Fiori australiani, più serena nell’attesa - Dolce Attesa
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08 maggio 2013

Fiori australiani, più serena nell’attesa

Fiori australiani, più serena nell’attesa

Curarsi con i fiori: lo aveva intuito già un secolo fa il medico inglese Edward Bach, dando origine a un sistema di terapia naturale innovativo per i suoi tempi, che si avvaleva di estratti di fiori che da lui presero il nome.

Sulla sua scia, diversi decenni più tardi il naturopata australiano Jan White creò 69 nuove essenze floreali più vicine alle esigenze dei nostri tempi e provenienti dal  bush, la macchia australiana. Secondo lui, così come secondo Bach, ogni pianta incarna un particolare modello energetico, una “virtù”, che si può intuire studiandone la forma, la dimensione, l’aspetto esteriore, le modalità di crescita. Dalle  caratteristiche della pianta si possono ricavare informazioni sulle sue qualità e, per analogia, trarre informazioni sugli effetti che quella determinata pianta può avere sul corpo e sulla mente dell’uomo.

Come funzionano i rimedi?

Il presupposto da cui parte la floriterapia, infatti, è che ogni fiore, così come ogni essere vivente, emana una particolare energia sotto forma di vibrazione; allo stesso modo, anche le nostre emozioni producono vibrazioni. Gli stati d’animo negativi, però, creano una vibrazione errata, uno scompenso energetico che conduce alla malattia e al malessere. Può risultare un concetto un po’ difficile da comprendere, perché si tratta di vibrazioni che non si possono vedere né misurare, ma ognuno di noi sa come si sente quando vive un’emozione intensa, per esempio quando è innamorato o quando subisce uno spavento. Ebbene, la vibrazione del fiore prodotta dall’energia che esso emana è capace di sovrapporsi all’emozione negativa e di riportarla nel suo stato positivo, ripristinando in questo modo il corretto stato energetico e quindi il benessere psicofisico.

Uno per ogni stato d’animo

Come ogni emozione produce una vibrazione diversa, così ogni fiore ne provoca una che è capace di placare quella determinata emozione. Ecco perché ognuno di essi è indicato per uno specifico stato psicologico.  Ad esempio, chi ha paura del parto deve chiedersi: che cosa temo, di preciso? Di provare dolore? Di fare del male al bambino? Di non essere capace di metterlo al mondo? A seconda della risposta, si individuerà il fiore giusto per alleviare l’emozione negativa che procura malessere.
Un altro esempio: la nausea. Chi ne soffre dovrà domandarsi: la nausea mi mette ansia perché ho paura di vomitare, perché mi provoca un senso di spossatezza, o perché mi coglie all’improvviso e temo di sentirmi male in pubblico? A ogni reazione corrisponderà un fiore diverso. 

I rimedi ad hoc per la futura mamma

*Per  affrontare il cambiamento
Nei 9 mesi la donna va incontro a tante trasformazioni di tipo fisico ed emotivo. Per accompagnarla in questa fase, il fiore più indicato è Bottlebrush, che attiva la capacità di affrontare situazioni nuove. È il fiore che dà fiducia, che ci convince che possiamo cambiare e che il cambiamento è giusto e necessario. E visto che il cambiamento coinvolge la coppia, può essere utile anche per il futuro papà.
A livello fisico, Bottlebrush aiuta a regolarizzare l’intestino, in un periodo in cui si va facilmente incontro alla stipsi.

*Per chi teme di non farcela
Per quanto la donna possa essere contenta di diventare mamma, all’inizio la conferma di aspettare un bambino può suscitare la paura di non essere all’altezza della situazione, di non avere le energie sufficienti per occuparsi del figlio o di poter subire un rallentamento nella carriera. In tal caso si possono assumere due fiori: Dog Rose, che aiuta a combattere le paure e ad acquisire sicurezza e Crowea, che aiuta a gestire l’ansia. Sono gli stessi fiori che il medico JanWhite consiglia per le nausee, che spesso possono celare una componente psicologica. In questo caso,  meglio ancora se il rimedio è abbinato a Paw Paw, che migliora l’assimilazione degli alimenti.

*Per acquisire maggior fiducia in se stesse
Se invece le paure e l’ansia provocano un calo dell’autostima, il fiore adatto è Five Corners, che trasmette amor proprio, fiducia in se stesse e nel proprio corpo. Utile associarlo a Billy Goat Plum se la futura mamma percepisce i cambiamenti fisici come qualcosa di sgradevole o rifiuta il pensiero di come sarà al momento del parto: entrambi, infatti, favoriscono l’accettazione del corpo e delle sue funzioni.

