Gelato in gravidanza: promosso (con moderazione)

23 maggio 2019

Gelato in gravidanza: promosso (con moderazione)

Fresco e gustoso, è un alimento che grandi e piccoli consumano spesso in primavera ed estate. Ma durante i 9 mesi occorre qualche attenzione in più

Gelato in gravidanza: promosso (con moderazione)

Con la bella stagione torna anche la voglia di gustare questo dolce, a merenda o per uno spuntino spezzafame. Ma mangiare il gelato in gravidanza è indicato o, al contrario, può comportare qualche rischio? Ne abbiamo parlato con Laura Rossi, nutrizionista e ricercatrice del Centro Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione del CREA. Ecco i suoi consigli per la scelta.

Sì alla crema di gelato, no agli extra

“Messo a paragone con altri dessert, il gelato è un’opzione abbastanza buona, perché ha un apporto calorico più basso di altri dolci e non contiene solo zucchero”, afferma Laura Rossi. Attenzione, però: stiamo parlando della crema di gelato “in purezza”, senza aggiunte come guarnizioni di panna o, nel gelato industriale, coperture di cioccolato o sciroppi. Occhio, poi, alla scelta della cialda: meglio evitare, ad esempio, quelle con granella. “Il gelato così inteso ha un profilo valido, perché ha un contenuto proteico, oltre che lipidico e di zuccheri, essendo composto essenzialmente da latte, panna e uovo”. Diverso il discorso per i ghiaccioli e i sorbetti, che sono alimenti meno completi perché costituiti in larga parte da acqua e zuccheri (o sciroppi).

Pastorizzato, quindi sicuro

Un dubbio frequentissimo: possono consumare il gelato in gravidanza anche le donne con il toxo-test negativo? “Sì, perché non contiene ingredienti crudi, ma pastorizzati”, rassicura la nutrizionista. Questo lo rende adatto anche alle future mamme e le mette al riparo dalle tossinfezioni alimentari, come la toxoplasmosi, che possono invece presentarsi in seguito al consumo di alimenti crudi”. Le basse temperature di conservazione, inoltre, sono una garanzia in più contro la contaminazione batterica.

Artigianale o industriale?

“Sul fronte igienico-sanitario le future mamme possono stare tranquille sia con il gelato industriale, sia con quello artigianale o semi-artigianale”, dice l’esperta. “Anche le gelaterie artigianali, infatti, usano un processo di pastorizzazione, che garantisce in questo senso”.

Dal punto di vista nutrizionale, un aspetto di cui tenere conto è che, se si sceglie l’industriale, è meglio orientarsi verso le vaschette o le coppette: sono meno elaborate e, quindi, meno caloriche rispetto alle altre monoporzioni, spesso arricchite da coperture, granelle, pezzi di cioccolato o cialde.

Gelato in gravidanza: per merenda, 2 volte alla settimana

In generale, artigianale o industriale che sia, per il consumo di gelato in gravidanza vale la regola della giusta misura: “Le donne in attesa sanno bene che devono prestare attenzione all’eccessivo aumento ponderale e al consumo di zuccheri: il gelato ne contiene senz’altro molti e, quindi, occorre una sensata moderazione”.

In una gravidanza a decorso fisiologico, può diventare una merenda da alternare ad altre, come yogurt e frutta o pane e formaggio, e può essere gustato un paio di volte alla settimana in sostituzione di altre merende dolci. “Bisogna, però, distanziarlo dal pasto, per non sovraccaricare l’organismo e indurre picchi glicemici”, raccomanda l’esperta. “Meglio utilizzarlo come spezzafame”.

Un altro aspetto che gioca a favore del gelato, nella bilancia dei pro e dei contro, sta nella sua particolare lavorazione, volta a ottenere un effetto spumoso. “Questo significa che, anche quando è voluminoso, il peso effettivo è minore di quello che sembra: la percezione della porzione può aiutare quindi, naturalmente, a limitarne il consumo”.

Per quanto riguarda invece l’eventualità di assaggiare il gelato in gravidanza se la futura mamma soffre di malattie che richiedono un controllo attentissimo dell’alimentazione, come il diabete gestazionale, occorre parlarne con il ginecologo o con il nutrizionista che seguono l’attesa, gli unici in grado di valutare eventuali “concessioni”.

Additivi e coloranti: a cosa prestare attenzione

Un altro timore delle future mamme è che il gelato possa contenere additivi pericolosi. “Normalmente questo alimento non contiene additivi particolari e non ha bisogno di stabilizzanti perché ci pensa la catena del freddo a conservarlo naturalmente”, spiega la nutrizionista. “Può contenere carragenina, ma questo non deve destare preoccupazioni perché è un addensante innocuo, derivato dalle carrube”.

Un consiglio universalmente valido, infine, è prestare attenzione ai gusti dai colori troppo accesi. “Sono la spia dell’utilizzo di coloranti: anche se non sono pericolosi perché destinati all’impiego alimentare, non sono comunque desiderabili. Dunque, se possibile, meglio optare per gusti dai colori tenui”, consiglia l’esperta. Un esempio? Se il pistacchio è di un verde pallido, niente paura: è semplicemente del colore naturale del frutto e, dunque, significa che non è stato “caricato”.

 

di Giulia Righi

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