Periodo fertile: 5 modi per individuare il giorno X | Dolce Attesa
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Periodo fertile: 5 modi per individuare il giorno X

Consigli pratici per rimanere incinta: il periodo fertile, il calcolo dei giorni dell'ovulazione, l'osservazione del muco cervicale, la temperatuta basale, i test della farmacia e le ecografie transvaginali. Eccoli nel dettaglio.

Periodo fertile: 5 modi per individuare il giorno X

Avere rapporti ogni 2-3 giorni è di certo il metodo più semplice e meno stressante per la ricerca di una gravidanza. Resta il fatto, però, che l’incontro tra ovocita e spermatozoo è possibile in un giorno solo del ciclo e riuscire a capire qual è il momento giusto (il periodo fertile) può aumentare non di poco le probabilità di successo.

Esistono, in particolare, 5 metodi e segnali che la donna può utilizzare per individuare il giorno dell’ovulazione e capire, così, quando è il momento di concentrare i rapporti sessuali: il calcolo dei giorni, l’osservazione del muco cervicale, la rilevazione della temperatura basale, l’utilizzo di appositi test della farmacia e il ricorso a periodiche ecografie transvaginali (monitoraggio follicolare). Vediamoli nel dettaglio

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Il calcolo dei giorni del periodo fertile

Il metodo più semplice, ma anche il meno preciso, per stabilire il giorno dell’ovulazione è quello di considerare come periodo di massima fertilità la metà del proprio ciclo mestruale. In pratica, ci si basa sul fatto che, in media, l’ovulazione avviene all’incirca il 14-15° giorno dopo l’inizio del flusso mestruale e, più precisamente, circa 14 giorni prima dell’inizio del nuovo ciclo. Si tratta, però, di un discorso molto generico, valido solo per le donne che hanno cicli regolari di 30-35 giorni e che può subire, comunque, variazioni da ciclo a ciclo. Può succedere, infatti, che l’ovulazione si presenti prima o dopo il giorno previsto, rendendo vano il semplice calcolo numerico basato sulla lunghezza media dei cicli.

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Il muco cervicale

Quando il giorno dell’ovulazione comincia ad avvicinarsi, aumenta la produzione del muco cervicale, che si rende evidente con perdite trasparenti che la donna può trovare sullo slip e quando va in bagno. In pratica, più si è vicini al “giorno X” più il muco cervicale tende ad aumentare di quantità e a diventare fluido, filante e meno appiccicoso. Quando l’ovulazione è imminente, il muco diventa molto abbondante e di consistenza molto acquosa simile all’albume d’uovo: è questo quello che viene chiamato il giorno del “picco”. Da questo momento, infatti, l’ovulazione potrebbe avvenire il giorno stesso o nel giro di 24-36 ore circa (1-2 giorni al massimo). Dopodiché il muco torna a diventare denso e appiccicoso fino quasi a scomparire e a dare la sensazione di asciutto tipica dei primi giorni del ciclo, ancora lontani dall’ovulazione. Naturalmente, per poter utilizzare questo metodo bisogna avere una buona conoscenza del proprio corpo, cosa che comunque si può migliorare con il tempo. Va tenuto presente, infine, che esistono alcune condizioni (come la presenza di infezioni) o disturbi (come la sindrome dell’ovaio policistico) che possono alterare la consistenza del muco e renderne difficoltosa l’osservazione ai fini procreativi.

La temperatura basale

Un altro metodo del tutto naturale per individuare il giorno dell’ovulazione è quello di misurare ogni giorno la propria temperatura basale, cioè la temperatura del corpo quando si è appena svegli. Subito dopo l’ovulazione, infatti, la temperatura tende ad aumentare di circa 0,3 – 0,5 gradi, passando per esempio da una media di 36,5 gradi durante la prima fase del ciclo (fase pre-ovulatoria) a una media di circa 37 gradi nella seconda fase del ciclo, quella che segue l’ovulazione (fase post-ovulatoria). Il modo migliore per fare le misurazioni è quello di usare il termometro per via vaginale (più precisa della temperatura ascellare), cioè inserendo la punta del termometro in vagina, dopo un sonno di almeno 4-5 ore consecutive senza risvegli. La temperatura basale, infatti, non è indicata per le donne che hanno un sonno frammentato (per esempio, se allattano al seno e devono svegliarsi ogni 2-3 ore), per chi ha squilibri ormonali e in caso di forte stress o di febbre, tutti elementi che possono alterare la temperatura del proprio corpo.

Va considerato, inoltre, che la temperatura del corpo aumenta solo dopo l’avvenuta ovulazione e questo può aiutare a capire se c’è stata o meno l’ovulazione, ma non è utile per prevedere quando avverrà. Questo rende difficile l’utilizzo esclusivo di questo metodo per cercare di restare incinta.

Gli stick per l’ovulazione

L’ovulazione può essere individuata anche grazie all’utilizzo di appositi test acquistabili in farmacia e in moltissimi supermercati. Si tratta degli stick per l’ovulazione, disponibili di solito in confezioni da 5-7 pezzi che aiutano la donna a capire se l’ovulazione è vicina o è ancora lontana. Sia l’uso sia la lettura di questi test sono molto semplici: basta mettere lo stick sotto il flusso dell’urina per circa 5 secondi e aspettare qualche minuto. Sullo stick appariranno due linee colorate: se quella del test ha un’intensità minore di quella di controllo significa che non si è ancora nel periodo ovulatorio; se, invece, la due linee sono pressoché uguali e molto evidenti significa che l’ovulazione è imminente e dovrebbe avvenire al massimo nel giro di 24-36 ore (o, naturalmente, anche il giorno stesso del test). Il test va ripetuto per alcuni giorni, partendo dal giorno più probabile in cui avviene di solito l’ovulazione, finché non si vede uno stick positivo.

Il monitoraggio ecografico

Se la donna ha difficoltà a capire i segnali del proprio corpo e non riesce a individuare da sola quando avviene l’ovulazione, può decidere di affidarsi al ginecologo, eseguendo il cosiddetto “monitoraggio ecografico”. Tramite ripetute ecografie transvaginali eseguite tutti i giorni o a giorni alterni il ginecologo può osservare la grandezza del follicolo dominante (quello, cioè, da cui avverrà l’ovulazione, ovvero il rilascio dell’ovocita da fecondare) e avvertire la donna quando l’ovulazione è vicina. Una volta raggiunte le dimensioni di circa 20 mm, infatti, l’ovulo di solito è pronto a rilasciare l’ovocita e il medico consiglierà alla donna di avere rapporti mirati il giorno stesso e il giorno seguente (o a giorni alterni).

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