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Filippo, il più bel regalo di Natale

Atteso per il 17 dicembre, è nato il 25, portando tanta  gioia ed emozione. Ecco il racconto di mamma Sabrina

Filippo, il più bel regalo di Natale

Ogni nascita è un dono prezioso, ma nel caso di Filippo il suo arrivo è stato proprio un regalo… di Natale! Venuto alla luce il 25 dicembre dello scorso anno, ha reso ancor più speciale la festa più bella dell’anno per mamma Sabrina, papà Valerio e la piccola Letizia che aveva compiuto tre anni da pochi giorni. Ecco il racconto di Sabrina.

 

Letizia, nata il giorno dell’Immacolata

In famiglia siamo affezionati al mese di dicembre… La prima bimba, Letizia, che ora ha 4 anni, è nata l’8 dicembre, in occasione della festa dell’Immacolata. La data presunta per il parto in realtà era il 15, ma alla 39a settimana di gravidanza i medici hanno deciso di indurre il parto perché il liquido amniotico era scarso. Le contrazioni sono cominciate di sera, verso le 19, e sono rimasta nella mia stanza in reparto fino alle 21. Poi, con il mio compagno abbiamo seguito l’ostetrica in sala parto e alle 22.50 avevo la mia piccola tra le braccia: 2610 grammi di amore!
L’hanno appoggiata sul mio petto, l’ho osservata con gli occhi pieni di lacrime, aveva delle manine bellissime, piccole piccole e tutte blu. Era davvero splendida… È rimasta un po’ con me, poi il papà è andato con le infermiere a farle il primo bagnetto.
Uscendo dalla sala parto, ricordo di aver detto a Valerio: “La settimana prossima potrei partorire di nuovo! È stato bellissimo!”

Quanto dura il parto?Leggi

Data presunta il 17 dicembre

La seconda gravidanza, come la prima, è stata cercata, quindi sapevamo che anche il fratellino/sorellina sarebbe arrivato prima di Natale. La data presunta questa era volta era il 17 dicembre. Mai avrei pensato avrebbe tardato tanto!
Il giorno prima del termine, siamo andati in ospedale per una visita di controllo. In quell’occasione avevamo dato un’occhiata al reparto: super affollato, con tante future mamme in attesa di ricovero.
Quando è arrivato il nostro turno, ho subito spiegato che non conoscevamo il sesso del bimbo. Ma la mia precisazione è servita a poco. Dopo aver posato sul pancione la sonda dell’ecografo, il ginecologo ha dichiarato: “Il vostro maschietto sta benissimo lì dentro, non ha nessuna voglia di uscire!” Così siamo tornati a casa con un misto di emozioni, ero un po’ dispiaciuta perché volevamo la sorpresa e scoprire il sesso del nostro bambino in questo modo…
Comunque. I giorni passavano ma il nostro bimbo non aveva intenzione di farsi conoscere. Ogni due giorni tornavamo in ospedale per controllare che tutto procedesse bene e così siamo arrivati all’antivigilia di Natale.
In occasione della visita di controllo del 23 dicembre, la ginecologa ha effettuato la manovra di scollamento delle membrane per cercare di “smuovere” la situazione. Tornati a casa ricordo di essermi sentita sottosopra per tutto il giorno…

Nel pomeriggio della vigilia le prime contrazioni!

Il giorno della vigilia, nel pomeriggio, mentre Letizia faceva un riposino e io finivo di impacchettare i regali ecco che fanno la loro comparsa le prime contrazioni.
Visto che erano regolari, ma non particolarmente dolorose sono rimasta a casa tranquilla, ho giocato con Letizia, ho preparato la cena, e dopo mangiato ho accompagnata la mia bimba a letto come tutte le sere. Prima che si addormentasse le ho spiegato che forse il mattino seguente avrebbe trovato i nonni al suo risveglio. Era una possibilità di cui le parlavo ogni sera da diversi giorni e avendo sentito più volte questa storia era tranquilla. Tranquilla e curiosa di conoscere il suo speciale regalo di Natale!
Ho aspettato che dormisse e abbiamo telefonato ai nonni per farli venire. Io ho fatto una doccia e siamo partiti alla volta dell’ospedale. Un’ora di viaggio in cui cercavo di cronometrare le contrazioni, che in realtà diminuivano di intensità. Quando siamo arrivati e mi hanno fatto il monitoraggio, infatti, le contrazioni erano “presenti ma poco rilevanti”.
La visita ha confermato l’inizio della dilatazione, che però era di 3-4 centimetri soltanto. Così, hanno deciso di ripetere la manovra di scollamento delle membrane e mi hanno ricoverata, ma nel corso della notte, le contrazioni sono praticamente sparite. Intorno alla mezzanotte hanno ricoverato una ragazza, alle tre è tornata in camera con il suo piccolo… L’ho invidiata tantissimo!

