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Giocattoli educativi: suoni, colori e tanti personaggi, in pochi mesi il mondo si rivela

Giocattoli educativi: suoni, colori e tanti personaggi, in pochi mesi il mondo si rivela

Nei primi mesi di vita il bambino non solo scopre il mondo ma sviluppa, giorno dopo giorno, nuove capacità e competenze, che lo fanno sorridere e lo spingono a sgranare gli occhi pieno di stupore. Il suo cervello, in via di arricchimento, è un terreno fertile, da coltivare in mille modi. Un alleato prezioso in questo senso possono essere i giocattoli educativi che fanno riferimento ai sensi dell’udito, della vista e del tatto per favorire lo sviluppo psicomotorio del cucciolo, come quelli studiati da Fisher-Price in un Play Lab dedicato, dove ogni anno vengono testati migliaia di giocattoli insieme ai piccoli e ai loro genitori.

Nei primi tre mesi si punta sui suoni

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Dalla nascita fino a tre mesi il bimbo comincia a fissare e a seguire i volti familiari e a reagisce alle parole e ai suoni, soprattutto se sono emessi davanti a lui. Per questo una giostrina appesa sulla culla, con melodie ripetute, rappresenta un gioco interessante e una via per sviluppare i suoi sensi. In questa fase, poi, adora essere cullato per addormentarsi. Se la mamma non può farlo, sistemarlo su un dondolino che produce lievi oscillazioni consente di assecondare i suoi desideri.

Il mondo si scopre attraverso gli oggetti

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Tra i tre e i cinque mesi, poi, il bimbo compie passi “da gigante”. Solleva la testa e la gira di lato, spinge sui gomiti, spesso vuole girarsi sul fianco. Gli oggetti sono il suo primo obiettivo, specie se hanno forme arrotondate e curiose e sono colorati e piacevoli al tatto. Scuotere un sonaglio e portarlo alla bocca diventa un compito di infinita soddisfazione, che spinge a sorridere e a condividere la gioia con le persone che gli sono intorno. In questa fase, peraltro, il bimbo sa definire con precisione le posizione dei suoni. Anche il suo sguardo è decisamente più preciso, quindi osservare movimenti e spostamenti diventa piacevole e divertente, sia che si tratti di persone, sia di oggetti o piccoli giochi, come ad esempio quelli sistemati su sdraiette e palestrine.

Le mani diventano protagoniste

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Dai sei mesi in poi il bimbo sta seduto sicuro, si rotola, piega le ginocchia se si appoggia. Con le manine e la bocca controlla e scopre il mondo ed è incuriosito di fronte a oggetti e giochi che vuole imparare a dominare. Anche perché toccare, guardare e ascoltare sono le vie per sviluppare e illuminare le diverse aree del cervello. In questa fase anche i centri attività con forme da incastrare e riconoscere sono ideali, visto che aiutano a potenziare la capacità di stabilire relazioni e risolvere i problemi.

La personalità prende il palcoscenico

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Da sette mesi, infine, il piccolo comincia a mostrare la sua personalità. Si sposta su mani e piedi, si trascina, risponde quando lo si chiama, riconosce suoni e voci senza margine di dubbio e anche i colori sono assolutamente noti. Lo sguardo passa veloce da un punto all’altro ed esplora, per scegliere gli oggetti da agguantare e fare propri.

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