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06 dicembre 2016

Acido folico anche negli alimenti

Lo suggeriscono i neonatologi per ridurre il rischio di spina bifida nei nuovi nati.    Perché sono ancora poche in Italia le donne che assumono la giusta quantità della vitamina prima del concepimento.

Acido folico anche negli alimenti

Assumere acido folico a partire da un mese prima del concepimento riduce il rischio di malformazioni neurali nel bambino, ovvero la comparsa di spina bifida e anencefalia. Ancora poche donne in Italia, però, seguono questa indicazione. Il problema è che non sempre è possibile sapere in anticipo quando si avvierà la gravidanza. C’è chi non la pianifica affatto e chi non riesce a rimanere incinta in tempi rapidi per cui, alla fine, rinuncia all’integrazione.

 

Se il bebè non arrivaLeggi

Per garantire alle donne il corretto apporto della vitamina, allora, i medici della Sin, la Società Italiana di Neonatologia, suggeriscono di arricchire con acido folico alcuni alimenti, come già avviene in altri Paesi. In attesa di un provvedimento che lo preveda per legge, si rivolgono quindi alle aziende. “Negli USA, dove la fortificazione degli alimenti è stata imposta nel 1998, (secondo un report dei Centers for Disease Control and Prevention) la percentuale di difetti del tubo neurale è calata del 35%”, spiega Mauro Stronati, presidente Sin. “In Europa, invece, in assenza di programmi obbligatori, la prevalenza è rimasta invariata”.

Qual è la situazione in Italia?

“Per quanto riguarda i difetti del tubo neurale, nel nostro Paese si registra circa 1 caso ogni 1000 gravidanze: in tutto 550 all’anno, compresi quelli che terminano con un aborto spontaneo o con un’interruzione terapeutica dopo la diagnosi di malformazione. Il numero di donne che assume un corretto apporto di acido folico, invece, è in crescita ,ma ancora troppo basso: secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità (www.iss.it/acid), se nel 2004 la percentuale si attestava intorno al 4%, nel 2011 ha raggiunto quota 20%-30% con punte del 34% in Veneto (un dato che si riduce al 4-6% se ci si riferisce alle donne straniere che vivono in Italia).

Fortificando alcuni alimenti come pasta, riso, farina di mais, biscotti e così via, si assicurerebbe un apporto corretto di acido folico a tutte le donne in età fertile e si garantirebbe loro un’adeguata protezione”.

Acido folicoGli alimenti che lo contengono

Qual è la dose consigliata?

“Per raggiungere il livello ematico protettivo, occorre assumere 0,4 mg di acido folico al giorno per 6-14 settimane. Proseguendo per 40 settimane si massimizza l’effetto e si riduce al minimo il rischio di spina bifida. In base ai dati disponibili in letteratura, comunque, la quantità di acido folico da assumere può variare da 0,4 a 0,8 mg al giorno”.

 

Possono esserci dei rischi legati a un’assunzione eccessiva?

“Nessun rischio. In molti Paesi che già effettuano la fortificazione non sono mai stati descritti effetti collaterali. Dove è stata attuata la supplementazione l’apporto medio assunto dalla popolazione è inferiore a 1 mg a giorno, ma anche dosi superiori prese per lunghi periodi non hanno mai fatto registrare effetti tossici”, rassicura l’esperto.

Michela Crippa

 

 

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