Partorire in estate
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E se nasce adesso?

Mancano poche settimane al parto, ma l'afa della città è difficile da sopportare. Che fare? Partire per qualche giorno o rinunciare?

E se nasce adesso?

La data prevista del parto è ai primi di agosto, proprio all’inizio del secondo mese più caldo dell’anno, quando sopravvivere alle alte temperature in città è davvero faticoso e l’aria del mare o della montagna sarebbero perfette per sentire un po’ di refrigerio. Aiuto, che fare? Bisogna rinunciare del tutto a godersi qualche settimana di vacanza? Oppure si può partire qualche giorno dopo la nascita del piccolino?

 

Accoglierlo in città o in vacanza?

Se al termine della gravidanza mancano solo due settimane e non vuoi rinunciare a partorire nel punto nascita che hai scelto da tempo, assistita dal tuo ginecologo o dall’ostetrica di fiducia, devi purtroppo momentaneamente rinunciare al mare o alla montagna, rimanendo a casa. Il vantaggio di questa scelta è poter contare su una struttura ospedaliera che già consoci bene e, una volta dimessa dal reparto maternità, tornare nell’intimità di casa tua, dove sai già come muoverti e organizzarti per una nuova vita insieme al bebè. Nell’attesa, però, via libera ai pomeriggi in piscina, per rinfrescarsi un po’, stimolare la circolazione e alleviare il fastidioso gonfiore alle gambe.

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Se proprio vuoi partire, eventualmente potresti valutare l’idea di raggiungere una meta vicina (meglio vicinissima!) a casa tua, distante al massimo due ore di auto: tenendo conto che il travaglio di una primipara di solito dura 8-12 ore, in teoria avresti abbastanza margine di tempo, una volta che inizi a sentire le prime contrazioni, per raggiungere l’ospedale della tua città, ma tieni presente che con molta probabilità il viaggio di ritorno non sarà proprio comodissimo…
Se invece non ti preoccupa l’idea di partorire nel luogo di vacanza, cerca informazioni anche sui servizi offerti dal reparto maternità più vicino al luogo di villeggiatura dove vorresti andare. In un appartamento in affitto o in hotel non avresti certo la comodità di casa tua, ma sicuramente ti troverai in un luogo meno inquinato e fresco rispetto alla città, dove poi potrai continuare a trascorrere le prime settimane “di vacanza” insieme al bebè.

 

E se si vuole partire subito dopo il parto?

Può capitare anche questo, perché in città fa effettivamente molto caldo o magari perché si ha il desiderio di portare il bimbo a conoscere i nonni e gli zii che abitano lontano.
Secondo i pediatri sarebbe meglio aspettare che il piccolo abbia compiuto un mese di vita. Mentre noi adulti ci adattiamo velocemente ai nuovi luoghi, per i bambini, soprattutto per i neonati, cambiare ambiente è uno sforzo enorme e per il piccolino già casa vostra è un nuovo ambiente!
Uscito dal grembo materno, il bimbo deve infatti stabilire nuovi ritmi di sonno-veglia e per farlo ha bisogno di tranquillità, in un “nido” che giorno dopo giorno incomincia a riconoscere come suo.
Considera, poi, che nei giorni successivi alle dimissioni dall’ospedale anche tu avrai voglia di stare a casa tua, per riprenderti con calma dalle fatiche del travaglio, capire se l’allattamento si sta avviando correttamente e “gestire” alcuni fastidi, come qualche eventuale punto di sutura al perineo, se c’è stata una lacerazione o un’episiotomia.

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Se vuoi o devi comunque partire, prima di chiudere la valigia è indispensabile sottoporre il piccolo alla prima visita pediatrica di controllo, che avviene in ospedale a una settimana dalla nascita. Poi, se il bimbo è nato a termine ed è sano, fissa subito il primo appuntamento con il pediatra della Asl di competenza e valuta insieme a lui se il viaggio che desideri fare è possibile.

 

Meglio l’albergo o l’appartamento?

Scegliere bene il tipo di struttura nella quale soggiornare è fondamentale perché la vacanza con il neonato sia il più rilassante possibile. E da questo punto di vista l’appartamento presenta diversi vantaggi rispetto all’hotel?
Innanzitutto offre una maggiore autonomia e spazio e, se grande, consente di ospitare altri familiari, come una nonna o una zia, che possono essere d’aiuto durante i primi tempi con il piccolo.
Poter disporre liberamente della cucina, poi, è sicuramente più comodo per prepararsi un pasto quando si ha fame, svincolati dagli orari di un albergo o in funzione dei ritmi delle del poppate.
E che dire dei pianti del bebè? In linea di massima le mura di un appartamento sono più insonorizzate rispetto alle pareti di una stanza d’albergo, dove le urla del neonato potrebbero infastidire i vicini di camera, generando un po’ di frustrazione nei genitori.

 

Roberta Pirola

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