*Per non farsi influenzare da consigli errati
Durante l’attesa, più che mai riceviamo una marea di informazioni che provengono da libri, internet, parenti, amici, che ci dicono che cosa fare o non fare, creando spesso confusione. Bush Fuchsia è il fiore che aiuta a far emergere l’intuito e ad averne fiducia, specie se abbinato a Fringed Violet, che ‘scherma’ dalle influenze psichiche negative che provengono dall’esterno. Entrambi i fiori sono perfetti anche dopo la nascita del bambino.

*Se ci si sente limitate dal corpo
Verso la fine della gestazione può succedere che la donna mal sopporti l’impaccio rappresentato dal pancione, che le impedisce di fare molte cose, come muoversi in libertà o anche fare una passeggiata senza avere l’affanno: Wild Potato Bush agisce sulla sensazione di limitazione fisica e infonde un senso di leggerezza e di vitalità, anche con un corpo più appesantito.

*Per chi è impaziente di partorire
Sempre a fine gravidanza, la futura mamma può essere pervasa da un senso di impazienza, perché ha la sensazione di essere incinta da una vita, non vede l’ora che il bambino nasca ed è ansiosa di conoscerlo. È un sentimento normale: se però rende irritabili, si può ricorrere a Black Eyed Susan, specie in abbinamento con Crowea: il primo stimola la pazienza e aiuta a rallentare i ritmi, il secondo aiuta a rilassarsi.

*Il mix per il parto e il post parto
Oltre ai singoli rimedi, Jan White ha creato delle miscele di fiori, tra cui Emergency, un mix di essenze che si può cominciare ad assumere una-due settimane prima della data prevista per il parto al dosaggio standard, se la donna sente crescere dentro di sé l’ansia, ma soprattutto dall’inizio del travaglio fino alla nascita del bambino, con somministrazioni anche ogni 10 minuti. Emergency aiuta a mantenere la calma e la lucidità mentale, infonde fiducia nelle proprie capacità,  contribuisce ad alleviare il dolore e a rilassare la muscolatura uterina.Se la donna avverte un calo di energie, si può aggiungere al rimedio di emergenza l’essenza floreale Macrocarpa, che ha la funzione di dare forza e resistenza e alleviare l’esaurimento fisico. Un mix utile anche immediatamente dopo il parto, per facilitare la ripresa psicofisica.
Il rimedio d’emergenza può essere  assunto anche nei giorni successivi se si avverte un umore altalenante, poiché contiene fiori in grado di infondere coraggio e stimolare la fiducia di riuscire a far fronte a qualsiasi situazione; ancor meglio se si abbina Peach Flowered Teatree, che stabilizza gli sbalzi d’umore e ristabilisce l’equilibrio emotivo.

Dove acquistarli e come assumerli

I fiori australiani si possono trovare in farmacia e in erboristeria. Per i singoli rimedi o le miscele personalizzate si può acquistare l’essenza o le essenze dei fiori scelti più una boccetta da 30 ml dotata di contagocce e prepararsi il rimedio a casa: nella boccetta si mettono 2/3 di acqua, 1/3 di brandy (funge da conservante) più 7 gocce per ogni fiore. In alternativa, si può chiedere al farmacista o all’erborista di preparare il rimedio già pronto da assumere. Le essenze combinate come Emergency, invece, si vendono già diluite e pronte per l’uso.

L’assunzione standard prevede 7 gocce al mattino da mettere sotto la lingua a digiuno (o almeno 10 minuti prima di far colazione) e 7 gocce alla sera, prima di andare a letto, possibilmente ad almeno un’ora di distanza dalla cena e dall’uso del dentifricio.
La quantità di brandy che si assume in ogni somministrazione è talmente esigua da non poter nuocere in alcun modo al bambino. Se però la futura mamma lo preferisce, può versare le 7 gocce in un cucchiaino di acqua tiepida, che fa evaporare l’alcol, e assumere il rimedio.

Sempre meglio parlare con il medico

Trattandosi di rimedi naturali e assolutamente non tossici, i fiori australiani, così come quelli di Bach, non hanno controindicazioni e possono essere somministrati anche a chi è incinta. Attenzione, però: i fiori possono alleviare disordini lievi e passeggeri, ma non possono sostituirsi al medico se si dovessero manifestare disturbi fisici o psichici più ‘importanti’. In ogni caso, è sempre meglio informare la propria ostetrica o il ginecologo di aver assunto i rimedi.

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