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03 novembre 2018

Fine gravidanza: è arrivato il momento?

I segnali che ti fanno capire che la gravidanza è ormai agli sgoccioli

Fine gravidanza: è arrivato il momento?

Ultimi giorni prima del parto. Viene naturale, alla futura mamma, di osservare con ancora più attenzione ogni sensazione, ogni minimo cambiamento del corpo… Potrebbero essere sintomi di ciò che sta per accadere, nell’attesa di poter dire “fine gravidanza!“?

Giorni prima del parto…

  • Può capitare, nelle ore serali (tra le 21 e le 23) o notturne (verso le 4), di percepire delle contrazioni. Regolari, fastidiose ma non dolorose, durano circa un’oretta, poi tutto si ferma. È l’utero che sta facendo le prove generali: nel giro di 7-10 giorni potrebbe innescarsi il  travaglio vero e proprio.
Come riconoscere le contrazioniscopri
  • Un altro segnale, questa volta tipicamente mattutino, è dato dall’aumento delle secrezioni mucose e liquide del canale vaginale. La quantità è minima e non si può confondere con la rottura del sacco amniotico, ma è sufficiente a far avvertire una sensazione di bagnato sugli slip.
  • Caratteristica degli ultimi giorni, è la sensazione che la pancia si sia abbassata. E non solo perché lo dicono gli altri anche se, è vero, la percezione dell’abbassamento si può avere anche dall’esterno. La futura mamma si accorge di respirare, mangiare e digerire meglio, senza avvertire alcun peso sullo stomaco. Paradossalmente, nonostante la dimensione del pancione, si sente più leggera.
  • Anche un intestino all’improvviso più regolare (magari dopo che si è sofferto di stipsi per tutti i nove mesi!) e la sensazione di un senso di peso, di qualcosa che “tira” verso il basso sono segnali classici che la gravidanza è ormai agli sgoccioli.

È scattata l’ora X: fine gravidanza!

Come si annuncerà, invece, il fine gravidanza e l’inizio del travaglio vero e proprio? A un certo punto, le “solite” contrazioni, anziché fermarsi dopo un po’, proseguono: la loro durata è di circa 30-40 secondi e da fastidiose si fanno leggermente dolorose. L’intervallo tra una e l’altra non è uguale per tutte: possono essere molto ravvicinate, ma presentarsi anche a una certa distanza. Seguono, però, un loro ritmo. È il segnale che qualcosa si è messo in moto: inizia la fase di pre-travaglio o prodromica.

Primi sintomi fine gravidanza: nausea, diarrea, dolori mestruali, appetito, sudore a fine gravidanza

La futura mamma potrebbe avvertire un aumento di sudorazione, con vampate improvvise. Qualcuna avverte un leggero senso di nausea; qualcun’altra, al contrario, sente il bisogno di mangiare, soprattutto dolci o carboidrati. Ci può essere anche qualche scarica di diarrea e quindi qualche doloretto addominale.

Ma quanto durerà questa fase? Per il primo figlio, in genere trascorrono circa 12 ore prima che si inneschi il travaglio attivo. A quel punto, le contrazioni diventeranno decisamente dolorose e di maggiore durata (50-60 secondi). La futura mamma avrà la netta sensazione che qualcosa è cambiato: è un vero e proprio voltare pagina.

Quando si perdono le acque

In circa il 20 per cento delle donne, invece, è la rottura del sacco amniotico ad annunciare il fine gravidanza e l’inizio del travaglio. Si può avvertire un movimento un po’ più forte del bambino, oppure un rumore interno: alcune mamme riferiscono di aver sentito un “toc” all’improvviso”. A quel punto si ha la fuoriuscita di liquido, caldo ed abbondante, almeno la quantità di un bicchiere, con un odore piuttosto caratteristico, acre.

La rottura delle acqueascolta l'esperto

Altre sensazioni?

A fine gravidanza possono venire immediatamente dei brividi per la perdita di calore. Dal punto di vista psicologico, l’impatto emotivo è decisamente più forte rispetto alle contrazioni e può capitare di avere voglia di piangere.

GravidanzaTutto quello che devi sapere

Quando si innescherà il travaglio attivo?

In genere entro 12 ore, in alcuni casi entro 24. Il suggerimento è di mettere un assorbente o, ancora meglio, un fazzoletto bianco grande, ripiegato: sarà più facile tenere sotto controllo il colore del liquido. È importante, infatti, che questo si mantenga trasparente, tutt’al più, un po’ rosato. Un liquido “tinto”, che tende al marrone o al verde, segnala la presenza di meconio, le prime feci del neonato e, se non è ancora un segnale di sofferenza fetale, potrebbe diventarlo. Il rischio che il bambino resti all’asciutto non c’è, perché il liquido si riforma continuamente. Una buona cosa, comunque, se ci si sente, è bere molto, per favorire il reintegro di liquidi.

Che tipo di parto bisogna aspettarsi?

Può darsi che il travaglio assuma un ritmo un po’ più incalzante (il liquido amniotico contiene le prostaglandine, sostanze che stimolano le contrazioni), ma non è detto. Molto dipende anche dallo stato emotivo della donna: se è tesa o spaventata le contrazioni faranno più fatica a innescarsi.  Ma spesso sono gli altri a creare tensione: il ricovero preventivo per esempio,  le paure del papà, i “non si sa mai”. È importante che non si consideri né la fase dei prodromi né la rottura del sacco come un inconveniente: ogni donna inizia nel suo modo del tutto particolare, cosi come il suo corpo e il suo bambino decidono.

Perché succede spesso di notte?

Sia l’innescarsi delle contrazioni sia la rottura del sacco amniotico avvengono spesso nelle ore notturne. Non si tratta di un caso. Entrambi i fenomeni dipendono dalla maggiore produzione di ossitocina, che è un ormone notturno: è più probabile, quindi, che si attivi quando la futura mamma è rilassata: la sera, la notte, o la mattina presto.

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Info Utili
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Guarda il video: Quanto dura il parto?

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