Estate con il pancione: la parola d’ordine è sempre “bere”!

25 giugno 2019

Estate con il pancione: parola d’ordine “bere”!

Estate con il pancione: parola d’ordine “bere”!

Quando una donna è in dolce attesa, i bisogni del suo corpo si modificano. Cambiano le necessità in termini di riposo, di alimentazione e anche di idratazione. Quest’ultima poi va tenuta sotto controllo specialmente nei mesi estivi, quando il caldo rischia di creare difficoltà sia alla futura mamma che al piccolo.

Perché è importante bere tanto

Bere molto, infatti, giova per avere un compenso emodinamico corretto e anche una buona vascolarizzazione della placenta. Un rischio collegato a una scarsa idratazione è l’insorgenza di infezioni delle vie urinarie, che in gravidanza sono più facili da contrarre. Ancora, se la donna beve molto evita di appesantire i reni e si assicura una maggiore regolarità intestinale, che non guasta visto che spesso durante i nove mesi dell’attesa si verificano momenti di stitichezza davvero fastidiosi. L’altro vantaggio di una idratazione adeguata consiste nella maggiore elasticità delle pareti uterine. Durante la gravidanza, inoltre, il corpo tende a trattenere una quantità d’acqua maggiore nei tessuti, quindi la disidratazione è un rischio più concreto di quanto si pensi.

Quanto si deve bere

In genere le donne in gravidanza dovrebbero consumare almeno un litro e mezzo di acqua al giorno durante i nove mesi, ma nel periodo estivo conviene aumentare il quantitativo e arrivare anche a due litri e mezzo ogni giorno. L’idea, comunque, è quella di bere con costanza acqua minerale, anche a piccoli sorsi, evitando le bevande zuccherate che favoriscono l’aumento di peso. La futura mamma potrebbe portarsi sempre in borsa una bottiglietta da 50cl per avere la sua acqua a disposizione di continuo, visto che adesso poi sono anche smart e fashion, oltre ad essere comode.

Cosa conviene bere?

La cosa fondamentale, però, è ricordarsi che l’acqua non è tutta uguale. Esistono infatti acque più adatte a questo delicato periodo, che converrebbe scegliere sia nella fase della gravidanza, che poi nel momento del parto e quando si deve cominciare ad allattare. L’essenziale è che l’acqua minerale sia ricca di calcio e povera di sodio. Durante la gravidanza il calcio garantisce importanti funzioni fisiologiche sia nella madre che nel figlio. Se ne è carente, l’organismo della madre, pur di mantenerne costanti i livelli nel sangue, aumenta la velocità di mobilizzazione del calcio dalle ossa e ciò predispone a una serie di patologie quali osteopenia e osteoporosi, rischio di gravidanze pretermine e nascita di neonati di basso peso.

La carenza di calcio aumenta, inoltre, il rischio di ipertensione in gravidanza. I valori ideali di calcio da assumere sono 1200 milligrammi al giorno nelle donne in gravidanza e 1000 durante l’allattamento. Secondo alcune riviste scientifiche il sodio svolge un’azione limitante nell’assorbimento del calcio nel nostro organismo. È importante, dunque, consumare normalmente un’acqua minerale con un buon contenuto di calcio ed iposodica.

La risposta è tutta italiana

Come Acqua Lete, che è un vero dono della Natura, visto che nel suo percorso tra le rocce si arricchisce di preziosi sali minerali. Con i suoi 5,1 milligrammi per litro, Acqua Lete è l’effervescente naturale con il più basso contenuto di sodio prodotta in Italia. Quanto al calcio ne contiene 310 milligrammi per litro che è una riserva adeguata a reintegrare i bisogni della donna in dolce attesa.

Acqua Lete, inoltre, con il suo naturale equilibrio di calcio e sodio è adatta in tutte le fasi della vita: non solo in gravidanza, ma anche durante la crescita e dopo gli anta.

 

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