Corso preparto, uno per ogni esigenza

07 febbraio 2011

Corso preparto: uno per ogni esigenza

Corso preparto: uno per ogni esigenza

I corsi di accompagnamento al parto stanno cambiando: i nuovi modelli dovranno rimettere al centro le esigenze delle singole mamme in attesa, saranno flessibili, aperti e diversificati. Il Piano Sanitario Nazionale, per legge, li richiede infatti precoci, con orari comodi e una metodologia che punti a valorizzare le risorse di ciascuna mamma, “individualizzati” e coinvolgenti. Ecco le tre più diffuse situazioni che riguardano le future madri.

È la prima volta

La maggior parte dei corsi dà informazioni di carattere generale, pensate proprio per le mamme alla prima gravidanza. Non si tratta ricevere asettiche “istruzioni per l’uso”, quanto di sapere tutto ciò che è necessario per vivere l’attesa senza eccessive ansie: dall’alimentazione agli esami da fare, dai cambiamenti del corpo alle informazioni sui vari punti nascita per una scelta consapevole, da ciò che avviene nel travaglio e nel parto fino ai possibili imprevisti. Compresi consigli e suggerimenti per il dopoparto, l’allattamento e la cura del bambino.
Nel corso le ostetriche insegnano anche a eseguire esercizi mirati per rendere più elastico il pavimento pelvico e il perineo. Il primo è costituito da quelle fasce muscolari a forma di amaca che sostengono i visceri pelvici. Il perineo è un muscolo tra ano e vagina che di solito si conosce poco ma che, durante il travaglio, ha un ruolo importante: deve distendersi e allungarsi per lasciar passare la testa del bambino.
Il primo corso preparto offre inoltre l’occasione imperdibile di conoscere persone che stanno vivendo la stessa esperienza e che potrai continuare a frequentare una volta nato il bambino. Spesso infatti il gruppo continua a ritrovarsi (per il massaggio neonatale e il sostegno all’allattamento).  Confrontandosi con altre future mamme si scopre che è normale provare un certo tipo di emozioni, ansie o paure. Parlarne insieme è il primo passo per ridurle e imparare a gestirle.

Hai già partorito

Chi ha già un bimbo ha esigenze molto diverse rispetto a chi frequenta i corsi per la prima volta e a molte di queste mamme-bis il fatto di ritagliarsi un po’ di tempo per un altro corso di preparazione può apparire un lusso o persino un “torto” al primogenito. Tuttavia è giusto dedicare spazio a sé e al piccolo che verrà e in questo senso il corso preparto offre la possibilità di coltivare una dimensione di solitudine, in cui rilassarsi e ritrovare se stessa. Sono molti i corsi che, dopo la parte teorica, propongono la pratica di attività come yoga (che rilassa corpo e mente), acquaticità, watsu (il massaggio shiatsu eseguito in acqua), training autogeno respiratorio (il RAT), ipnosi, psicofonia (un percorso di conoscenza di sé attraverso l’uso della voce) e persino eutonia (letteralmente “giusto tono”, un modo per prendere coscienza di ciò che accade ascoltando e osservando la realtà).
Se la parte del corso dedicato alle informazioni generali è inutile per le mamme-bis, si può puntare a essere aggiornate su ciò che è cambiato nel frattempo e ad avere chiarimenti su aspetti rimasti in sospeso con la prima gravidanza. Il sostegno offerto sia da ostetriche formate in questo senso, sia dalla partecipazione agli incontri di una psicologa potrà, per esempio, aiutare quelle mamme che nel corso della seconda gravidanza si sentono “in colpa” nei confronti del primogenito e insegnare loro come affrontare al meglio, dopo il parto, gelosie e rivalità tra fratellini.
Per ora sono pochi, ma alcuni corsi di accompagnamento alla nascita prevedono la possibilità di portarsi gli altri figli al seguito. Magari in una saletta attigua, con giochi a disposizione e personale addetto alla sorveglianza.

