Voglia di dormire? 4 buoni motivi per assecondarla | Dolce Attesa
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Voglia di dormire? 4 buoni motivi per assecondarla

La futura mamma ha la necessità fisiologica di dormire più a lungo. I vantaggi di un buon riposo e i rischi della carenza di sonno in gravidanza  

Voglia di dormire? 4 buoni motivi per assecondarla

Da quando aspetti il tuo bimbo ti sembra di essere sempre stanca? Alla sera crolli a letto e dopo pranzo hai tanta voglia di fare un pisolino ristoratore? “È la conseguenza dell’azione ipnoinducente di due ormoni della gravidanza, il progesterone e la gonadotropina corionica umana, che promuovono la sonnolenza diurna e l’addormentamento precoce”, spiega il neurologo Raffaele Ferri, presidente dell’Associazione Italiana di Medicina del Sonno.
L’aumentato bisogno di sonno è un fenomeno fisiologico funzionale alla buona salute della futura mamma e del nascituro. È giusto, quindi, assecondarlo. Ecco perché.

1 – Il riposo contrasta il rischio di diabete gestazionale

Come evidenzia uno studio dell’Università dell’Illinois, pubblicato di recente sulla rivista Sleep Medicine Reviews, le donne in attesa che dedicano al sonno meno di sei ore al giorno hanno un rischio di diabete gestazionale 1,7 volte superiore rispetto a quelle che dormono più a lungo. Del resto, la stessa correlazione tra sonno e rischio di diabete è stata dimostrata anche nella popolazione generale, al di fuori della gravidanza.

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“La carenza di sonno influenza il modo in cui il nostro corpo processa gli zuccheri”, spiega Daniela Agrimi, specialista dell’Ambulatorio di Endocrinologia Diagnostica e Interventistica Tiroidea dell’AUSL di Brindisi. “L’utilizzo del glucosio è maggiore durante la veglia mentre è più basso durante il sonno, quando il metabolismo cerebrale è rallentato e la captazione del glucosio da parte dei neuroni è ridotta del 30-40% rispetto allo stato di veglia. La deprivazione di sonno, anche parziale ma ripetuta nel tempo, o la compromissione della qualità del sonno con ripetuti risvegli durante la notte modificano il metabolismo del glucosio e la secrezione di insulina”.

Ma c’è dell’altro. “Dormire poco e male determina un aumento della concentrazione nel sangue della grelina, ormone che stimola la fame di zuccheri e grassi”, aggiunge la ginecologa Alessandra Graziottin, che dirige il Centro di Ginecologia e sessuologia medica dell’Ospedale San Raffaele Resnati di Milano. “Detto in altre parole, la stanchezza ci porta a mangiare di più e a mangiare peggio e quindi aumenta il rischio di sovrappeso e diabete”.

 

2 – Il sonno è un potente anti-infiammatorio…

“In gravidanza, il sistema immunitario della donna si trova in una situazione di delicato equilibrio”, spiega la ginecologa. “Deve abbassare le difese in modo selettivo per non nuocere al feto, che è un organismo parzialmente estraneo, perché portatore del DNA paterno. D’altra parte, deve continuare a proteggere la madre e il nascituro dal rischio di infezioni. In queste condizioni, ogni processo infiammatorio è potenzialmente dannoso perché può sbilanciare l’equilibrio immunitario e innescare una reazione indesiderata”.

Il sonno, oltre a modulare il sistema endocrino, è strettamente legato anche al funzionamento del sistema immunitario. “Dormire un tempo insufficiente durante la gravidanza causa un aumento dei livelli plasmatici di biomarcatori dell’infiammazione come l’interleuchina-6”, dice Raffaele Ferri.

Secondo uno studio dell’Università di Pittsburgh, pubblicato nel 2013 sulla rivista Psychosomatic Medicine, lo stato di infiammazione cronica indotto da carenza di sonno durante l’attesa aumenta il rischio di ipertensione, preeclampsia, basso peso alla nascita e parto pretermine. “Inoltre, dormire meno di 6 ore al giorno durante l’ultimo mese di gravidanza si associa a un travaglio più lungo e a un rischio maggiore di taglio cesareo”, aggiunge Ferri.