Mattina del 25, un travaglio lampo!

La mattina del 25 ero in ospedale, ma avrei tanto desiderato essere a casa con Letizia ad aprire i regali.
Verso le 11.30, nuovo monitoraggio e ancora il tracciato registra contrazioni molto leggere. Sono rimasta a letto, ed ecco che a mezzogiorno si sono rotte le acque. Ho chiamato l’ostetrica, che mi ha risposto di rimanere tranquilla dato che tanto ero monitorata, ma dopo cinque minuti ho dovuto chiamarla di nuovo perché sentivo già la necessità di spingere…
Ricordo bene lo scambio di battute. Lei, incredula, mi ha visitato, ha spalancato gli occhi e mi ha detto: “Non fare nulla, non spingere, non ti muovere! Prendo la sedia a rotelle!”.
E io: “Ma no! Vengo a piedi, sto bene!”.
“Sei dilatata di otto centimetri, vuoi partorire nei corridoi?”.
“Ok, aspetto la sedia, forse è meglio…”.

Uno dei motivi che mi hanno spinta a scegliere questo ospedale, anche se un po’ distante da casa, era la possibilità di partorire in acqua. Così una volta arrivata nella sala parto con la vasca (che per fortuna era libera) ho aspettato pazientemente, tra una contrazione e l’altra, che si riempisse.

Partorire in acquaEcco perché

Due spinte ed ecco Filippo!

Quando sono entrata in acqua, però, le contrazioni sono diminuite di intensità e così anche la voglia di spingere. Nonostante questo, a ogni contrazione il battito del piccolo rallentava.
Dato che le contrazioni erano deboli mi hanno fatto uscire dalla vasca, mentre l’ostetrica mi incoraggiava dicendo: “La testa è qui, due spinte ed esce!”.
Nel frattempo, in sala parto è arrivato un ginecologo, poi un altro, e infine un’infermiera… Al che mi sono detta che c’era qualcosa che non andava, ma dato che la testa era lì, ebbene avrei fatto nascere il mio bambino.
Ho chiesto un appiglio, ho stretto delle braccia, non so di chi fossero, e alla prima leggerissima contrazione ho cominciato a spingere. Non ho ancora capito da dove viene la forza che una donna trova in questi momenti!

In travaglioRespira così
Una spinta e la sua testolina era fuori, mi sono chinata a guardarla – c’erano tantissimi capelli scuri – e ho pensato: “Non sarà pericoloso rimanere così? Perché non piange?” Allora ho preso un respiro e ho spinto ancora una volta e… eccolo lì il mio secondo capolavoro: Filippo, 3600 grammi.
Fortuna che secondo le ultime ecografie, doveva essere piccolo! Quando l’ho visto ho pensato che era enorme, ecco spiegata tutta quella fatica!
Non appena ha pianto ho tirato un sospiro di sollievo… Ero preoccupata per il battito che rallentava e per tutte le persone che c’erano in sala parto, ma quando ho sentito la sua voce, finalmente il nodo in gola si è sciolto. L’hanno posato sul mio petto e lì è rimasto per un paio d’ore, io lo osservavo e pensavo che era perfetto. Poi la merenda: té e biscotti per la mamma, latte di mamma per Filippo, e tutto il dolore è passato in secondo piano.
In secondo piano, ma non dimenticato. Ricordate cos’ho detto dopo il primo parto? Lo rifarei la settimana prossima? Ecco, questa volta quando mi sono alzata ho guardato il mio compagno e ho dichiarato: “Mi piacciono le famiglie numerose, ma non provare a chiedermi di fare il terzo!”.

Per Letizia un dono speciale

Dopo un paio d’ore abbiamo pesato, misurato e lavato Filippo, poi siamo tornati in camera, in reparto, e abbiamo aspettato che i nonni ci portassero Letizia. Avevo preparato per lei un pensierino da parte del suo nuovo fratellino: una bambola e un marsupio, così mentre io avrei portato Filippo in fascia, lei avrebbe fatto altrettanto con la sua bambola.
Quando è arrivata… Vederla sfiorare quelle guance paffute è stata l’emozione più bella, i suoi occhi brillavano di una luce nuova.
È stato stupendo.
Credo che le abbiamo fatto il regalo più bello, arrivato in un giorno speciale. Un fratello è il dono più grande e prezioso che la vita ci possa dare.

Giorgia Cozza

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