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Pensi sia inutile o non hai tempo

C’è chi non si pone nemmeno il problema di frequentare un corso per diventare mamma, per esempio, chi non ne conosce l’esistenza, chi non può frequentarli per problemi di lavoro, chi è stata sconsigliata dalle amiche o addirittura dal ginecologo. Chi magari ha già in programma un cesareo o ne ha già avuto uno e, quindi, dà per scontato il secondo e chi ne ha già frequentato uno alla prima gravidanza. Tutti casi in cui il corso può apparire inutile o impossibile da frequentare. A questo gruppo, stando agli ultimi numeri dell’Istituto Superiore di Sanità, appartiene ancora oltre il 60% delle future mamme. Ma i veri motivi della diserzione spesso vanno ricercati in carenze organizzative: se è difficile trovare proposte davvero accattivanti e personalizzate, manca anche quella flessibilità in termini di orari che consenta di assecondare le esigenze delle mamme lavoratrici.

  • Incontri a tema o corsi a modulo. Molti corsi di accompagnamento sono organizzati così: si telefona e ci si prenota di volta in volta solo per un incontro, a tema. Gli argomenti sono tra i più svariati: si possono trovare “classici” su cosa succede nel travaglio-parto, nell’allattamento, nella cura del bambino, o temi più specifici, come bellezza, cura di sé, leggi e normative, farmaci in gravidanza, sessualità, tenuti da professionisti diversi.
  • Vicino a casa e con orari comodi. Il corso più gettonato in Italia è quello organizzato dal consultorio, dove, in genere, è gratuito. Ma al Nord sono altrettanto numerosi quelli che si tengono nel punto nascita prescelto, spesso dietro pagamento di un ticket. In genere si articolano in 8 incontri, concentrati nell’ultimo trimestre di gravidanza e vanno prenotati. L’obiettivo, però, è farli cominciare già prima, con orari flessibili.
  • Esiste poi l’opzione privata: associazioni di ostetriche, altri operatori o gruppi di volontariato offrono corsi flessibili, anche a domicilio. Soprattutto al Nord sono aumentate in questi ultimi mesi le richieste di consulenza personale: in Lombardia sono sempre più richieste le ostetriche libere professioniste per un counselling tagliato su misura degli orari e delle esigenze della coppia.

Frequentare fa bene alla salute

Sono diversi tra loro, ma tutti fanno bene alla salute: le 60 pubblicazioni più recenti dedicate ai corsi preparto concordano su una lunga serie di vantaggi. Ecco quali.

  • È minore il rischio di ricorrere a un cesareo: lo effettua solo il 27,6% delle donne che hanno frequentato almeno un corso, contro il 41,5% di chi non lo ha seguito.
  • È ridotto anche il rischio di ripetere un cesareo.
  • Si ricorre meno all’uso di analgesici farmacologici, preferendo altre strategie (movimento, massaggi, sostegno emotivo, uso della voce, rilassamento, acquaticità).
  • Si sceglie più facilmente il luogo del parto secondo le modalità assistenziali offerte.
  • Si allatta al seno più precocemente, in modo esclusivo e più a lungo.
  • È minore il rischio di disagi emotivi dopo la nascita (riduzione dei fenomeni di baby blues e depressione).
  • Si ricevono maggiori informazioni sulla contraccezione nel dopoparto.

Di coppia o per soli papà?

Il coinvolgimento del papà è fondamentale, fin dalla gravidanza. Lo dimostrano le evidenze scientifiche e la sua presenza ai corsi preparto è sempre più diffusa. Secondo l’Istat, quasi la metà delle donne ha avuto accanto il partner almeno in qualche incontro. Oggi esistono diversi corsi di di coppia, ai quali partecipano anche i papà, o che prevedono incontri solo per loro.

Come trovare i corsi

Per orientarti tra le diverse offerte, chiedi al consultorio della tua zona, al punto nascita in cui pensi di partorire oppure ai gruppi/associazioni privati dell’area in cui vivi. Sul sito del Movimento Allattamento Materno Italiano si trova una lista, suddivisa per regioni, dei gruppi che offrono corsi di accompagnamento e sostegno.

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