Baby shower, la festa dell’attesa. Tutti i consigli per organizzarla
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06 marzo 2019

Baby shower, la festa dell’attesa

I consigli di una baby shower planner per organizzare un appuntamento sempre più richiesto, anche nel nostro Paese

Baby shower, la festa dell’attesa

Meghan Markle ha speso mezzo milione di dollari per organizzare il suo baby shower, volando da Londra a New York per stare un pomeriggio con le migliori amiche. Parliamo, del resto, di una dolce attesa reale… Senza arrivare a tanto, da qualche anno anche le donne ‘normali’, incluse le italiane, amano regalarsi questa coccola speciale, prima della nuova vita da mamma. Ma quando è nata questa festa? E come organizzare un baby shower “su misura”?

Nata in USA, è una ricorrenza “pratica”

La tradizione del baby shower (letteralmente, “doccia del bambino”, sottintendendo la gran quantità di regali che viene portata in quell’occasione al nascituro) è nata negli Stati Uniti nei pragmatici anni Cinquanta e si è poi diffusa nel mondo. Si tratta di una festa che celebra la futura nascita e, inizialmente, era un momento riservato alle amiche intime della mamma in dolce attesa. L’idea è quella di un “problem-solving party”, dove ci si diverte e si chiacchiera, ma si approfitta anche per consegnare alla futura mamma i regali per il bebè, aiutandola così nell’organizzazione e nell’acquisto del corredino. La consegna dei doni è strutturata in maniera divertente: la tradizione vuole che il necessario per l’igiene intima del neonato sia inserito nella tipica diaper cake, la torta di pannolini. Di solito, il baby shower si celebra in una lunga e distensiva merenda, durante la quale la mamma saluta le amiche, riceve consigli, si confronta con loro: un momento di quiete prima della “tempesta” del post-parto.

Grazie alle mamme vip, ora è di moda anche da noi

Patrizia Leonardi, con la sua agenzia di eventi Future Emotion, è stata tra le prime in Italia a offrire questo servizio alle sue clienti di Milano e della Brianza: “Osservando quello che succedeva in America, ho pensato di proporre il baby shower anche da noi: era il 2014 e, all’epoca, quasi nessuna sapeva di che cosa si trattasse. A dire il vero, anche oggi ogni tanto mi capita qualche cliente che chiede informazioni perché non ha mai sentito il termine!”. C’è voluto tempo (e l’esempio di alcune ‘mamme vip’ come Luisa Ranieri ed Elisabetta Canalis) per rendere più conosciuta anche da noi questa tradizione. “Per la nostra cultura, credo sia difficile accettare l’idea di una festa per la mamma in attesa e per il bebè che deve ancora nascere, magari per superstizione o prudenza”, commenta Patrizia Leonardi. “Inoltre, da noi spesso il baby shower non viene inteso solo come una festa tra amiche, ma come un ritrovo di famiglia, a cui invitare anche i futuri nonni e i parenti stretti”. Quasi un ‘pre-battesimo’, insomma.

Quando e come organizzare il baby shower?

“Suggerisco di programmare la festa intorno al settimo o all’ottavo mese. Alcune madri preferiscono organizzare il baby shower molto presto, già al sesto, ma l’ideale sarebbe rimandarlo all’ultimo mese, proprio come una ‘coccola’ alla mamma prima della grande avventura del parto”, spiega Patrizia Leonardi. Solitamente, a meno che la coppia preferisca mantenerlo segreto, il sesso del nascituro è noto. “A seconda che sia in arrivo una femminuccia o un maschietto, seguiamo i colori guida del rosa e dell’azzurro per la decorazione delle feste, ma possiamo fare variazioni in base alle particolari esigenze della mamma”, dice Leonardi. In concreto, la festa è una lunga merenda (intorno alle 3 ore) a base di dolcetti e cupcake, con una torta a tema e tante chiacchiere tra amiche. “Consigliamo di invitare tra le 15 e le 30 persone, per rendere la festa un momento intimo, in cui la futura mamma possa davvero dedicare tempo e chiacchiere a ciascuna invitata”, continua Patrizia Leonardi.

Giochi, attività e regali a tema

Il baby shower prevede che la mamma in dolce attesa stili una lista dei regali per le amiche. “Negli Stati Uniti, dove sono molto pratici, è un’usanza comune: le più care amiche portano alla festa i regali suggeriti dai genitori, così da evitare eventuali doppioni. Da noi è meno frequente”, spiega Leonardi. “Le mamme italiane intendono per lo più la festa come un passatempo, tra chiacchiere, dolci e qualche gioco spiritoso”. Tra le attività più richieste ultimamente, la decorazione a base di henné del pancione con relativi belly selfie, le foto del pancione e della mamma. Grandi classici del baby shower sono anche il gioco per indovinare il nome del nascituro e il decoro di tovagliette insieme alle amiche.

Quali sono i costi?

Sul fronte dell’investimento economico, il baby shower non è certo paragonabile a un battesimo. Se la festa si tiene in casa, ad esempio nel salotto di un’amica per non impegnare la futura mamma nelle fasi di preparazione e pulizia, possono bastare anche cento euro per un baby shower con una ventina di invitati. Il costo aumenta se si preferisce l’assistenza di un’agenzia specializzata, per una festa più ricercata. “Il tavolo con il buffet può prevedere più varietà di dolci e stuzzichini salati e, magari, anche una torta gustosa di tipo cake design”, spiega la baby shower planner. “E, poi, c’è la diaper cake, la caratteristica torta di pannolini che contiene i prodotti da bebè utili alla futura mamma: anche in questo caso il costo varia a seconda della grandezza e della qualità dei prodotti inclusi nella torta-omaggio”. Il costo di un baby shower in piena regola, organizzato da un’agenzia, varia tra i cinquecento e i mille euro.

 

di Francesca Amé

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