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21 giugno 2018

Neonato: che cosa vede?

Neonato: che cosa vede?

Sulla vista del neonato e su che cosa vede ne abbiamo sentite tante, ma pochissime sono vere. Abbiamo scritto questo articolo su cosa vede il neonato per sfatare tutti i dubbi!

Come si sviluppa la vista del neonato?

Gli occhietti del feto si sviluppano tra il primo e il secondo trimestre di gravidanza; i movimenti oculari avvengono già tra la 15a e la 17a settimana, ma le palpebre resteranno chiuse fino alla 22a23a settimana. Alla nascita, la vista è il senso meno sviluppato, probabilmente perché è quello che il piccolo utilizzava meno nel grembo materno.

È vero che il bimbo vede sfuocato?

Nel bambino appena nato, gli occhi sono completamente formati, ma non hanno ancora raggiunto tutte quelle caratteristiche che lo porteranno a funzionare correttamente. L’occhio deve ancora maturare quelle capacità che gli consentiranno una visione perfetta. Il bebè, effettivamente, vede in modo offuscato. È in grado, però, di mettere a fuoco e di fissare ciò che si presenta a una distanza tra i 20 e i 40 centimetri (che è proprio la distanza tra il volto della mamma e quello del piccolo durante la poppata), anche se non riesce ancora a coglierne i dettagli. La messa a fuoco migliorerà progressivamente nel tempo: a sei-sette mesi lo sviluppo di questa capacità si può dire completato.

Quali sono le altre caratteristiche della visione?

Alla nascita, il bebè vede in bianco e nero. È sensibile alle fonti di luce, lo attraggono le figure in movimento. Per quanto riguarda lo sviluppo della percezione dei colori, la questione è dibattuta. Sicuramente è un processo complesso, che va completandosi molto lentamente. Ed è solo intorno ai dieci anni che il bambino acquisirà pienamente la capacità di distinguere le varie tonalità nelle diverse sfumature.

Quando si può capire il colore?

Alla nascita, e durante le prime settimane di vita, gli occhi di tutti i bambini sono di un colore non definito, tendente al blu. A mano a mano che passano i mesi, l’occhio tenderà a pigmentarsi e a diventare un po’ più scuro. Per stabilirne la tonalità definitiva, occorre aspettare il secondo semestre di vita.

Perché a volte il piccolo sembra strabico?

Qualche volta può capitare che il piccolo ‘incroci’ gli occhi, come se fosse strabico. Nel bambino appena nato è un fenomeno fisiologico, che non deve preoccupare. Succede perché non sono ancora maturati quei meccanismi che consentono agli occhi di indirizzarsi verso un punto preciso. Non riuscendo a individuare bene gli oggetti che lo circondano, l’occhio compie movimenti di ricerca, tentativi di mettere a fuoco che, talvolta, lo portano fuori rotta.

Ha un occhietto che lacrima molto. Come mai? 

Anche questo è un fenomeno abbastanza frequente nei primi giorni di vita. È dovuto alla cosiddetta stenosi del dotto. In pratica, il canaletto che consente il passaggio delle lacrime verso le fosse nasali risulta ostruito, in modo totale o parziale, da una membrana che non si è riassorbita, come avrebbe dovuto, al momento della nascita. Trovando questo ostacolo, le lacrime non riescono a passare, e scorrono al di fuori dell’occhio.

Nella maggioranza dei casi, il fenomeno si risolve da sé nel giro di 5-6 mesi. Ma c’è qualcosa che si può fare per favorire il processo? Si può eseguire un piccolo massaggio, compiendo con il polpastrello un movimento circolare e dall’alto verso il basso, tra l’angolo dell’occhio e la radice del naso. Se effettuato con regolarità, più volte al giorno, questo movimento è molto efficace, sia per facilitare il flusso delle lacrime sia per favorire il riassorbimento della membrana, e quindi l’apertura del dotto.

Come si puliscono gli occhietti?

Normalmente, gli occhi si puliscono da soli attraverso le lacrime. Se sono un po’ appiccicosi, per detergerli si può utilizzare una salviettina a base di sostanze lenitive, specifica per gli occhi, in vendita in farmacia: è pratica, di rapido utilizzo, ed essendo usa e getta, igienica.

Quali sono i controlli effettuati di routine dopo la nascita? 

Gli occhi del piccolo vengono sottoposti al cosiddetto test del riflesso rosso. Viene utilizzata la luce rossa di un oftalmoscopio per indagare il fondo dell’occhio del bambino. Riflessa dal fondo dell’occhio, questa luce torna indietro: qualsiasi alterazione nel ritorno del riflesso rosso, indica che qualcosa non va. Il test serve per escludere gravi patologie, quali glaucoma o cataratta.

A quale età, invece, può essere opportuna una visita di controllo dallo specialista?

Se non ci sono particolari problemi, un controllo oculistico può essere fatto intorno all’anno di età. In quest’epoca, la visita specialistica è utile per effettuare un bilancio sulla capacità visiva e assicurarsi che il bambino abbia sviluppato una visione normale per l’età. Si può inoltre già valutare la presenza di eventuali difetti rifrattivi, o di strabismo.

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