Fragole in gravidanza: sì o no? Come gustarle senza rischi
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15 aprile 2019

Fragole in gravidanza: sì o no?

In primavera torna sulle nostre tavole questo gustoso frutto e molte future mamme si chiedono se possono consumarlo anche nei nove mesi

Fragole in gravidanza: sì o no?

Fresche e saporite, le fragole sono particolarmente indicate per una merenda sana e gustosa. Ma come regolarsi nell’attesa? Sono necessari accorgimenti particolari legati al lavaggio e al consumo? E quale varietà è meglio scegliere? Ecco i consigli dell’esperto per gustare le fragole in gravidanza in tutta sicurezza.

Istamina, c’è il rischio di reazioni allergiche?

Questo frutto è particolarmente ricco di istamina, una sostanza che è legata a reazioni allergiche nei soggetti prediposti. È opportuno, quindi, mangiare le fragole in gravidanza? “L’attesa non è una condizione che può amplificare la reazione dell’organismo all’istamina”, spiega Stefania Piloni, medico chirurgo specializzata in ginecologia e ostetricia. “Se la futura mamma era già allergica alle fragole, ovviamente continuerà a non consumarne, ma chi non ha mai avuto reazioni allergiche può mangiarle tranquillamente.

Per quanto riguarda, invece, le future mamme allergiche, in caso di contaminazione involontaria, non è necessario sopportare il disagio di uno sfogo cutaneo – in genere, si manifesta orticaria – perché il ginecologo potrà prescrivere un antistaminico di terza generazione. A differenza dei principi attivi precedenti, infatti, questi farmaci non presentano controindicazioni nei nove mesi”.

Fragole in gravidanza, così sono sicure

Per gustare una merenda a base di fragole in tutta sicurezza, se la futura mamma è recettiva alla toxoplasmosi, è indispensabile prestare molta attenzione alla loro corretta pulizia. “La fragola è un frutto che cresce a contatto con il terreno e, a differenza di altri, non è sbucciabile”, sottolinea la dottoressa Piloni. “Prima del consumo, è quindi necessaria una pulizia molto accurata. Ecco come si procede. Si eliminano i piccioli e si lavano le fragole con acqua corrente, poi si mettono a bagno in un recipiente con acqua e bicarbonato o con acqua e un’apposita soluzione disinfettante. Dopo 30 minuti circa se si utilizza il bicarbonato, o dopo 15 minuti circa se si usa una soluzione disinfettante, si procede con un risciacquo accurato e si possono servire in tavola.

Per evitare il rischio di contrarre la toxoplasmosi consumando fragole in gravidanza, occorre fare attenzione alla frutta fresca che viene spesso usata come guarnizione dei cocktail nei locali pubblici: al momento dell’ordinazione conviene specificare di non utilizzare fragole”.

ToxoplasmosiPrevenirla è facile

Fragole “giganti”, povere di vitamina D

Nei reparti orto-frutticoli dei supermercati non mancano di attirare lo sguardo. Le fragole “giganti”, di dimensioni decisamente più grandi rispetto a quelle che si coltivano nell’orto o nei vasi posizionati sul balcone, sono ugualmente sicure per la futura mamma? “Per quanto riguarda la sicurezza non ci sono differenze: non si tratta di frutti ‘dopati’ o geneticamente modificati, ma di una varietà appositamente selezionata per le sue dimensioni”, spiega la ginecologa. “Le fragole ‘giganti’ sono molto diffuse perché garantiscono al coltivatore margini di guadagno superiori, ma rispetto alle fragole più piccole sono meno saporite, in quanto contengono più acqua e meno zucchero. Ma soprattutto, trattandosi di frutti che crescono all’interno di una serra, illuminati artificialmente, sono più povere di vitamina D”. Dato che la vitamina D è molto importante per il benessere psicofisico della futura mamma (non solo protegge le ossa, ma ha effetti benefici anche sull’umore), conviene privilegiare varietà di fragole più piccole.

 

di Giorgia Cozza

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