Fotografare il pancione: come conservare il ricordo della gravidanza

28 novembre 2019

Fotografare il pancione: come conservare il ricordo della gravidanza

Dal servizio professionale agli scatti di tendenza, fino all’impiego delle app: ecco le esperienze di tre mamme, commentate dalla psicologa

Fotografare il pancione: come conservare il ricordo della gravidanza

Il pancione che cresce, giorno dopo giorno. E che fa nascere il desiderio di non perdere un attimo di questa fase della vita così speciale che è la gravidanza, fissandone i momenti più belli. Dal classico servizio fotografico premaman ai video, dai selfie davanti allo specchio fino alle app che seguono tappa dopo tappa il percorso dei nove mesi: oggi le future mamme hanno a disposizione diversi modi per “raccontare” e fotografare il pancione, conservandone così il ricordo. Come hanno fatto Giovanna, Loredana e Melania.

Un vero e proprio servizio fotografico

“In famiglia ho il mio ‘fotografo personale’, mio marito Antonio, che riesce a cogliere i momenti più significativi della nostra vita. Come spesso accade però, lui è assente nelle foto… Così, durante la mia prima gravidanza, abbiamo deciso di regalarci un servizio fotografico professionale”, racconta Giovanna, 34 anni. “Io cercavo uno stile contemporaneo, elegante, che utilizzasse tonalità pastello. Mi sono affidata a una brava professionista, che ci ha scattato fotografie romantiche catturando i sorrisi, gli abbracci e gli occhi che brillavano. Per la seconda gravidanza abbiamo optato per una doppia sessione fotografica, prima io e Antonio e il pancione e, in un secondo momento, si è aggiunta la mia primogenita Matilde. Nella prima parte, la fotografa mi ha scattato fotografie sensuali giocando con le trasparenze dei tessuti e con vestaglie di pizzo. Quando poi si è unita Matilde, la sessione è diventata più giocosa e divertente. Ho scelto di fotografare il pancione all’ottavo mese perché aveva una bella forma rotonda e io ne ero molto orgogliosa”.

PancioneCome cresce?

Milk bath, una sessione speciale

“Per la mia prima gravidanza volevo un servizio fotografico speciale. Le amiche erano al corrente di questo desiderio e, per il mio compleanno, mi hanno regalato un servizio a sorpresa”, spiega Loredana, 28 anni. “Raggiunto lo studio, la fotografa mi ha fatto accomodare e mostrato il set: una vasca da bagno e, sullo sfondo, una tenda bianca. Mi ha chiesto di togliermi i vestiti e mi ha fatto indossare un abito leggero, semitrasparente. Poi mi ha fatto entrare nella vasca, riempita per metà con acqua tiepida mescolata a latte fresco ed essenze profumate e mi ha mostrato dei fiori – erano finti ma così belli da sembrare veri – dicendomi di scegliere quelli che mi piacevano di più. A quel punto mi ha invitato a sdraiarmi: il pancione emergeva dall’acqua, circondato dai fiori che la fotografa nel frattempo aveva disposto. Nessuna indicazione particolare per la posa: dovevo solo rilassarmi e godermi quel momento. Il mio milk bath – ho scoperto che il servizio si chiama così – è stata un’esperienza bellissima e gli scatti molto suggestivi e naturali: proprio come piace a me”.

Calco del pancioneUn ricordo da conservare

Un’app per fotografare il pancione

“Amo conservare i bei ricordi: messaggi sul telefono, ma anche bigliettini, foto e tutto quello che mi riporta a momenti significativi. Così, quando sono rimasta incinta, ho pensato fin da subito che avrei voluto documentare giorno dopo giorno quello che mi stava accadendo”, dice Melania, 32 anni. “Anche se non sono molto tecnologica, ho scaricato sul mio smartphone una app, CineMama, che consente di documentare giorno dopo giorno la crescita del pancione, di creare video, inserire musiche e raccogliere le foto più belle di tutti i nove mesi. Quasi ogni giorno scattavo una foto, con la stessa posa e nello stesso posto. Poi, a fine gravidanza, l’app ha elaborato un video e ho potuto vederle tutte in successione, con il pancione che lievitava settimana dopo settimana! Appena Gaia sarà più grandicella – adesso ha sei mesi – le farò vedere foto e video e le racconterò che dentro la pancia della mamma c’era lei che cresceva sempre di più. Comunque, ho deciso che le foto più belle le farò stampare: se si dovesse rompere il telefono, probabilmente perderei tutto, invece così potrò conservarle per sempre”.

Belly paintingDipingere il pancione

Il parere della psicologa: un modo per celebrare la maternità

Fotografare il pancione, documentarne la crescita e, magari, condividere le immagini sui social è un modo per dimostrare l’orgoglio che si prova di fronte alla vita nascente. “È la scoperta della bellezza del corpo femminile anche in gravidanza, il simbolo di una maternità desiderata, cercata consapevolmente. Ritrarre la pancia, esporla anche al di fuori della propria cerchia familiare, è un modo per esprimere la propria felicità”, spiega Adele Nunziante Cesàro, docente di psicologia clinica all’Università Federico II di Napoli. “Ma è anche un aiuto per vivere in modo più sereno la trasformazione a cui il corpo va incontro e che non sempre viene accettata completamente. Il fatto che oggi il pancione abbia ottenuto ‘diritto di cittadinanza’ e venga portato con più disinvoltura, fotografato in pose più o meno artistiche, è certamente positivo per chi prova una sorta di disagio di fronte al cambiamento fisico. Perché viene esaltata un’altra bellezza, che non ha a che vedere con i tradizionali canoni estetici. Certo, focalizzarsi troppo sulle proprie forme può portare a non riflettere abbastanza su quello che succede dentro di sé, sul significato profondo dell’avere un’altra vita in grembo. Tuttavia, se osservare il pancione che cresce serve a cogliere anche i cambiamenti interiori, allora ben vengano i ritratti, i video e un sano ‘esibizionismo’. Oggi la maternità è sempre più preziosa e documentarla fin dalle prime fasi è un modo per celebrarla. E per prendere consapevolezza che qualcosa di unico e speciale sta accadendo”.

 

di Laura D’Orsi

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