Disturbi digestivi in gravidanza: rimedi e farmaci per combatterli

03 maggio 2019

Disturbi digestivi in gravidanza: come combatterli

Sono tra i problemi più comuni nei 9 mesi. Tutta “colpa” dei mutamenti anatomici e ormonali che avvengono nell’organismo della futura mamma. Ecco gli accorgimenti per prevenirli e i farmaci sicuri per alleviarli

Disturbi digestivi in gravidanza: come combatterli

Fin dai primi giorni dell’attesa alcuni ormoni agiscono sull’organismo materno per creare le condizioni migliori allo sviluppo dell’embrione. “Tra questi la gonadotropina corionica umana, gli estrogeni e il progesterone che inducono il rilassamento della muscolatura involontaria, per proteggere l’utero dal rischio di dannose contrazioni”, spiega il ginecologo Domenico Arduini, presidente del comitato scientifico dell’Associazione per lo Studio delle Malformazioni. “Si rilassa così anche la muscolatura involontaria dell’apparato digerente, e il cibo assunto rimane più a lungo nello stomaco, provocando gonfiore e senso di pienezza. Il contenuto gastrico tende a risalire nell’esofago, fenomeno che prende il nome di reflusso gastroesofageo, con bruciore e nausea. Analogamente, il contenuto dell’intestino rallenta il suo transito, con conseguente stitichezza. Nel terzo trimestre, poi, l’aumento di volume dell’utero comporta lo spostamento verso l’alto dello stomaco e l’inclinazione dell’esofago. Anche questo fattore contribuisce al reflusso di materiale gastrico, al senso di bruciore e alla nausea”. Ecco alcuni accorgimenti per alleviare questi disturbi digestivi.

Nausea: molto diffuse le forme lievi

È così frequente nelle prime settimane di attesa da essere considerata uno dei segnali tipici dell’avvio della gravidanza. “Il disturbo in forma lieve riguarda il 70-80% delle future mamme”, spiega Arduini. “Sono rare invece le forme più gravi, con vomito frequente, difficoltà ad alimentarsi e idratarsi: la cosiddetta iperemesi gravidica”.

Di recente un gruppo di ricerca della University of California a Los Angeles ha identificato due varianti genetiche associate all’iperemesi gravidica. Sono mutazioni a carico di due geni che producono proteine necessarie per il corretto funzionamento della placenta. Le mutazioni fanno sì che le proteine vengano prodotte in eccesso. Gli autori dello studio, pubblicato su Nature Communications, ipotizzano che questo meccanismo sia responsabile delle forme più severe di nausea e vomito incoercibile. Ora cercheranno di mettere a punto dei farmaci in grado di modulare la produzione delle molecole coinvolte. In attesa dei prossimi risultati della ricerca, per il momento alle donne colpite da iperemesi gravidica vengono somministrate flebo di soluzione fisiologica e sali minerali. “Un aiuto per compensare lo squilibrio prodotto dal vomito ripetuto”, dice il ginecologo.

Si ricorre inoltre alla somministrazione di medicinali per inibire lo stimolo del vomito. “Primi tra tutti gli antistaminici di vecchia generazione, i più sicuri in gravidanza”, spiega Antonio Clavenna, farmacologo dell’Istituto Mario Negri di Milano. “Se questi falliscono, si può provare con il metoclopramide, che favorisce la motilità dell’apparato digerente e accelera lo svuotamento dello stomaco. Talvolta si ricorre a medicinali neurolettici, che agiscono anch’essi sul centro del vomito. Tutti questi farmaci sono riservati alle situazioni più serie e richiedono la prescrizione del medico curante”.

Se la nausea è lieve e non è accompagnata da vomito, nella maggior parte dei casi per attenuare il fastidio è sufficiente adottare qualche accortezza nell’alimentazione: frazionare i pasti, evitare alimenti pesanti, come i fritti e i grassi animali che richiedono una digestione lunga, consumare carboidrati al mattino appena alzate per tamponare l’acidità nell’esofago, non bere a stomaco vuoto. Possono aiutare integratori di vitamina B6 e di zenzero. “Decenni fa, alcuni studi su animali da laboratorio suggerirono che consumare zenzero in gravidanza aumentasse il rischio di malformazioni, ma sono stati in seguito smentiti”, dice Clavenna. “Lo zenzero è sicuro. È difficile valutare con precisione la sua efficacia, perché può essere consumato in forme diverse: la radice fresca, la polvere della radice essiccata, come tisana, e ogni preparazione contiene percentuali diverse di principio attivo. Comunque sono tante le donne che dichiarano di trarne beneficio”.

