. Utile un rialzo ai piedi del letto per tenere gli arti inferiori leggermente sollevati rispetto al cuore. Bene in gravidanza concedersi un riposino, anche senza dormire”.

Anche i massaggi linfodrenanti possono essere di aiuto: “Meglio evitare gli oli essenziali e acquistare dei prodotti specifici per la gravidanza”, suggerisce l’esperta. Sì anche alle attività in acqua, in piscina, e alle passeggiate sulla riva del mare, nelle ore più adeguate. Un’ultima raccomandazione che può sembrare banale, ma è spesso disattesa: idratarsi molto, bevendo di preferenza acqua naturale.

Attenzione alla pressione

Ma come essere sicure che il gonfiore sia fisiologico? Legato alla stagione e alla gravidanza e non a una condizione patologica? “In effetti, l’edema è tra i segnali della preeclampsia, patologia tipica della gravidanza. E potenzialmente pericolosa sia per la mamma sia per il feto”, osserva l’esperta. “In questo caso, il gonfiore – che non interessa solo la parte inferiore del corpo, ma anche quella superiore, specie il viso – è repentino. E si associa a un improvviso aumento del peso. Anche due, tre chili nel giro di pochi giorni. Ma l’elemento fondamentale è l’aumento della pressione arteriosa. E la modificazione patologica degli esami emato-chimici e urinari, tra cui la proteinuria.

Un accorgimento estremamente utile, che suggerisco sempre nella seconda parte della gravidanza, è di tenere un diario pressorio. Basta misurare la pressione una volta la settimana – non importa in quale orario del giorno – e seguire l’andamento. Se i valori si mantengono intorno ai 90 mmHg per la pressione diastolica – la minima – e intorno ai 140 mmHg per quella sistolica – la massima – significa che la situazione è nella norma”.

di Francesca Mascheroni

 

Commenti