Zanzare: come combatterle in gravidanza?
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Zanzare: come combatterle in gravidanza?

Il caldo e l'umidità delle ultime settimane hanno favorito la proliferazione di questi fastidiosi insetti. In commercio si trovano tanti prodotti per tenerli a distanza, ma la mamma in attesa può utilizzarli in sicurezza?

Zanzare: come combatterle in gravidanza?

Sono ovunque: con l’esplosione del caldo estivo le zanzare si moltiplicano inarrestabili e ci regalano prurito e pomfi arrossati. Anche se in Italia di norma la zanzara non diffonde pericolose infezioni come la malaria, è giusto proteggersi dai suoi attacchi. I metodi a disposizione sono tanti: difese meccaniche come zanzariere e maniche lunghe, fornelletti a piastrina, zampironi e candele di citronella, repellenti da applicare sulla pelle. Non tutti questi prodotti, però, sono indicati quando c’è un bimbo in arrivo.

 

Dai repellenti alle candele

Una tecnica sicuramente innocua per evitare le punture di zanzara è l’utilizzo di barriere meccaniche: applicare zanzariere alle finestre e verificare che siano sempre integre e ben chiuse, indossare pantaloni lunghi, calze e indumenti con le maniche lunghe quando si esce all’aperto nelle ore serali. Quest’ultima accortezza non è sempre realizzabile, perché spesso l’afa persiste anche dopo il tramonto e passeggiare bardati di vestiti non è il massimo.

Ben più gradevole è il suggerimento di Roberto Romi, entomologo del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità. “In casa giova accendere il condizionatore e regolare la temperatura intorno ai 22 gradi, perché il freddo rende le zanzare meno attive”, dice.

Caldo in gravidanzaAffrontalo così

C’è poi una vasta scelta di biocidi che si diffondono nell’ambiente usando fornelletti elettrici o sistemi a combustione per uccidere o allontanare gli insetti. Gli emanatori elettrici sono indicati per l’utilizzo nelle case, ma quando sono in funzione occorre tenere le finestre aperte per garantire il ricircolo d’aria. “Se impiegati seguendo le avvertenze, hanno una tossicità bassa e una breve persistenza nell’ambiente”, spiega Romi.

Al contrario, le spirali fumogene e le candele di citronella sono destinate esclusivamente all’utilizzo all’aperto. “Sia per il pericolo rappresentato dalla fiamma stessa che per quello derivante dai fumi tossici che possono scaturire dalla combustione”, avverte l’entomologo.

Poi c’è la categoria dei repellenti da applicare direttamente sulla pelle. Per legge, il nome e la percentuale del principio attivo in essi contenuto devono essere specificati nell’etichetta. I più comuni sono l’icaridina (KBR), il dietiltoluamide (DEET), il citrodiol (PMC) e l’IR3535 o AMP. “I repellenti con concentrazioni inferiori al 20% sono sufficienti per le nostre latitudini e proteggono fino a 6 ore, quindi non c’è bisogno di applicarli più volte, mentre quelli con il 30% o più vanno usati quando si viaggia in Paesi dove c’è il rischio di contrarre malattie trasmesse da zanzare infette”, spiega Romi.

 

Quando c’è un bebè in arrivo

Fin qui le regole di prudenza che valgono per la popolazione generale. Le barriere meccaniche, come le zanzariere e gli indumenti coprenti, naturalmente sono del tutto sicure anche durante l’attesa, come pure l’esposizione all’aria condizionata. Ma le future mamme devono evitare il contatto con sostanze che possono risultare tossiche per il nascituro.

“Per quanto riguarda gli insetticidi ambientali, come quelli diffusi dai fornelletti elettrici per gli interni, candele e zampironi per gli esterni, è meglio farne a meno”, dice Antonio Clavenna, farmacologo dell’Istituto Mario Negri di Milano. “Non abbiamo dati sull’esposizione in gravidanza a questo tipo di dispositivi, sull’inalazione dei loro principi attivi e su eventuali correlazioni con malformazioni a carico del nascituro, quindi nel dubbio è preferibile adottare un atteggiamento di cautela e astenersi dall’utilizzo”.

I repellenti per la pelle, invece, possono essere impiegati, con qualche restrizione. “In letteratura sono presenti diversi studi da cui non emerge un maggior rischio di malformazioni”, spiega Clavenna. “Riguardano i repellenti a base di DEET, i più comuni in commercio. Via libera, dunque, al loro utilizzo in gravidanza, a patto di scegliere prodotti che non contengano più del 20% di principio attivo. Concentrazioni maggiori sono consentite solo quando la puntura di zanzara può comportare per la futura mamma il rischio di contrarre un’infezione, come la malaria. Ma in gravidanza è preferibile evitare viaggi nei Paesi dove è diffusa la malaria o altre malattie trasmesse da insetti. Se però non se ne può fare a meno, il rapporto tra rischi e benefici è favorevole al ricorso a repellenti a concentrazione più elevata”.

 

Regole di corretto utilizzo

Quando si applica  un prodotto repellente per zanzare, bisogna fare attenzione a non stenderlo sulla cute irritata o con tagli.  “La pelle non integra o infiammata può assorbire il principio attivo in quantità maggiore”, dice Roberto Romi. “Inoltre, non bisogna utilizzare questi prodotti  contemporaneamente a creme solari o creme idratanti con schermo anti UV, perché possono diminuire l’evaporazione e aumentare l’assorbimento del principio attivo. Infine, bisogna lavare sempre le mani dopo l’applicazione, per evitare di portare il prodotto a contatto con gli occhi o con la bocca”.

 

Maria Cristina Valsecchi

 

 

 

 

 

 

 

 

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