Mamma giovanissima: 6 consigli per affrontare l'attesa

13 maggio 2019

Giovanissima e incinta, 6 consigli per affrontare l’attesa

Per vivere al meglio la gravidanza, servono informazioni e sostegno a ogni età, e ancor più se la si sperimenta nell’adolescenza

Giovanissima e incinta, 6 consigli per affrontare l’attesa

Un test di gravidanza positivo… e una futura mamma giovanissima. A volte, può essere una scelta, ma spesso si tratta di un risultato inaspettato, che coglie di sorpresa chi ancora sta terminando la scuola superiore o frequenta l’università. In Italia, secondo gli ultimi dati Eurostat (2017), l’1,6% delle donne che sono diventate madri aveva meno di 20 anni. Che fare? Come affrontare al meglio l’attesa e risolvere le possibili difficoltà?

1. Coinvolgi i futuri nonni

Il primo passo, non appena si ha la certezza di aspettare un bimbo, è quello di dare la notizia ai propri genitori. Per una futura mamma giovanissima, che sta ancora studiando o comunque non è ancora autonoma e vive in famiglia, è importante coinvolgere i futuri nonni e cercare il loro appoggio. La novità potrà essere comunicata a entrambi nello stesso momento oppure ci si potrà confidare prima con il genitore con cui c’è più affinità, ma l’arrivo di un bimbo non può essere tenuto nascosto. “Si tratta di una notizia che difficilmente i genitori accolgono in modo sereno sin dall’inizio”, dice Paola Zavagnin, psicologa e direttore operativo dell’associazione Donna e Madre Onlus di Milano che offre assistenza a future e neomamme adolescenti. “Ma in questo momento così particolare della vita, la futura mamma ha un intenso bisogno di sua madre. Anche se la relazione con lei non fosse del tutto positiva, la mamma rappresenta un punto di riferimento che a livello affettivo è insostituibile”.
E il futuro papà? Condivisa la scoperta della gravidanza con la propria famiglia, è il momento per valutare sentimenti e intenzioni del futuro papà del bambino. “In molti casi, pur essendo giovane a sua volta, desidera far parte della vita del bimbo”, considera la psicologa. La sua vicinanza può arricchire quella rete di sostegno che vede in prima linea la famiglia e che è assolutamente necessaria perché la futura mamma si senta protetta e accompagnata in questa esperienza.

2. Non rinunciare ai tuoi progetti

Una gravidanza giunta in età precoce fa sì che la ragazza si trovi ad affrontare un percorso evolutivo doppio. “Da una parte c’è un bimbo, al quale occorre fare spazio nella mente oltre che nel corpo”, spiega Paola Zavagnin, “dall’altra c’è il suo percorso personale, perché la gravidanza è arrivata in una fase della vita in cui il futuro è ancora tutto da progettare e costruire. Rinunciare a investire su se stesse, oltre che difficile, sarebbe sbagliato: la futura mamma giovanissima dovrà pensare, insieme con la sua famiglia, a come organizzarsi a livello scolastico, formativo o professionale”. Se sta terminando la scuola superiore, il traguardo è riuscire a completare il percorso scolastico conseguendo il diploma. Se frequenta l’università, dopo la nascita sarà probabilmente necessario uno stop, ma si tratta di una sosta temporanea: l’obiettivo a lungo termine è quello di arrivare a realizzare se stesse e i propri sogni anche a livello professionale. “Il primo anno del bebè è quello più delicato, in cui l’impegno della neomamma è totale, ma superato questo periodo il piccolo potrà essere affidato alla nonna o all’asilo nido per alcune ore, per permetterle di riprendere gli studi o il lavoro”, considera la psicologa.