3 – … e un alleato della salute mentale

“Il sonno è il più efficace rimedio anti-stress di cui disponiamo”, dice Graziottin. “Dormire bene calma l’ansia, migliora le capacità cognitive, aiuta la futura mamma ad accettare i suoi cambiamenti corporei e a fronteggiare timori e preoccupazioni che talvolta emergono in gravidanza. Al contrario, dormire poco e male rende irritabili, induce disistima e insoddisfazione, ingigantisce la percezione di ogni problema e rende più vulnerabili al rischio di depressione post partum. C’è una correlazione diretta tra la cattiva qualità del sonno nel primo trimestre e la probabilità di sviluppare una depressione dopo il parto”.

Naturalmente, non è necessariamente una questione di buona volontà della diretta interessata: dormire poco non è sempre una scelta e non basta raccomandare il riposo per risolvere il problema. “Nei casi in cui il disordine del sonno è clinicamente rilevante, è necessario affidarsi alla valutazione di un medico esperto e attento”, spiega Ferri. “E quando i disordini del sonno sono primari, cioè non sono conseguenza di un’altro disturbo, sarebbe opportuno consultare uno specialista di disordini del sonno”.

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4 – L’importanza del ritmo giusto

Ogni nostra cellula contiene un orologio biologico che ne regola il metabolismo e persino l’espressione dei geni nel suo DNA. L’importanza del ritmo circadiano per la salute umana è stata riconosciuta anche dalla commissione del Karolinska Instituet che assegna il Premio Nobel per la medicina, vinto poche settimane fa da Jeffrey Hall, Michael Rosbash e Michael Young, che hanno scoperto i meccanismi molecolari del nostro orologio biologico.

“Studi sperimentali sugli animali, osservazionali ed epidemiologici sull’uomo hanno dimostrato con un solido margine di sicurezza che le alterazioni del ciclo sonno/veglia sono in grado di interferire con il regolare andamento della gravidanza”, avverte il neurologo. “Maggiore è il disallineamento tra i ritmi endogeni e quelli imposti dai comportamenti e maggiore è il rischio di conseguenze negative”.

Non è un problema se la futura mamma fa le ore piccole in qualche occasione straordinaria. “Lavorare alternando turni di giorno e di notte, invece, è rischioso per il buon andamento della gravidanza”, avverte Graziottin. “Infatti nel nostro Paese alla lavoratrice in attesa sono interdetti per legge i turni di notte. Il sonno notturno è quello che riposa maggiormente ed è quello che preserva il nostro equilibrio metabolico. Non si può compensare la deprivazione di sonno notturno con qualche pisolino diurno”.

I consigli degli esperti

I pisolini non possono sostituire una notte di sonno, ma ciò non vuol dire che sia sbagliato concedersi una pausa di riposo durante la giornata. “È buona regola fare un pisolino pomeridiano, quando abbiamo una naturale, maggiore propensione verso il sonno”, dice Ferri. Ma quanto può durare la siesta postprandiale? “In generale si raccomanda una durata massima di 20 minuti, in modo tale che non scarichi troppo la necessità di sonno e non vada poi a disturbare il riposo notturno. I dati disponibili in letteratura, però, sembrano mostrare che in gravidanza si possa dormire anche di più, senza gravi conseguenze sull’addormentamento notturno”.

La durata ideale del sonno nell’arco delle 24 ore è un parametro individuale “Nell’età adulta non dovrebbe essere meno di 6 e più di 9 ore, ma più frequentemente varia tra le 7 e le 8 ore”, spiega il neurologo. “In gravidanza si può aggiungere un’ora”.

Adottare un sano stile di vita e alcuni accorgimenti aiuta a conciliare un buon riposo notturno durante l’attesa. “Bandire alcool e fumo, limitare le bevande eccitanti come il caffè e il tè nelle ore serali”, dice Graziottin. “Camminare almeno un’ora al giorno, preferibilmente all’aria aperta, possibilmente prima di andare a dormire. Consumare proteine animali soprattutto a pranzo e preferire legumi e carboidrati complessi alla sera, perché sono più facilmente digeribili e perché mantengono regolari le oscillazioni dell’insulina e del glucosio nel sangue durante il sonno”.

 

Maria Cristina Valsecchi

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