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Bebè: quando sarà in grado di…

Bebè: quando sarà in grado di…

È bello assistere ai progressi del neonato e vederlo entrare pian piano in relazione con l’ambiente circostante. Alcune piccole conquiste, poi, suscitano nei genitori un’emozione tutta particolare. Ed è naturale che vengano attese con una erta trepidazione.

…guardarsi intorno?

Già appena nato, il bebè è capace di mettere a fuoco ciò che si presenta davanti ai suoi occhi, a una distanza tra i 20 e i 40 centimetri, che è poi lo spazio che si crea tra il suo viso e quello della mamma durante la poppata. È molto attratto dai volti umani, dai contrasti, dalle tinte forti, dalle figure in movimento che, se collocate a questa distanza, riesce a fissare e anche a seguire, muovendo gli occhi o il capo. Gradualmente, la sua capacità di mettere a fuoco e di individuare un maggior numero di dettagli aumenta. A due mesi si guarda intorno cogliendo ciò che si trova a distanze maggiori (un metro, un metro e mezzo). E a quattro mesi la sua capacità di esplorare l’ambiente fa un ulteriore scatto.

…cambiare posizione nel sonno?

In linea di massima, chi prima chi dopo, il bimbo è in grado di cambiare posizione da solo, rotolando su se stesso intorno ai cinque-sei mesi di vita.

…succhiarsi il pollice?

Lo faceva già nel pancione, addirittura all’inizio del secondo trimestre di gravidanza, verso la 14a-15a settimana. Come mai alla nascita il bebè sembra non esserne più capace? Quando viene al mondo, il bimbo si trova nella condizione di dover riadattare tutti i suoi movimenti – alcuni dei quali già piuttosto evoluti come, appunto, succhiarsi il dito – a un ambiente completamente diverso da quello cui era abituato, dove agiva in uno spazio ridotto e privo di forza di gravità e stando in una posizione contenuta. Deve quindi ricalibrare quegli stessi movimenti, impararli un’altra volta. Lo vedremo riportarsi la manina alla bocca, probabilmente, intorno all’ottava settimana. Alcuni neonati possono riuscirci già dai primi giorni, se posti in una condizione particolare, ovvero tenuti in braccio in modo stabile e in posizione contenuta, come erano nell’utero.

…agitare il sonaglino?

Giocare con il sonaglio costituisce una competenza complessa. Richiede infatti una certa padronanza della coordinazione visiva e motoria, nonché un’acquisita capacità prensile: il bambino deve guardare il sonaglio, indirizzare la mano, afferrarlo e scuoterlo per sentire il rumore. L’epoca in cui ciò può avvenire è intorno ai quattro mesi.

…sorridere in modo intenzionale? 

Può capitare di vedere il neonato sorridere fin dai primi giorni di vita ma, va detto, non lo fa in modo consapevole. Il sorriso intenzionale si verifica tra uno e due mesi. Il piccolo sorride prima in risposta a chi gli sorride, successivamente anche in ‘proposta’ quando, per esempio, vede la mamma che gli si avvicina.  La risata vera e propria si avrà invece dopo i due mesi.

…avere il controllo del capo? 

È una capacità che varia molto da bambino a bambino. Diciamo che si sviluppa via via durante il primo mese – la posizione in cui quasi tutti i neonati riescono a sollevare la testina è quella a pancia in giù- e poi tra uno e due mesi si va perfezionando. Tra i sei e gli otto mesi il piccolo dovrebbe essere in grado anche di mantenere autonomamente la posizione seduta.

…dire la prima parola di senso compiuto?

Intorno ai tre-quattro mesi il bambino riesce generalmente a riprodurre i suoni uditi dalla mamma o dal papà. Qualche tempo dopo, invece, intorno al sesto mese,  comincia la prima produzione autonoma di sillabe, la lallazione. È un allenamento al linguaggio che sfocerà nella prima parola di senso compiuto (“mamma”, “papà”, “pappa” sono le più frequenti), intorno al compimento del primo anno di vita.

Non dimenticare che…

  • Lo sviluppo delle diverse competenze varia da bambino a bambino. Non è quindi il caso di farsi prendere dall’ansia se nostro figlio non ha ancora raggiunto una particolare abilità rispetto ad altri suoi coetanei.
  • Allo stesso modo, non deve preoccupare il fatto che talvolta si possano manifestare temporanee regressioni (per esempio, la lallazione può interrompersi per uno o due mesi, e poi riprendere…), specie quando i progressi continuano in altri settori.
  • Non è detto che le abilità si sviluppino di pari passo in tutti i campi: ci sono bambini più “interessati” al movimento, altri più propensi alla relazione e alla comunicazione. Gli uni e gli altri raggiungeranno quindi più precocemente competenze in questo o quel campo.
  •  Sta al pediatra, durante i periodici bilanci di salute, fare una valutazione complessiva delle capacità raggiunte dal piccolo.

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