apri modal-popupadv apri modal-popupadv

07 novembre 2018

E’ nato, i suoi primi documenti

E’ nato, i suoi primi documenti

Tuo figlio è nato, hai avuto nove mesi di tempo per decidere che nome dargli, adesso è arrivato il momento di formalizzare la scelta e di sbrigare un po’ di pratiche per garantire al piccolo i suoi diritti di nuovo cittadino con i suoi primi documenti.

La denuncia o dichiarazione di nascita

È la comunicazione ufficiale che il piccolo è venuto al mondo, il primo atto formale della sua vita.

Dove e quando

Può essere effettuata entro tre giorni dal parto presso la Direzione Sanitaria dell’ospedale o della clinica dove il bimbo è nato, che provvederà a comunicarla all’Ufficiale di Stato Civile del Comune indicato dai genitori. In alternativa, la registrazione può avvenire entro dieci giorni dal giorno successivo al parto:

  • presso l’Ufficio di Stato Civile del Comune di nascita del piccolo;
  • presso quello di residenza dei genitori se è diverso rispetto a quello di nascita;
  • presso quello di residenza della mamma, se è diverso da quello del papà.

Infine, la dichiarazione può essere fatta anche presso il Comune di residenza del papà, se diverso da quello della mamma, ma il neonato viene comunque iscritto d’ufficio all’anagrafe del Comune di residenza della madre.

Chi

La denuncia può essere effettuata da uno dei due genitori indifferentemente, se sono sposati e riconoscono entrambi il piccolo. Se invece non sono sposati, ma riconoscono il figlio, alla denuncia devono essere presenti tutti e due.
Se è la sola mamma a riconoscere il bambino, deve essere lei a denunciarne la nascita. Il padre naturale non può riconoscerlo da solo. Infine, nel caso in cui la mamma non abbia intenzione di riconoscere il bambino, sarà il Direttore Sanitario dell’ospedale a dichiarare la nascita del piccolo e alla mamma sarà garantito l’anonimato. In ogni caso, la denuncia di nascita può essere effettuata da un incaricato della madre o dei genitori, munito di documento di identità e delega scritta.

Quali documenti servono

La carta di identità del dichiarante. Se la denuncia viene effettuata presso l’Ufficio di Stato Civile, occorre il certificato di assistenza al parto rilasciato dal medico o dall’ostetrica.

La scelta del nome

In questa occasione i genitori comunicano come si chiamerà il bimbo. I nomi non possono essere più di tre.

L’iscrizione al registro anagrafico

È l’atto che registra il bambino tra i residenti nel Comune. Viene effettuata dall’Ufficiale dell’Anagrafe quando l’Ufficiale di Stato Civile comunica l’atto di nascita del piccolo. I genitori non devono fare nulla, tutto avviene automaticamente. Il piccolo viene iscritto all’anagrafe del Comune di residenza dei genitori o di quello della madre, se diverso da quello del padre.

L’iscrizione all’anagrafe tributaria

Permette di ottenere il rilascio del codice fiscale del neonato che, a sua volta, è indispensabile per iscrivere il bambino al Servizio Sanitario e scegliere il pediatra.

Dove e quando

Può essere effettuata in qualsiasi momento dopo la denuncia di nascita, presso l’Ufficio Entrate di zona o presso gli uffici del Comune dove è stato registrato il bambino. Il rilascio del codice fiscale è immediato. In alcuni comuni, l’iscrizione all’Anagrafe Tributaria avviene automaticamente con la dichiarazione di nascita: l’Ufficiale di Stato Civile comunica i dati del bambino all’Anagrafe Tributaria, che spedisce il codice fiscale a casa del piccolo entro pochi giorni. Da gennaio del 2004 al bambino viene inviata una tessera plastificata che riporta il codice fiscale e funge anche da tessera sanitaria nazionale e tessera sanitaria europea: dà accesso gratuito alle prestazioni necessarie sul territorio nazionale italiano e su quello dei Paesi dell’UE. Non sostituisce, però, l’iscrizione al Servizio Sanitario, da effettuare presso la ASL di residenza, e il libretto sanitario.

Chi

Dove l’iscrizione non è automatica, può effettuarla uno dei genitori o un loro incaricato.

Quali documenti servono

Il certificato di nascita del bebè, rilasciato dall’Ufficiale di Stato Civile al momento della dichiarazione di nascita, o un’autocertificazione della nascita firmata da un genitore.

