Meglio l’acqua o il bagnoschiuma per i bimbi?
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Meglio l’acqua o il bagnoschiuma per i bimbi? L’alleanza è la strategia vincente

Meglio l’acqua o il bagnoschiuma per i bimbi? L’alleanza è la strategia vincente

Quando un genitore riflette sul benessere del proprio bambino, subito dopo la sua nascita, si fa tante domande. Una delle più frequenti riguarda le cure che deve prestargli in termini di igiene e soprattutto se sia conveniente utilizzare prodotti da bagno specifici o lavarlo con quelli che si usano anche per gli adulti. A volte, poi, qualcuno sostiene che sarebbe comunque meglio evitare saponi, bagnoschiuma e oli, per proteggere la pelle del piccolo, che è venti volte più sottile rispetto a quella degli adulti e ha un fattore d’idratazione naturale inferiore. Chi sposa questa linea, spesso arriva a dire che l’acqua da sola funziona meglio dei detergenti, forse anche per reazione a un mondo in cui tutto è creato dall’uomo e sembra che ci siano sempre meno soluzioni naturali. Un’affermazione che non va presa per veritiera.

Due buone ragioni per usare i detergenti

Secondo diverse ricerche, infatti, ci sono almeno due motivi per cui l’acqua non è il miglior detergente possibile. Anzitutto perché l’acqua da sola non è abbastanza efficace per rimuovere sostanze grasse che possono fermarsi sulla cute e sui capelli del piccolo. L’acqua, infatti, elimina lo sporco idrosolubile, ma ci sono sostanze che non sono minimamente intaccate dal semplice risciacquo. Nel caso delle tracce più resistenti occorre affidarsi a prodotti specifici, studiati appositamente per detergere la cute delicata del piccolo. La seconda ragione consiste nel fatto che l’acqua può essere considerata come un blando irritante della pelle: il calcare presente, possibili agenti contaminanti disciolti ed alte temperature possono contribuire al suo potenziale irritante, soprattutto nelle pelli atopiche. Ad esempio se è ricca di calcare oppure contiene degli elementi inquinanti. Come conferma una ricerca condotta dalla professoressa Ulrike Blume Peytavi (1), secondo la quale lavare i bambini con sola acqua può rendere la pelle arida e secca, cosa che invece viene minimizzata se si utilizzano dei prodotti delicati e studiati per la prima infanzia. L’insorgenza della dermatite atopica è secondo la studiosa un altro rischio connesso all’utilizzo di sola acqua, nel caso sia particolarmente dura. A suo dire bagnoschiuma e prodotti per l’igiene studiati per l’infanzia, invece, dal momento che contengono degli emollienti, finiscono per avere un effetto protettivo che non può essere determinato dall’uso di semplice acqua.

Niente più lacrimeBagnetto del neonato

I controlli sono una garanzia

Per ogni prodotto immesso sul mercato da aziende qualificate come Johnson’s®, infatti, vengono realizzati controlli e sperimentazioni in laboratorio, che consentono di stabilire apporpriatezza del detergente e una formulazione capace di minimizzare il rischio di allergie. Vale ad esempio per Johnson’s® baby Bagno Dalla testa ai piedi, un prodotto delicato ed adatto anche per i neonati, che protegge la pelle del bambino e consente una pulizia accurata. Anche le Johnson’s® baby Salviettine Extra Sensitive e Johnson’s® baby Salviettine Gentle All Over, ad esempio, rappresentano un alleato fondamentale per i neogenitori, dal  momento che in ogni momento e anche in ogni luogo offrono uno strumento efficace per la pulizia del bambino. Per un piacevole bagnetto si possono utilizzare anche JOHNSON’S® baby Bagno Delicato e JOHNSON’S® Baby bagno-doccia Softwash™, che garantiscono al piccolo  detersione e protezione. Come sottolineato anche da un’indagine condotta da Tina Lavender e Carol Bedwell, ricercatrici dell’università di Manchester, che hanno dimostrato come l’uso di salviettine e prodotti adeguati, frutto di ricerche e controlli, non abbiano effetti negativi sulla pelle del piccolo e sulla sua barriera protettiva, ma offrano vantaggi in termini di pulizia e di benessere.

1 Blume-Peytavi: Cleaning TTT and shampo sales, Blume-Peytavi U et al. J Eur Acad Dermatol Venereol 2009; 23: 751–759; 14. Garcia Bartels N et al. Skin Pharmacol Physiol 2009;22: 248–257

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