3. Cerca il sostegno di compagni e professori

Se la futura mamma si sente bene, può tranquillamente continuare a studiare e a frequentare i compagni di classe o di corso universitario. In questo modo sentirà che si sta dedicando al suo progetto di vita e non rischierà di sentirsi sola o isolata. Ma come fare se lei si sente in imbarazzo nel dare la notizia a compagni e professori? “In realtà, quello scolastico è un contesto capace di offrire una grande solidarietà alle future mamme molto giovani”, spiega la psicologa. “I compagni e le amiche si dimostrano in genere molto solidali e la vita quotidiana della futura mamma, almeno inizialmente, non dovrà subire cambiamenti sostanziali. Le difficoltà per quanto riguarda le relazioni amicali si presentano più spesso nel periodo successivo alla nascita, quando il vissuto della neomamma diventa profondamente diverso da quelle delle amiche, che continuano la loro vita da giovanissime, ed è allora che diventa più difficile sentirsi comprese e sostenute”.

4. Rivolgiti al Consultorio

Per vivere al meglio l’esperienza della gravidanza, servono informazioni e sostegno a ogni età. Ma ricevere consigli e aiuto diventa prioritario per una futura mamma giovanissima, che non ha ancora avuto occasione di affrontare questi argomenti. Il primo passo è quello di rivolgersi al Consultorio cittadino dove è possibile ricevere assistenza ostetrica e psicologica nei mesi dell’attesa. Inoltre, il consultorio è un buon punto di riferimento per scoprire se nella propria città è attivo un servizio dedicato alle future mamme adolescenti, organizzato dal consultorio stesso, da un ospedale o da un’associazione.
A Milano, ad esempio, presso gli ospedali San Carlo e San Paolo è stato attivato un ambulatorio che, dal 2014 a oggi, ha seguito 190 future e neomamme con meno di 21 anni. “Tutte loro hanno maturato adeguate capacità di accudimento”, spiega Alessandro Albizzati, direttore dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria e dell’ambulatorio SAGA (Servizio di Accompagnamento alla Genitorialità in Adolescenza). “Il servizio coinvolge anche le famiglie di origine: le nonne, spesso molto giovani a loro volta, si prendono cura di entrambi i minori: la neomamma e il bimbo che è nato”.

Un servizio dedicato ha il vantaggio di offrire assistenza specializzata e di far incontrare future mamme della stessa età, con cui si condividono emozioni e problematiche. “C’è bisogno di un confronto tra pari, che difficilmente si può trovare con donne che diventano madri a 30 o 40 anni e, quindi, vivono situazioni molto differenti”, spiega Zavagnin. “A volte conta di più avere accanto giovani donne che hanno vissuto o stanno vivendo la stessa esperienza dei suggerimenti di tanti esperti”.

5. Incontra le amiche di sempre

Nei nove mesi la futura mamma vede il pancione crescere e, giorno dopo giorno, si prepara a entrare nel suo nuovo ruolo, ma continua anche a essere una ragazza molto giovane. Ben vengano, quindi, i pomeriggi con le amiche per ridere, scherzare, scambiarsi confidenze, condividendo momenti di spensieratezza. L’importante, se la futura mamma esce alla sera o si incontra con i coetanei per un happy hour, è ricordare che l’alcol è off limits per tutti i nove mesi. La “dose” sicura per non rischiare di nuocere al bebè che cresce nel pancione è infatti pari a zero. La raccomandazione giunge dalle Linee Guida redatte dall’Istituto Superiore di Sanità, dove si spiega che non disponiamo ancora di dati sufficienti per stabilire se esiste una minima soglia entro la quale l’alcol in gravidanza possa essere considerato non dannoso per la salute del  bambino. Un altro aspetto su cui la futura mamma è chiamata a impegnarsi è quello del fumo: se è una fumatrice dovrà dire addio alle sigarette, perché il fumo aumenta il rischio di parto pretermine e basso peso alla nascita.

6. Rilassati per il grande incontro

Diventare mamma è un passaggio epocale: difficile sentirsi davvero pronte, indipendentemente dall’età. “Ed è vero che la futura mamma giovanissima non è consapevole fino in fondo di che cosa significhi avere un bambino”, conclude la psicologa, “ma la consapevolezza arriva insieme al bimbo: dopo la nascita pian piano la mamma entra nel suo nuovo ruolo”.  E, giorno dopo giorno, si cresce insieme, mamma e bambino. Imparando a conoscersi e ad amarsi sempre di più.

 

di Giorgia Cozza

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