Candida in gravidanza, attenzione al fluconazolo orale - Dolce Attesa
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01 febbraio 2016

Candida in gravidanza, attenzione al fluconazolo orale

Candida in gravidanza, attenzione al fluconazolo orale

Capita a oltre una donna su dieci di essere colpita in gravidanza da candidosi vaginale, un’infezione di origine micotica causata più frequentemente da un microrganismo detto Candida albicans, un fungo che colonizza abitualmente le mucose genitali femminili. Generalmente, in questi casi il ginecologo prescrive il fluconazolo topico, un antimicotico considerato il trattamento di prima scelta. Ma se l’infezione è recidiva, si passa al fluconazolo orale. Ora, uno studio danese pubblicato su Jama, il giornale dell’Associazione dei medici americani, mette in guardia dall’uso di quest’ultimo durante l’attesa perché aumenterebbe il rischio di aborto spontaneo. Ne abbiamo parlato con Leonardo Caforio, responsabile di Medicina e Terapia Fetale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Qual è la portata della ricerca?
“Si tratta di uno studio importante, eseguito su un campione molto numeroso: i ricercatori, infatti, hanno preso in esame ben 1milione e 400 mila donne”, risponde Caforio. “Il metodo con cui è stato condotto, poi, è particolarmente rigoroso. Ogni gravidanza esposta al fluconazolo orale è stata, infatti, confrontata con 4 gestazioni non esposte, abbinate per età materna, anno solare ed epoca della gravidanza”, risponde Caforio.

Dai dati è emerso che a subire un aborto spontaneo sono state 147 delle 3.315 donne esposte all’antimicotico orale contro 563 delle 13.246 donne non esposte. Si è registrato quindi un aumento delle probabilità di aborto spontaneo mentre non è stata evidenziata alcuna correlazione tra assunzione di fluconazolo e aumento della mortalità perinatale.

“Il dato conclusivo è significativo dal punto di vista statistico”, dice Leonardo Caforio. “Ma non è il risultato di un semplice confronto tra le percentuali di casi di aborto spontaneo nel gruppo che ha assunto il farmaco e in quello non trattato. Si tratta bensì di un calcolo statistico molto più complesso, che tiene conto di tutte le variabili in gioco”.

Che cosa fare quindi se si soffre di candidosi in gravidanza?
Gli esperti concordano che durante l’attesa, anche in presenza di recidive, è meglio preferire le formulazioni vaginali al trattamento orale, almeno fino a quando non saranno disponibili ulteriori studi sull’argomento.

“In realtà non si tratta di un’indicazione ‘nuova’: in ginecologia, già da tempo si cerca di fare a meno del fluconazolo orale in gravidanza, soprattutto nel primo trimestre”, dice Leonardo Caforio. “Va detto, però, che sono ancora pochi gli studi su questo farmaco, specialmente su popolazioni così ampie. La ricerca danese assume quindi una notevole importanza”.

Il fluconazolo topico è sufficiente per contrastare l’infezione?
“Il trattamento topico è in ogni caso molto efficace”, rassicura l’esperto. “Esistono formulazioni davvero valide che possono essere affiancate anche dall’assunzione per via orale o locale di probiotici o fermenti lattici”. Probiotici e fermenti aiutano a ripristinare il corretto equilibrio della flora batterica e sono in grado di potenziare l’effetto dell’antimicotico. Per quanto riguarda l’igiene personale, inoltre, è consigliabile utilizzare sempre dei detergenti intimi di buona qualità a pH neutro ed eseguire anche dei lavaggi con acqua e bicarbonato (sciogliendo due cucchiai di bicarbonato in mezzo litro di acqua).

Quali sono i rischi legati alla candidosi per la donna e il nascituro?
Contrarre un’infezione da candida durante l’attesa non comporta pericoli particolari né per la futura mamma né per il feto. Solo se insorge a conclusione di gravidanza può esserci il rischio di infettare le mucose del bambino durante il passaggio nel canale del parto. In ogni caso, è importante curare questa infezione i cui sintomi possono diventare molto fastidiosi.

di Michela Crippa

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