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Casa Maternità Zoè compie un anno

La struttura romana rappresenta una valida alternativa al parto in ospedale. E organizza corsi e incontri aperti a tutti: neomamme e anche neopapà

Casa Maternità Zoè compie un anno

Casa Maternità Zoè, è arrivato il primo compleanno. È stato un anno di corsi e iniziative dedicati a futuri e neo genitori, per offrire loro informazioni, momenti di condivisione, sostegno. Ma è stato anche un anno di nascite. Avvenute tra le pareti accoglienti della Casa Maternità. Oppure a domicilio, con l’assistenza discreta e incoraggiante delle ostetriche di Zoè.

Casa Maternità Zoè, primum nascere

Stiamo parlando della prima casa maternità della Capitale. Un sogno realizzato per un team di ostetriche con alle spalle una lunga esperienza di assistenza al parto a domicilio. L’avventura è iniziata nel 2015, con la ricerca di un appartamento dai giusti requisiti. “Avevamo pubblicato un appello su Facebook: in appena mezz’ora, ecco la casa per noi”, racconta l’ostetrica Ivana Arena, presidente e socia fondatrice dell’associazione culturale Casa Maternità Zoè (www.casamaternitaroma.it). “Ad affittarcela, una coppia che aveva accolto proprio in quella in casa i suoi due bambini. E che ha partecipato al documentario ‘Nascita… non disturbare’. In cui, appunto, si parla di parti rispettati, senza interferenze o interventi non necessari”. Nel 2016 sono iniziati i primi corsi di accompagnamento alla nascita. Ma il vero e proprio servizio di assistenza al parto è stato avviato solo nel gennaio 2017. Quando un decreto della Regione Lazio ha confermato il rimborso di 800 euro – aggiornandone i requisiti – per le coppie che scelgono di dare alla luce il bebè a domicilio. O, appunto, in Casa Maternità.

Una modalità che piace

La possibilità di accogliere il proprio bimbo in Zoè ha subito suscitato grande interesse. “Nel 2017 abbiamo ricevuto 34 richieste di assistenza al parto”, spiega Ivana Arena, “13 bambini sono stati accolti in Casa Maternità, 18 nell’abitazione della coppia. E, dall’inizio del 2018, sono già 4 i bimbi nati nella nostra struttura”. Sono dunque in crescita le mamme italiane che desiderano partorire in un ambiente diverso da quello ospedaliero? Siamo destinati a seguire l’esempio di altri Paesi, come l’Olanda, dove il parto in casa è la norma? Le percentuali nazionali sono ancora basse. Ma l’interesse c’è.

La forza del passaparola

“Nel caso della nostra Casa Maternità funziona molto bene il passaparola”, prosegue Arena. “Sono le donne stesse a promuovere questa possibilità, raccontando la loro esperienza positiva. Spesso accade che, in occasione dei corsi organizzati per future e neomamme, le madri raccontino com’è andato il loro parto. Chi ha accolto il suo bambino in Casa Maternità descrive un ambiente intimo e familiare. E un’assistenza rispettosa di tempi e desideri della donna. Chi ha partorito in ospedale, invece, a volte descrive un vissuto non altrettanto soddisfacente. Per cui le future mamme sono incuriosite. Vogliono saperne di più”. Per tutte le coppie interessate “c’è la possibilità di un colloquio informativo gratuito. In cui rispondiamo a ogni loro dubbio. E presentiamo i risultati di studi e ricerche a proposito della sicurezza del parto extraospedaliero”.

