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12 ottobre 2018

Come scegliere l’ospedale giusto per te

Come scegliere l’ospedale giusto per te

Il pancione cresce a vista d’occhio e il momento del parto si fa sempre più vicino, ma come scegliere l’ospedale giusto dove mettere al mondo il tuo bebé?
Innanzitutto occorre chiarirsi le idee su come si vorrebbe che fossero il travaglio e il tipo di assistenza. Poi, se nella propria zona di residenza c’è la possibilità di scegliere tra diverse strutture, conviene visitarle con anticipo per individuare quella che asseconda maggiormente gusti e aspettative.

Ma non si tratta solo di scegliere un ambiente piuttosto che un altro. Ospedali diversi attuano spesso procedure e routine differenti: in alcuni si esegue abitualmente l’episiotomia, altri offrono la possibilità di partorire in analgesia epidurale. Alcuni centri sono più attivi nella promozione dell’allattamento al seno e favoriscono l’attaccamento precoce, altri non consentono la pratica del rooming in: il modo migliore per informarsi sulle caratteristiche delle strutture della zona è andare a vedere con i propri occhi.
Basta telefonare e fissare una visita guidata dell’ospedale o della clinica e non avere scrupoli a porre tutte le domande che ti vengono in mente. È probabile che nel corso della visita tu non possa accedere alla sala travaglio o alla sala parto perché occupate, ma vale comunque la pena di dare un’occhiata all’ambiente.

Ecco alcuni suggerimenti su quali sono le domande e le informazioni utili da sapere e sui dettagli da osservare visitando la struttura.

Distanza dall’ospedale

La struttura si trova in una zona tranquilla o trafficata? È facile da raggiungere da casa tua? Dispone di un parcheggio o comunque c’è la possibilità di lasciare l’auto nelle vicinanze? Se tutto procede senza complicazioni, di solito tra le prime avvisaglie del travaglio e la nascita del bebè passano diverse ore e non c’è alcun bisogno di correre, però è meglio accertarsi in anticipo che il percorso da casa all’ospedale sia veloce e agevole.

Epidurale

Si può chiedere l’analgesia? C’è un anestesista sempre presente in reparto? Su questi temi è bene che la futura mamma si informi con ampio anticipo, anche riflettendo sulla propria capacità di gestire il dolore, per arrivare al momento giusto con le idee chiare su ciò che effettivamente preferisce. Non tutti gli ospedali, infatti, offrono la possibilità di sottoporsi a epidurale, perché non tutti dispongono di un anestesista presente 24 ore su 24.

Travaglio

Tra una contrazione e l’altra è permesso alle gestanti camminare, bere e consumare piccoli spuntini? In assenza di complicazioni, se la donna lo desidera, camminare durante il travaglio aiuta ad affrontare meglio le contrazioni, a scaricare l’ansia, ad abbreviare i tempi. Anche poter mangiare e bere dovrebbe essere consentito, sempre che sia la mamma a volerlo. Assumere alimenti leggeri, ma ad alto contenuto energetico, come una zolletta di zucchero, qualche caramella, un cucchiaino di miele o di marmellata e bere piccoli sorsi d’acqua o di succo di frutta aiuta, infatti, a mantenersi in forze.

Fase espulsiva

In assenza di complicazioni la donna è libera di scegliere la posizione che trova più comoda durante il parto? Sono disponibili sgabelli olandesi o maniglie e sostegni diversi? Si può far nascere il bebè in acqua?
La classica posizione litotomica, con la donna distesa supina sul lettino, è comoda per gli operatori che assistono alla nascita, ma non sempre per la futura mamma. In alcuni casi di parto operativo (in cui cioè è necessario l’uso di forcipe e ventosa) è indispensabile, ma se non ci sono complicazioni la donna dovrebbe essere libera di adottare la posizione che sente più comoda. Riguardo al parto in acqua, va ricordato che nelle strutture che offrono questa opportunità di solito al momento del ricovero è necessario chiedere la disponibilità della vasca, per dare ai tecnici il tempo di prepararla.

