Parto cesareo e allattamento: fai così...
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Parto cesareo e allattamento: fai così

Se la nascita avviene in sala operatoria iniziare ad allattare risulta più difficile? Ecco come partire nel migliore dei modi

Parto cesareo e allattamento: fai così

Nutrire al seno è possibile

Oggi in Italia quasi quattro bimbi su dieci vedono la luce in sala operatoria. Ma quando la nascita avviene con un parto cesareo sono necessari accorgimenti particolari per un buon avvio dell’allattamento? L’avvio della produzione di latte avviene indipendentemente dal modo in cui si svolge il parto: l’espulsione della placenta è il segnale, per il corpo materno, che il bambino non sta più ricevendo nutrimento dal cordone ombelicale e quindi c’è bisogno di qualcosa di nuovo.

D’altra parte, si è visto che una maggior medicalizzazione del parto è spesso associata a un “inizio” più faticoso, ma eventuali difficoltà non sono legate al cesareo in sé, quanto alle consuetudini ospedaliere: se dopo l’intervento mamma e bambino non possono stare insieme e se la donna non riceve l’aiuto necessario per attaccare il neonato al seno, il buon avvio dell’allattamento può essere compromesso. Viceversa, se la donna può attaccare il bebè al seno subito dopo la nascita e poi lo allatta a richiesta e in modo esclusivo giorno e notte, la produzione di latte prende il via grazie al meccanismo di domanda e offerta (più il bimbo succhia, più latte viene prodotto).

Poiché, come abbiamo visto, le consuetudini del punto nascita possono influire in modo determinante sul buon avvio dell’allattamento, se  possibile è meglio scegliere un ospedale dove mamma e bimbo non vengono separati, dove la prima poppata avviene subito dopo il cesareo e il personale garantisce un sostegno adeguato per gestire al meglio i pasti nel periodo della degenza.

Prima poppata in sala operatoria!

Il suggerimento quando un bimbo nasce con un parto naturale è quello di attaccarlo al seno entro le prime due ore successive alla nascita. Dopo il parto, infatti, il neonato è predisposto per cercare il seno e succhiare il colostro e nell’organismo materno sono in circolo gli ormoni “giusti”: l’ossitocina, che dopo aver favorito la nascita sovraintende al riflesso di emissione del latte; la prolattina che aiuta la mamma a prendersi cura del suo bambino e il corpo a produrre nutrimento per il nuovo nato. Tale indicazione è ugualmente valida anche in caso di cesareo: non appena l’intervento è terminato, se mamma e bimbo stanno bene, può avvenire la prima poppata. Naturalmente, dato che la donna non può muoversi e deve rimanere sdraiata, è indispensabile l’aiuto del partner e/o del personale che le porgano il bimbo e l’aiutino ad attaccarlo al seno.

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E se il cesareo si è svolto in anestesia generale?

Terminato l’effetto, la mamma potrà allattare il suo piccino. Sia che l’intervento venga eseguito in anestesia generale, sia che si preferisca un’anestesia spinale o epidurale, non ci sono controindicazioni per l’allattamento.
In qualche caso può capitare che il piccolo nato con cesareo risulti un po’ sonnolento: se il bimbo dorme per diverse ore di seguito è indispensabile svegliarlo e provare a offrirgli il seno. Se si assopisce dopo aver poppato per pochi minuti, la mamma può spostarlo all’altro seno, accarezzargli i piedini, parlargli e incoraggiarlo a mangiare ancora un po’.

Sempre insieme con il rooming-in

Il rooming-in è, in ogni caso, la soluzione ideale per garantire la vicinanza di mamma e bimbo e di conseguenza un buon avvio dell’allattamento al seno. Le poppate dovrebbero infatti avvenire su richiesta, ovvero ogni volta che il bebè volta il viso come se “cercasse”, apre e chiude le labbra, porta le manine alla bocca, appare inquieto. Il pianto è invece un segnale tardivo di fame che può interferire con la buona riuscita della poppata stessa poiché se il piccolo è molto agitato può faticare ad attaccarsi al seno in modo corretto. Indispensabile, però, in caso di cesareo, l’aiuto del personale e/o la presenza di una persona che, soprattutto nelle prime 24 ore successive all’intervento, porga il bimbo alla mamma perché possa allattarlo.

E se il bimbo è al nido?

Se l’ospedale non garantisce il rooming-in 24 ore su 24 o se la mamma ha preferito affidare il piccolo alle puericultrici per alcune ore è importante che il bimbo venga subito portato da lei quando vuole poppare e che non gli vengano offerti liquidi alternativi (glucosata, formula artificiale), a meno che ci sia una precisa indicazione medica. No anche al ciuccio, che può interferire con il buon avvio dell’allattamento.

I primi giorni a casa

I primi tempi successivi alla nascita sono un periodo di “rodaggio” per la neofamiglia: i genitori devono prendere confidenza con il loro bambino e con il nuovo ruolo genitoriale, il neonato deve prendere confidenza con la realtà nuova che lo circonda. In questa fase è molto importante che la mamma possa contare sull’aiuto pratico del partner o di nonne e amiche che le diano una mano per le faccende domestiche, la spesa, la preparazione dei pasti, permettendole così di concentrarsi sul suo piccino e di recuperare energie. Se il bimbo è nato con un cesareo, il sostegno pratico diventa ancora più necessario!

Posizioni per allattare dopo un cesareo

Ecco le posizioni più indicate quando il fastidio dovuto alla ferita, la flebo, la stanchezza possono limitare di molto la libertà di movimento della neomamma.

  • Nelle prime ore dopo l’intervento, finché la neomamma deve restare supina, la persona che l’assiste potrà posare il bimbo all’altezza del seno, a pancia in giù sul corpo materno, ma sistemato di traverso in modo da non toccare la ferita. Per evitare che si formino ragadi o screpolature del capezzolo, è importante controllare che l’attacco al seno sia corretto e che il bebè abbia quindi la bocca ben aperta (come per uno sbadiglio) e prenda non solo il capezzolo, ma buona parte dell’areola.
  • Una buona soluzione, dopo un cesareo, è quella di allattare sdraiate su un fianco: mamma e bimbo sono uno di fronte all’altra, entrambi con dei cuscini dietro la schiena, il bimbo deve essere collocato all’altezza giusta con la bocca davanti al capezzolo. Per stare più comoda la neomamma potrà sistemare un cuscino tra le ginocchia, in modo da rilassare i muscoli addominali.
  • Nei primi giorni, quando la mamma allatta stando seduta, potrà posare un cuscino sulla pancia: in questo modo si protegge la ferita e si porta il bimbo all’altezza giusta, ovvero con il viso di fronte al seno. Per stare più comoda, la mamma potrà posizionare dei cuscini dietro la testa e la schiena.
  • Una posizione particolarmente indicata dopo un cesareo è quella “sottobraccio” o da rugby: il corpo del bimbo è sotto il braccio della madre, dallo stesso lato del seno dove si allatta con i piedini verso la schiena della mamma e la testolina sempre di fronte al seno. In questo modo si evita che il piccolo possa toccare o spingere la ferita con i piedini.

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