La scienza? Lo incoraggia

Quando infatti si parla di parto in casa, o nelle case maternità, è diffuso il timore che rappresenti una soluzione un po’ rischiosa. “Ma le evidenze scientifiche confermano la sicurezza per la donna e per il bambino”, sottolinea Ivana Arena, “laddove gravidanza e parto siano fisiologici. Il Nice, National Institute for Clinical Excellence, organizzazione indipendente che produce linee guida per la promozione della salute, incoraggia il parto in casa, o in strutture gestite da sole ostetriche. Gli esiti sono definiti estremamente buoni nell’immediato e a lungo termine. E la soddisfazione materna risulta maggiore. Tutto questo si ottiene con costi più contenuti per il servizio sanitario nazionale”. Se la gravidanza è fisiologica, l’ostetrica è la figura competente per seguire la donna durante il parto. Ma anche prima, nei 9 mesi dell’attesa. “Se poi nel corso della gestazione si presentano difficoltà”, commenta Arena, “all’ostetrica si deve affiancare uno specialista, scelto in base alle problematiche insorte”.

Nascita in acqua e lotus birth

 Le coppie che richiedono l’assistenza del team ostetrico di Zoè possono vivere l’esperienza del travaglio e del parto in assoluta libertà. La donna segue i segnali del suo corpo, assume le posizioni che preferisce. Si muove, può fare la doccia o immergersi nell’acqua calda. “Lo scorso anno 12 bambini hanno visto la luce in acqua, in una delle nostre due vasche gonfiabili”, racconta Ivana Arena. Dopo la nascita, il bimbo viene posato sul petto materno. E la neofamiglia ha tutto il tempo per conoscersi in un ambiente tranquillo, al riparo da distrazioni o interferenze. Affinché ogni bambino riceva dal cordone tutto il sangue neonatale disponibile, il clampaggio avviene almeno un paio di ore dopo la nascita. Cioè quando la mamma, o la coppia, sente che è il momento giusto. “Ben 21 coppie hanno scelto il mini-lotus, cioè la separazione dalla placenta dopo 12-24 ore. Mentre 5 hanno richiesto il lotus birth integrale. E hanno atteso, così, la caduta spontanea del cordone”, spiega l’ostetrica.

Ventiquattro ore in Zoè

Dopo la nascita, la neofamiglia rimane nella Casa Maternità per 24 ore circa. “Chi lo desidera può tornare a casa prima. Ma c’è anche la possibilità di fermarsi di più, se la mamma ne sente il bisogno”, sottolinea Ivana Arena. “Un pediatra viene a visitare il bimbo in Zoè, mentre gli screening neonatali sono eseguiti a domicilio dalle ostetriche. Nei quattro giorni successivi al rientro, poi, le ostetriche si recano a casa della mamma per una visita quotidiana. E, comunque, sono sempre reperibili per consulenze telefoniche”. Per rispondere a ogni dubbio legato all’accudimento del bambino, all’allattamento, al benessere materno.

Tante proposte per le neomamme…

Nel periodo del post parto, dunque, la donna non viene lasciata sola. E non soltanto grazie all’assistenza delle ostetriche. La Casa Maternità, infatti, è un luogo di incontro e aggregazione. Qui le neomamme possono confrontarsi e condividere esperienze ed emozioni. Anche i numerosi corsi organizzati – yoga, fitness, massaggio infantile, autosvezzamento, educazione musicale, fra gli altri – offrono l’occasione per trascorrere del tempo con altri genitori. E coltivare il benessere di mamma e bambino.

 … E anche per i papà

È risaputo che i futuri papà non hanno molte occasioni di condividere il loro vissuto emotivo. Ecco perché Zoè ha pensato a uno spazio solo per loro. Chi ha già provato questa esperienza e chi si sta avvicinando all’evento possono incontrarsi, scambiare opinioni, confrontarsi. Raccontando emozioni, timori, sensazioni. “Durante gli incontri, così come in occasione dei corsi di accompagnamento al parto per la coppia, vengono inoltre offerte informazioni a proposito del ruolo del papà durante il travaglio e il parto, nella fase dell’allattamento, nella relazione di attaccamento con il bambino e nei vari aspetti della cura del bebè”, conclude l’ostetrica.

Giorgia Cozza

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