Concepimento e gravidanza: no al fumo! | Dolce Attesa
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Concepimento e gravidanza: no al fumo!

Concepimento e gravidanza: no al fumo!

Domenica 31 maggio è la Giornata mondiale senza tabacco e se fumare nuoce alla salute di tutti, in gravidanza rappresenta un rischio anche per la salute del nascituro. Benché infatti il fumo non comporti automaticamente danni al feto, i rischi aumentano quanto più alto è il numero di sigarette consumate. Ecco di quali rischi si tratta e in che modo si può smettere.

I rischi per il feto

  • Neonati sottopeso: la conseguenza più frequente del consumo di sigarette nei nove mesi è che il bambino abbia un basso peso alla nascita. In pratica, fumare in gravidanza danneggia il flusso sanguigno che arriva al feto tramite la placenta, sia dal punto di vista della qualità sia da quello della quantità.
  • Meno di frequente fumare in gravidanza può causare problemi più seri, da considerare rischi aumentati come: aborti spontanei, parti prematuri, placenta previa, gravidanze extrauterine e problemi respiratori del neonato.
  • Anche se si tratta casi rari, crescono in modo significativo le morti in culla dei neonati di donne che hanno fumato durante la gravidanza, con una frequenza proporzionale al numero di sigarette.
  • Infine, anche la salute della madre può essere minacciata dalla nicotina. Oltre ai rischi che tutti conoscono (malattie dell’apparato cardiocircolatorio), una donna incinta che continua a fumare in gravidanza si espone a un pericolo ulteriore: aumenta, per esempio la probabilità di tromboflebiti, infiammazioni delle vene che possono dare origine a una tromboembolia.

Smettere prima, smettere subito!

La cosa migliore da fare, dunque, è interrompere l’abitudine del fumo ancora prima di cominciare una gravidanza. Se una donna smette di fumare subito prima dell’inizio della gravidanza, per quanto riguarda la salute del bambino è come se non avesse mai fumato. Se capita invece che l’attesa sia inaspettata, o che la mamma non si accorga subito di essere incinta, si è comunque in tempo. Il concetto fondamentale, infatti,  è che dire addio alle sigarette riduce il rischio di danneggiare il feto, e la riduzione del rischio è tanto maggiore quanto più precocemente lo si fa.

I danni del fumo passivo

Il fumo passivo respirato dalla madre fa male al feto, seppure in misura molto minore rispetto a quello attivo. Anche in questo caso, comunque, l’aumento del rischio dipende dalla quantità dell’esposizione.

Come dire basta

Alcune tecniche per smettere prevedono la somministrazione di farmaci, come la vareniclina o il bupropione, purtroppo sostanze da evitare in gravidanza. Se una donna pensa di avere un figlio nel prossimo futuro, potrebbe comunque sottoporsi a queste terapie subito prima di concepire e poi interromperla prima di iniziare la gravidanza.

Tra i metodi per chi è già incinta ci sono il supporto psico-comportamentale, il counseling individuale  e la terapia di gruppo. Naturalmente, per le donne in gravidanza e i genitori in generale, la salute del proprio bambino è uno stimolo in più.

Centri di aiuto

In Italia sono diffusi i centri antifumo che offrono servizi per aiutare a smettere di fumare. Il coordinamento è affidato all’Istituto superiore di sanità (ISS) tramite l’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga.
L’elenco completo dei centri, sempre aggiornato ed esteso a tutte le Regioni, si può trovare sul sito dell’Istituto superiore di sanità cliccando qui. L’ISS mette a disposizione anche un Telefono verde contro il fumo (800 55 40 88), cui ci si può rivolgere per qualsiasi informazione.

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