Il bimbo è nato, come avviene l'assistenza in ospedale? | Dolce Attesa
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Il bimbo è nato, come avviene l’assistenza in ospedale?

Passo dopo passo ecco che cosa accade nei primi giorni dopo il parto 

Il bimbo è nato, come avviene l'assistenza in ospedale?

Eccolo qui  il tuo bimbo tanto atteso e desiderato. Che cosa succede ora che il parto si è concluso? Quali controlli sono previsti?  E quando sarà possibile tornare a casa per iniziare l’emozionante avventura di neofamiglia? Vediamolo insieme.

Subito tra le tue braccia

“Se mamma e bimbo stanno bene, subito dopo la nascita il piccolo viene affidato all’abbraccio materno”, spiega Maria Grazia Pellegrini, ostetrica-capo dell’Ospedale Fatebenefratelli Isola Tiberina di Roma. “Il piccolo viene solo asciugato e senza altri interventi si posa nudo sul petto della mamma, per un contatto pelle a pelle con lei”. Madre e bimbo restano così, insieme, osservandosi, annusandosi, toccandosi, un po’ stanchi e un po’ emozionati, nelle due ore successive alla nascita. “Questi sono momenti importanti per il bonding, il legame mamma-bambino e per l’inizio dell’allattamento, dato che il bebè fa la sua prima poppata subito dopo il parto, appena appare pronto per attaccarsi e succhiare le prime gocce di colostro”, sottolinea l’esperta.

Se l’ospedale dove la futura mamma ha accolto il suo piccino segue un protocollo diverso e il personale vuole procedere con misurazioni, controlli e bagnetto subito dopo il parto, i neogenitori possono esprimere il loro desiderio di vivere questi primi momenti indisturbati. Se non ci sono problemi di salute, anche la visita pediatrica può attendere e avvenire in un secondo momento, dopo che madre e bambino si sono “ritrovati”.

Pelle a pelleUn pieno di salute

Dopo il bonding i controlli di routine

“Trascorse le prime due ore, la neomamma viene accompagnata in reparto, mentre il bimbo si sposta con il papà all’isola neonatale dove viene pesato, misurato e visitato”, spiega Maria Grazia Pellegrini.
In molti punti nascita il primo bagnetto è affidato al papà (per i papà inesperti niente paura, c’è il personale pronto ad aiutare), ma se la mamma desidera essere presente potrà chiedere di posticipare il bagnetto in modo da poterlo fare lei.
“A questo punto il bimbo torna dalla sua mamma e resta con lei per tutto il periodo della degenza”, continua l’esperta. “In questo modo l’allattamento a richiesta è favorito e la mamma prende confidenza con l’accudimento del suo piccino in un ambiente ‘protetto’, dove in caso di dubbio o necessità può chiedere subito l’aiuto del personale”.

I controlli alla nascitaLeggi

Due o tre giorni in reparto

Quanto tempo resteranno mamma e bimbo in ospedale? “Se il neonato è venuto alla luce con un parto naturale le dimissioni avvengono 48 ore dopo la nascita”, spiega Maria Grazia Pellegrino, “in caso di parto operativo per cui è stato necessario l’uso di ventosa o forcipe, mamma e bimbo si fermano in reparto tre giorni e in caso di cesareo 3 o 4 giorni. Questo dato, però, può variare da un ospedale all’altro”.

E se la mamma desidera tornare a casa prima, magari perché ha un altro bimbo ad aspettarla o perché, comunque, vorrebbe vivere questi primi giorni nell’intimità delle mura domestiche? Se non ci sono problemi di salute potrà chiedere di essere dimessa firmando il consenso informato: in alcuni ospedali è necessario attendere almeno dodici ore, in altri invece è possibile lasciare il reparto poche ore dopo la nascita.

“In questo caso il personale indicherà alla futura mamma quando tornare in reparto”, spiega l’esperta, “per sottoporre il neonato agli screening previsti dalla legge per individuare alcune rare malattie metaboliche, che vengono eseguiti a 48 ore dalla nascita”.

Un aiuto per l’allattamento

Nei giorni trascorsi in reparto, le ostetriche sono a disposizione per aiutare la neomamma ad avviare l’allattamento. “Due volte al giorno controllano il seno, verificando che non ci siano arrossamenti, ingorghi, ragadi e che il bimbo si attacchi in modo corretto durante la poppata”, spiega l’esperta. Il benessere e la ripresa della mamma vengono monitorati quotidianamente. “Si verifica il tono muscolare dell’utero tastando l’addome, si osservano le lochiazioni, e se ci sono stati dei punti di sutura perché la mamma ha subìto un’episiotomia o un cesareo viene controllata la ferita”, conclude l’esperta.

Se compaiono le ragadiScopri cosa fare

E dopo le dimissioni?

Trascorse 48 ore, o dopo 3-4 giorni per le neomamme che hanno subìto un cesareo, è il momento delle dimissioni. Dopo la visita ginecologica della mamma e il test di screening per il bebè (che consiste in una punturina sul tallone), si torna a casa. “In diversi ospedali è prevista una visita di controllo del neonato una settimana dopo”, spiega l’esperta. “Il bimbo torna in reparto e si valutano il suo benessere e il buon andamento dell’allattamento. Da qui in poi il bimbo è affidato alle cure del pediatra di famiglia per i bilanci di salute, che ne accompagneranno la crescita per tutto il primo anno di vita”.

E se la mamma è in difficoltà con le poppate? Se ha dei dubbi relativi all’accudimento del bebè? Alcuni ospedali indicano alle neomamme un numero di telefono da chiamare in caso di bisogno. “Nel nostro caso, due volte al mese le ostetriche sono a disposizione per aiutare le mamme con le poppate, un’occasione preziosa per risolvere dubbi ed eventuali ostacoli iniziali, ma anche per ,incontrare altre mamme, confrontarsi, condividere esperienze” conclude l’esperta. In altri casi, infine, il riferimento per le neomamme è il consultorio cittadino.

Al momento delle dimissioni conviene, quindi, chiedere informazioni al personale sui servizi attivi nella propria zona, e i riferimenti utili cui rivolgersi nel primo periodo di vita del bebè.

 

Giorgia Cozza

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