PRIMA E DOPO: E tra noi è arrivato...
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PRIMA E DOPO: E tra noi è arrivato….

Il piccolo Matteo ha due mesi ed è circondato dall'affetto di una bella famiglia numerosa. Mamma Gloria, papà Andrea e i suoi fratellini Alessio, 4 anni, e Samuele, 3 anni, lo riempiono di coccole e di attenzioni

PRIMA E DOPO: E tra noi è arrivato....

Gloria, avevi ragione tu, nel pancione c’era Matteo! Come è andato il terzo parto?

Bene. Qualche piccola complicazione, ma alla fine è andato tutto liscio. All’ultima visita di controllo hanno evidenziato la presenza di molto liquido amniotico, per cui sono dovuta tornare in ospedale ogni due giorni per fare un’ecografia di controllo. Arrivati a 41 settimane più tre giorni mi hanno ricoverata per indurre il parto, ma le contrazioni “vere” sono iniziate solo la mattina successiva, dopo l’amnioressi, la rottura delle membrane. Erano le 9.20, e le contrazioni si sono presentate sempre più intense e ravvicinate. Le ho affrontate in piedi, poi seduta sul bordo di una sedia. C’è stato un momento in cui mi sono “pianta addosso”, pensando frasi come: “Chi me lo ha fatto fare? Due figli non bastavano? Io sono proprio pazza”. Ma è stato, appunto, solo un momento, cui ho reagito ripetendomi che ce l’avevo già fatta, ce l’avrei fatta di nuovo. E ad ogni contrazione affrontata, mi dicevo che era una contrazione in meno!

Poco prima di mezzogiorno l’ostetrica mi ha invitata a sdraiarmi sul fianco destro. Io non ero convinta, ma quando mi ha detto che così, secondo lei, avrei fatto più velocemente sono salita al volo sul lettino… Alla terza contrazione in quella posizione ho avvertito la prima spinta. Ricordo di aver detto a mio marito: “Andrea, ce l’abbiamo fatta!”

Nel parto precedente le spinte erano state molto forti, irruenti, ingestibili. Questa volta no, erano spinte più delicate, più brevi e governabili. Quando la testolina era ormai “arrivata”, le ostetriche me l’hanno fatta toccare. Sfiorarla mi ha riempita di felicità.

Alle 12.42, dopo una fase espulsiva durata meno di quaranta minuti, ecco il mio bambino!

Lui si è subito attaccato al seno e quando si è staccato aveva un rivoletto di colostro che scendeva dalle labbra.

Purtroppo poi le ostetriche ci hanno dovuto distrarre, la placenta non volevo uscire e alla fine è stato necessario andare in sala operatoria per un secondamento manuale.

 

Come hai scoperto che era un maschietto? Te lo hanno detto o lo hai visto tu come desideravi?

Durante le spinte ho detto a mio marito che nessuno doveva comunicarmi il sesso, che volevo scoprirlo io, con i miei occhi.
Appena nato l’ho subito preso in braccio, ho guardato… ed era proprio Matteo! Io lo sapevo, durante il travaglio gli parlavo nella mia mente e lo chiamavo Matteo.

 

Le emozioni del primo sguardo con il tuo piccino?

Avendo partorito sdraiata sul fianco destro, quando Matteo è scivolato fuori, ci siamo guardati in viso. Come ogni mamma, credo, ho pensato che fosse… bellissimo! L’ho salutato e con mio marito ci siamo detti che somigliava molto al nostro primogenito. Le emozioni di quel momento? Gioia, amore, soddisfazione, pace, serenità e felicità.

 

Ci racconti il primo incontro tra fratellini, quando Alessio e Samuele hanno conosciuto Matteo?

Purtroppo me lo sono persa, perché ero ancora anestetizzata, ma mentre io ero in camera con mio papà, la mia zia materna e i miei suoceri, Andrea li ha portati con sé a fare il primo bagnetto a Matteo. Il papà racconta che si sono avvicinati (non troppo) alla culletta, con titubanza e grande emozione. Alessio era curioso di vedere il fratellino e stare lì ad ammirarlo. Samuele invece, visto il fratellino, cercava… la sorellina! Non lo toccavano, sembrava quasi che avessero paura di romperlo.
Quando sono tornati tutti in camera da me, io ho chiesto se potevo allattare Matteo e i suoi fratelli hanno acconsentito emozionati.

 

Come sono stati i primi giorni a casa? È difficile gestire una famiglia con un neonato che ha bisogno della mamma 24 ore su 24 e due bambini comunque ancora piccoli?

No, Matteo è molto tranquillo. Quando piange un pochino e non posso tenerlo in braccio lo metto nella fascia, così io e lui ci coccoliamo e nello stesso tempo io e i suoi fratelli facciamo quel ci va. Matteo riceve moltissime coccole dai fratellini, che sono molto dolci con lui. Alessio è delicato e protettivo. Samuele un po’ più irruento.
Alla sera, quando i fratelli dormono, spesso Matteo si lamenta e si calma più facilmente in braccio al papà.

 

L’allattamento procede bene?

Sì, sì, assolutamente. Nonostante qualche giorno di stop per via di un ricovero per bronchiolite. In quei giorni Matteo faceva molta fatica a poppare per cui mi tiravo il latte e, complici la preoccupazione e la stanchezza, la produzione è un po’ calata, ma appena l’ho riattaccato al seno abbiamo ripreso al cento per cento. Matteo fa poppate abbastanza veloci, al massimo durano 10-15 minuti, ma raramente capita, in genere sono più brevi e lui cresce benissimo. Alle dimissioni dall’ospedale, in quinta giornata, aveva recuperato 200 grammi di calo fisiologico e guadagnato altri 300 grammi. E anche il calo registrato dopo il nuovo ricovero lo ha recuperato in fretta. A un mese e pochi giorni di vita pesava già un chilo e 300 grammi in più rispetto alla nascita.

 

Il tris-papà come se la cava?

Egregiamente. È un papà a tutti gli effetti!

 

Giorgia Cozza

 

Facciamo un passo indietro. Come ha vissuto la sua terza gravidanza mamma Gloria e come ha preparato Alessio e Samuele all’arrivo del fratellino? E papà Andrea come ha reagito? Leggi il primo racconto…

Anche per la terza gravidanza vogliamo la sorpresa!Il racconto della gravidanza

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