ZenzeroUn aiuto per combattere la nausea

Reflusso: accorgimenti e farmaci sicuri nei 9 mesi

La nausea è parente stretta del bruciore da reflusso, dovuto all’infiammazione della mucosa dell’esofago al passaggio del contenuto gastrico che risale dallo stomaco. Anche in questo caso, responsabili sono gli ormoni che rallentano la digestione e l’utero voluminoso che comprime lo stomaco dal basso.

“Per prevenire il disturbo conviene suddividere i pasti in tanti piccoli spuntini, così da non riempire completamente lo stomaco”, suggerisce Domenico Arduini, “e preferire alimenti di rapida digestione, evitando i grassi animali, le salse, le creme e i condimenti più pesanti”. Dopo cena, aiuta fare due passi prima di andare a letto, perché la posizione distesa favorisce il reflusso. Non a caso è proprio questa la situazione in cui si manifestano più frequentemente i bruciori di stomaco. “Si può attrezzare il letto con un cuscino supplementare da inserire sotto il materasso dalla parte della testa: questa inclinazione serve ad assecondare la discesa del cibo nello stomaco e ostacolare la sua risalita”, aggiunge Clavenna.

Quali farmaci possono venire in aiuto per combattere questi disturbi digestivi senza rischi per il nascituro? “Quelli a base di bicarbonato di sodio, che svolgono un’azione chimica: neutralizzano l’acidità del materiale gastrico proteggendo la mucosa dell’esofago, senza venire assorbiti dall’apparato digerente e quindi senza effetti per la salute del nascituro”, dice il farmacologo. “Altri medicinali che modulano la produzione di acidi a livello dell’esofago, i bloccanti del recettore H2 e gli inibitori della pompa protonica, possono essere impiegati solo su prescrizione del ginecologo, che valuta caso per caso il rapporto tra rischi e benefici. Alcuni studi non conclusivi hanno suggerito che gli inibitori della pompa protonica possono aumentare il rischio di asma del bambino, quindi ci vuole cautela”.

Alimentazione in gravidanzaI cibi consigliati e quelli da evitare

Se l’intestino è pigro

Il movimento fisico e l’attenzione alla dieta, con maggiore assunzione di fibre e liquidi, sono i primi passi da fare per adottare uno stile di vita amico dell’intestino, che prevenga disturbi digestivi come gonfiore, mal di pancia e stitichezza. “All’occorrenza si può ricorrere a un lassativo, ma solo occasionalmente, in presenza di un disturbo specifico”, dice Clavenna. “L’utilizzo prolungato nel tempo dei lassativi può portare a situazioni di dipendenza, per cui l’intestino non riesce più a svolgere le sue normali funzioni, se non con l’aiuto dei farmaci”.

Quali sono i lassativi che si possono assumere con sicurezza durante l’attesa? “Quelli di tipo osmotico”, risponde il farmacologo, “quelli cioè che funzionano richiamando acqua nell’intestino e ammorbidendo le feci, come il PEG o polietilenglicole, che non viene assorbito dalle pareti intestinali e quindi non ha effetti sul nascituro e non provoca infiammazioni della mucosa intestinale, oppure il lattulosio, dal funzionamento analogo”.

Disturbi digestivi: attenzione ai chili in più

Un aumento eccessivo del peso corporeo in gravidanza favorisce tutti i disturbi gastrointestinali. Ecco perché mantenere un buon controllo sull’alimentazione e uno stile di vita attivo aiuta a prevenire e attenuare nausea, bruciori, gonfiore intestinale e stitichezza, oltre a giovare in assoluto alla salute della futura mamma e del suo bimbo.

 

di Maria Cristina Valsecchi

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