Iscrizione al servizio sanitario e scelta del pediatra

Serve a ottenere il rilascio del libretto sanitario del bambino e gli dà diritto all’assistenza del pediatra.

Dove e quando

Può essere effettuata in qualunque momento dopo l’iscrizione all’Anagrafe Tributaria, presso gli uffici della ASL di residenza del bambino.

Chi

Da uno dei genitori o da un loro incaricato.

Quali documenti servono

Il certificato di nascita o l’autocertificazione firmata da uno dei genitori e il codice fiscale del bambino.

La scelta del pediatra

In questa occasione, i genitori scelgono il pediatra che seguirà il loro bambino, tra quelli disponibili nel registro della loro ASL di residenza.

Il primo documento di identità

Prima dei quindici anni di età, al bambino non viene rilasciata la carta di identità. All’occorrenza, però, i genitori possono richiedere un certificato di identità. Per viaggiare nei Paesi dell’Unione Europea o in altri Paesi con cui esistono accordi specifici, come per esempio la Svizzera, i genitori possono richiedere un certificato di identità valido per l’espatrio.

Dove e quando

Il certificato di identità semplice può essere richiesto in qualsiasi momento presso gli uffici del Comune di residenza del bambino. Quello valido per l’espatrio deve essere richiesto presso gli uffici della Questura oppure presso i Commissariati che sono abilitati al rilascio dei passaporti.

Chi

Per ottenere il documento non valido per l’espatrio è sufficiente la presenza di uno dei genitori munito di carta di identità. Per il certificato valido per l’espatrio occorre invece la presenza di mamma e papà oppure di un solo genitore munito di dichiarazione di consenso dell’altro e fotocopie dei documenti di identità di entrambi.

Quali documenti servono

I dati anagrafici e due fotografie del bambino.

Sul passaporto dei genitori

Se il piccolo deve viaggiare in Paesi dove è richiesto il passaporto, il suo nome deve essere inserito nel documento di uno oppure di entrambi i genitori. Per questo, occorre rivolgersi all’Ufficio Passaporti del Commissariato di zona, con il passaporto o i passaporti dove verranno inserite le generalità del bambino. Nel caso si presenti uno solo dei genitori, deve mostrare una dichiarazione di consenso dell’altro.

Il prericonoscimento

Se il bambino è figlio naturale, cioè figlio di genitori non coniugati, può essere riconosciuto dalla madre o da entrambi i genitori prima della nascita, con l’atto facoltativo del prericonoscimento. Il prericonoscimento può essere effettuato in qualsiasi momento durante la gravidanza, presso l’Ufficio di Stato Civile del Comune di residenza della madre o dei genitori. Dalla madre, se è la sola a riconoscere il bambino, o da entrambi i genitori, se entrambi lo riconoscono. Il padre da solo non può prericonoscere il piccolo. Il documento di identità della madre o dei genitori che riconoscono il nascituro e un certificato medico che attesti le generalità della madre e il mese di gravidanza.

La Tessera Sanitaria Nazionale e la Carta Regionale dei Servizi

Dal gennaio 2004, tutti i nuovi nati italiani o residenti in Italia ricevono, entro 12 giorni dall’iscrizione all’Anagrafe Tributaria, un tesserino plastificato con i dati anagrafici e il codice fiscale. È la tessera sanitaria nazionale, che garantisce al bimbo il diritto di accedere alle prestazioni del Servizio Sanitario e a eventuali cure mediche necessarie se viaggia in un Paese dell’Unione Europea (sostituisce il vecchio modulo E111). Muniti della tessera sanitaria nazionale, i genitori devono poi iscrivere il piccolo al Servizio Sanitario Regionale, rivolgendosi alla ASL di zona, scegliendo un pediatra tra quelli disponibili negli elenchi e ritirando il libretto sanitario, che dovrà essere esibito ogni volta che vengono prenotati esami o prestazioni mediche.
Negli ultimi anni, in alcune Regioni come la Lombardia sono state attivate le carte regionali dei servizi, tessere plastificate con un microchip, che coprono la funzione sia di tessera sanitaria nazionale, sia di libretto sanitario e offrono numerosi altri servizi: permettono al medico o al pediatra di famiglia e ai sanitari del pronto soccorso di accedere immediatamente alla cartella clinica del paziente; consentono al cittadino di cambiare medico o pediatra e prenotare esami e prestazioni direttamente dal computer di casa, se attrezzato con un opportuno lettore, oppure da una farmacia convenzionata con il sistema informatico. Le modalità per ottenere queste carte cambiano da Regione a Regione.

Commenti