Eracle, nato in meno di un'ora | Dolce Attesa
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Eracle, nato in meno di un’ora

Rowena Lorenzon, 32 anni, è la mamma di Dafne, 3 anni e mezzo e del piccolo Eracle, 4 mesi e mezzo. La nascita di entrambi è stata un'esperienza bellissima, intensa e... decisamente breve!

Eracle, nato in meno di un'ora

Nei mesi della gravidanza, Rowena si è informata molto a proposito del parto e della cura del bebè.  Ha letto diversi libri, si è confrontata con un’amica già mamma, che insegna come portare i bimbi in fascia, ha maturato una profonda consapevolezza. “Qualche anno prima io ero quella che sosteneva che avrebbe sicuramente partorito con l’epidurale e non avrebbe mai allattato”, ricorda con un sorriso. “Oggi quello di informarsi è il consiglio che desidero dare a tutte le amiche in attesa. Informarsi e ascoltare solo esperienze di parto positive, per arrivare a quel momento serene e fiduciose nelle potenzialità del proprio corpo”. E di certo, la sicurezza in se stessa e la fiducia hanno aiutato moltissimo Rowena quando, un giorno prima della data presunta, è arrivato il momento di conoscere la sua piccina.

“Durante la notte, verso le 4.15, mi sono svegliata per andare in bagno” ricorda. “Tornata a letto non ho ripreso sonno. Ho sentito che qualcosa si stava muovendo, sono comparse le prime contrazioni e ho deciso di riempire la vasca. Luca, il mio compagno, si è svegliato, ma io l’ho rassicurato dicendo che andava tutto bene e di tornare a letto. Avevo sempre sentito dire che il primo parto può durare tantissime ore, quindi ero molto tranquilla. Sono rimasta immersa nell’acqua calda per un po’, finché le contrazioni sono diventate più forti e ho perso il tappo mucoso. A quel punto abbiamo deciso di andare in ospedale, erano circa le 5.40 del mattino”.

Tappo mucosoChe cos'è

Un travaglio rapido, ed ecco Dafne

Per accogliere la loro bambina, Rowena e il suo compagno hanno scelto il punto nascita di Oderzo, in provincia di Treviso. “Desideravo vivere un parto naturale senza interventi medici o interferenze non necessarie”, ricorda Rowena. “Non avevo fatto la visita per richiedere l’epidurale e in occasione del day hospital avevo già anticipato alle ostetriche che volevo rispettare i tempi del travaglio, senza ossitocina per accelerare la nascita”. L’ospedale dista solo una decina di minuti dalla casa di Rowena, ma durante il viaggio in auto, lei sente già le spinte. “Arrivati in ospedale ci hanno fatto subito salire”, racconta, “alle 6.05 mi hanno visitata e la dilatazione era completa. In sala parto le ostetriche mi hanno incoraggiata e mi hanno lasciata libera di assumere le posizioni che mi facevano sentire più a mio agio. Sentivo il bisogno di spingere e assecondavo i segnali del corpo, ma era una sensazione che riuscivo a gestire bene, tra una spinta e l’altra avevo il tempo per recuperare. Con le ultime due spinte, particolarmente decise, alle 6.49 Dafne è nata”.

Quando la bimba è venuta alla luce, Rowena era in ginocchio sul lettino. “L’ha presa in braccio il mio compagno”, racconta. “Ricordo la mia emozione e la mia felicità nel vederla tra le sue braccia. Quando l’hanno posata sul mio petto l’ho subito attaccata al seno e siamo rimasti così, noi tre insieme, nelle due ore successive alla nascita”.

Posizioni del partoScegli quella giusta per te

 

Arriva un altro bimbo

La seconda gravidanza arriva inaspettata, Rowena è felice, ma è preoccupata al pensiero di dover lasciare Dafne in occasione della nascita del nuovo bimbo. “Lei era molto attaccata a me, la allattavo ancora, e non era mai rimasta senza mamma, soprattutto la notte”, spiega.

A risolvere i timori di Rowena arriva però un fatto imprevisto. Alla 31a settimana, Rowena scivola e cade. “Per non urtare il pancione sono caduta sul fianco”, dice, “ma dato che alcune ore dopo sentivo la pancia dura e contratta sono andata in ospedale per un controllo. Il collo dell’utero era accorciato e c’era una dilatazione di un centimetro e mezzo-due, così i medici hanno preferito ricoverarmi. Io stavo bene, ma c’era il timore che Eracle potesse nascere prematuro. Poi fortunatamente l’allarme è rientrato e sono tornata a casa. Quei tre giorni in reparto, però, un’utilità l’hanno avuta: Dafne è stata molto tranquilla, non c’è stato alcun problema, neppure nella gestione notturna. E questo mi ha rasserenata moltissimo”.

Da questo momento la gravidanza, finora seguita da un’ostetrica privata, viene ritenuta a rischio, così Rowena deve sottoporsi a controlli un po’ più ravvicinati. “I medici erano preoccupati perché secondo loro il bambino cresceva poco”, commenta.

 

Eracle che aveva fretta di nascere

“Il 2 dicembre, alla 38a settimana, sono andata in reparto per il day hospital”, continua  Rowena. “Sono entrata in ospedale per sottopormi ai prelievi di routine alle 7,20 della mattina e ricordo che il tempo non passava mai. Alle 9 sono andata in bagno e… ho perso le acque! Devo dire che nei giorni precedenti avevo avuto delle contrazioni e la mia sensazione era che Eracle sarebbe nato prima del termine, verso la fine di novembre”.

Il travaglio di Eracle è iniziato così, con la rottura a sorpresa delle acque e le ostetriche che hanno raggiunto Rowena nel bagno del reparto. “Le contrazioni non erano fortissime, sentivo di poterle gestire bene, tanto che le ostetriche si sono sorprese nel vedermi così tranquilla”, racconta. “Mi hanno visitata e la dilatazione era completa. Alle 9.15, ho chiamato Luca al lavoro per avvisarlo e lui mi ha chiesto: ‘quanto tempo ho?’. Io ho detto che non ne avevo idea, potevano essere 10 minuti come 2 ore…”.

Luca è partito subito. Quaranta minuti di viaggio e arriva in ospedale, ma nel frattempo… “Ho chiesto alle ostetriche se potevo partorire nella vasca e loro hanno iniziato subito a prepararla”, dice Rowena. “In sala parto c’era un orologio, ho guardato l’ora ed erano le 9.47. Ricordo di aver pensato che alle 10.30 avrei avuto il mio bambino in braccio. La vasca non era ancora piena quando ho sentito il bisogno di spingere. L’ostetrica ha indossato i guanti in tutta fretta, io sono entrata nell’acqua e dopo un quarto d’ora in cui le spinte si sono fatte molto intense Eracle era tra le mie braccia. Erano le 10.01. Si sente bussare, Luca apre la porta, ci guarda sorpreso ed esclama: ‘Non mi avete neanche aspettato!’”. Posato sul petto della mamma, con il cordone ombelicale che li tiene ancora legati, Eracle è tranquillissimo. “Abbiamo trascorso tutti e tre insieme le due ore successive. È stato bellissimo”.

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Giorgia Cozza

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