Calco del pancione in gravidanza: una scultura piena di vita
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19 aprile 2019

Calco del pancione: una scultura piena di vita

È il guscio caldo e accogliente che protegge il bambino prima di nascere ed è sempre più al centro dell’attenzione. Tanto da diventare un ricordo tangibile da conservare

Calco del pancione: una scultura piena di vita

Il pancione viene oggi valorizzato e celebrato in tutti i modi possibili, dalla moda fino all’arte. Sono ben lontani i tempi in cui le donne in attesa minimizzavano le rotondità del ventre sotto abiti informi e mai si sarebbero sognate di indossare un bikini. Fortunatamente le cose sono cambiate: dai primi accenni di “sporgenza” fino ai nove mesi, le future mamme esibiscono con orgoglio la loro pancia. E, una volta partorito, ne sentono la mancanza e vogliono ricordarsi com’era. Ecco, così, che nascono nuove forme artistiche per valorizzare il pancione e per fissarne il ricordo: foto d’autore, disegni tracciati a fior di pelle. E il calco del pancione, forse la tecnica più suggestiva.

Un ricordo in 3D

“Ho iniziato nel 2010 a seguire le belly artists straniere attraverso internet, rimanendone fin da subito affascinata. Ho studiato, sperimentato e passato notti a guardare ogni dettaglio dei tutorial tedeschi e poi, insieme a Claudia Briguglio, un’amica artista, abbiamo dato vita al nostro atelier”, racconta Ornella Grittini, titolare dell’atelier Belly Art a Sedriano (MI) e presidente di Belly Artists Italian Association (BAIA). “Qui proponiamo la riproduzione tridimensionale del pancione belly bowl oppure del seno e del ventre belly cast – all’ottavo mese di gravidanza. Accogliamo le future mamme in un ambiente caldo, profumato e con musica rilassante. Le bende impregnate di gesso liquido vengono appoggiate sul pancione e si aspetta il tempo necessario affinché si solidifichino. In un secondo momento il calco viene lavorato e, infine, decorato con disegni e frasi pensate dai genitori. Quando vengono a ritirarlo, si emozionano nel prendere in mano lo stampo del nido che ha accolto il loro piccolo. E noi ci commuoviamo con loro”.

Calco del pancione: emozioni in primo piano

Il coinvolgimento emotivo è sempre molto intenso: durante la posa delle bende emergono le storie delle mamme, i loro desideri e le loro motivazioni. C’è Paola che aspetta il terzo figlio e vuole il calco del pancione per fare un regalo per Natale al marito. Racconta che in famiglia suonano tutti uno strumento e che le note “Do” e “La” sono presenti nei loro nomi. E, infatti, il bimbo che aspetta si chiamerà Dorian. Il suo guscio di gesso verrà decorato con un motivo musicale. Oppure Nadia, che affronta la gravidanza a casa da sola perché il marito è un militare in missione di pace e vuole realizzare il calco per fargli una sorpresa non appena tornerà a casa in licenza. Il disegno che decorerà il pancione di gesso è un messaggio d’amore per abbattere il muro della lontananza: “Salteremo sui gradini del cuore: nessuna terra è lontana!”. E poi la storia più toccante, quella di Michelangela che racconta di aver perso dopo la nascita il suo primo bambino, Diego, che però sente sempre molto vicino anche grazie a un tenero simbolo delle fiabe che per lei richiama il ricordo del figlio. E così, sul calco del pancione che custodisce la sorellina, verrà disegnata una bellissima famigliola e in alto, su una nuvoletta, un rospetto fiabesco che li guarda.

La gravidanza, tra pubblico e privato

Testimonianze di mamme che vogliono conservare un ricordo tangibile del loro “contenitore di vita”, in un’epoca in cui il pancione ha assunto un significato quasi “identitario”, perché legato a un periodo irripetibile e unico della vita femminile, e il diritto quindi di essere mostrato e, in alcuni casi, esibito. Ne sono testimonianza i social, invasi dalle foto delle celebrità che immortalano le loro rotondità settimana dopo settimana, e delle mamme “normali” che ne seguono l’esempio.

“Non c’è dubbio che questo atteggiamento di ostentazione derivi da una fortissima spinta d’orgoglio. La maternità, cercata, desiderata, è quasi un privilegio, uno status symbol.  Chi aspetta un bambino si sente padrona del mondo, al centro del proprio universo”, commenta la psicoterapeuta Loredana Petrone. “Sicuramente c’è una forma di narcisismo in tutto questo, favorita dallo strumento dei social che si prestano a fare da amplificatori di questo fenomeno. La gravidanza, però, è anche un processo misterioso, in quanto comporta un aspetto di profonda intimità da valorizzare e proteggere. Certo, è bello condividere i momenti felici con le persone a cui si vuole bene, ma è importante riservare un angolo tutto per sé, in cui si riflette su quello che sta per avvenire e ci si prepara psicologicamente ad accogliere l’ospite del pancione”.

 

di Laura D’Orsi

PancioneCome vivi il corpo che cambia?

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