Procedure mediche

L’induzione del parto con l’ossitocina, la somministrazione di liquidi per via endovenosa e l’episiotomia vengono eseguite di routine?
Queste pratiche non andrebbero effettuate su tutte le donne, ma solo quando le circostanze lo richiedono. Parlane con il personale della struttura, informati sulle loro abitudini ed esponi con chiarezza il tuo punto di vista.

Parti operativi

Qual è la percentuale di cesarei e di parti indotti praticati nella struttura?
Questi dati ti permetteranno di farti un’idea sul grado di medicalizzazione dell’evento nascita in quell’ospedale. (Va considerato, però, che in alcuni centri la percentuale dei cesarei e dei parti operativi è elevata perché si tratta di strutture specializzate nel trattamento di casi a rischio).

Presenza di familiari

Il futuro papà o un parente possono assistere al parto?
Oggi, fortunatamente, questa abitudine si sta diffondendo sempre più, ma considera che ci sono diversi ospedali che non consentono ancora la presenza di una persona vicina alla mamma.

Assistenza al bebè

È sempre disponibile un neonatologo per la prima visita al bambino? In caso di emergenza, c’è un reparto di rianimazione neonatale nell’ospedale stesso o in uno nelle vicinanze?
Alcuni ospedali, soprattutto piccole cliniche private, non dispongono di un pediatra di guardia ventiquattro ore al giorno e occorre preavvertirne uno al momento del ricovero. Di solito, eventuali situazioni di rischio che possono rendere necessaria la rianimazione neonatale sono già note nel corso della gravidanza. In quei casi, il medico curante o l’ostetrica indicherà alla futura mamma la struttura più adatta cui rivolgersi. Per sentirsi più serene, è comunque utile informarsi sui servizi disponibili in quell’ospedale in caso di emergenza.

Allattamento

Viene favorito l’attaccamento precoce al seno? Si praticail rooming in? Se i bimbi vengono tenuti al nido, il personale somministra loro latte artificiale o soluzione glucosata?
Il contatto diretto con la mamma e l’attaccamento precoce al seno, così come l’alimentazione del piccolo a richiesta invece che a orari fissi sono importanti per avviare l’allattamento in modo corretto. In alcuni centri, dove non è prevista la possibilità di tenere il neonato in camera con la madre, il personale del nido somministra talvolta soluzione glucosata al bambino, anche all’insaputa dei pediatri, per farlo smettere di piangere durante la notte. Informati su questo punto e, se non sei d’accordo, manifesta con chiarezza le tue idee.

Degenza

Quante donne dormono nella stessa stanza? Come sono regolate le visite dei familiari?
I papà sono ammessi oltre l’orario di visita?
Le visite troppo frequenti, l’eventuale presenza in camera di altre neomamme e il passaggio dei loro familiari può risultare stancante. Da questo punto di vista, una struttura che imponga il rigoroso rispetto degli orari di visita ha i suoi lati positivi. A patto, ovviamente, che al papà sia consentito di rimanere oltre l’orario previsto.

Pubblico o privato?

Mentre la maggior parte delle future mamme italiane (l’81% secondo gli ultimi dati Istat) sceglie l’assistenza di un ginecologo privato, al momento di partorire quasi tutte (il 90%) preferiscono il ricovero in una struttura pubblica, motivando la scelta con la garanzia di una maggiore sicurezza. Di fatto i grandi ospedali pubblici sono più attrezzati delle cliniche private per l’assistenza nei parti a rischio e per la gestione dei neonati prematuri o con patologie e ci si dovrebbe rivolgere al privato o ai centri pubblici più piccoli solo in assenza di complicazioni o problemi prevedibili in gravidanza.

Di contro, le cliniche private offrono il vantaggio di un rapporto diretto con il ginecologo, di solito lo stesso che ha seguito la donna per tutto il periodo della gravidanza, e una maggiore disponibilità nei confronti dei desideri della partoriente.

Sempre secondo i dati dell’Istat, nelle strutture private la percentuale di cesarei è però nettamente superiore a quella registrata nei centri pubblici: partorisce con l’aiuto del bisturi il 57% delle donne ricoverate in clinica, contro il 33% negli ospedali. La percentuale di parti cesarei nel privato è comunque legata più al singolo ginecologo che alla struttura dove opera. È quello il dato su cui bisognerebbe informarsi al momento della scelta.

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