Viaggiare in gravidanza: come partire serene col pancione
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Viaggiare in gravidanza, partire serene per le vacanze

Viaggiare in gravidanza, partire serene per le vacanze

Quale meta scegliere per viaggiare in gravidanza? E quale mezzo usare? L’auto, il treno o l’aereo? Capita spesso, quando si vuole viaggiare in gravidanza, che le domande si moltiplichino e molte cose che prima si facevano senza alcun problema suscitino ora qualche perplessità. Ma se la gravidanza è fisiologica e non ci sono complicazioni tali da imporre il riposo assoluto si può andare praticamente dappertutto, seguendo semplici regole dettate dal buon senso. Ecco, di seguito, qualche risposta ai dubbi più comuni.

1. Qual è il periodo più adatto per viaggiare in gravidanza?

Ogni gestazione è un’esperienza a sé. Ci sono future mamme che vivono benissimo i primi mesi dell’attesa e con più fatica gli ultimi. Altre, invece, che iniziano la gestazione con qualche disturbo e poi trascorrono il resto dei mesi in modo fantastico. Di solito, si può viaggiare sempre, tenendo però in considerazione che il primo trimestre è il periodo più delicato, perché l’organismo materno deve adattarsi al nuovo assetto ormonale per accogliere l’embrione e spesso si avvertono nausee, che possono sommarsi a quelle che, a volte, si manifestano durante un viaggio.
Il secondo trimestre è la fase in cui la donna sta meglio: l’organismo materno si è ormai adattato alla gravidanza, le nausee sono terminate, il rischio di abortività spontanea è diminuito. La futura mamma ha più voglia di essere attiva e di viaggiare. E ancora, le ansie legate al buon andamento della gestazione sono diminuite e la paura del parto è ancora lontana. Nel terzo trimestre, infine, l’ingombro del pancione e qualche disturbo tipico degli ultimi mesi, come per esempio le gambe gonfie, possono rendere più difficoltosi e lenti gli spostamenti.

2. Meglio mare o montagna in gravidanza?

Se la gravidanza procede bene, la futura mamma è libera di scegliere in base alle sue preferenze. Il mare è perfetto per chi ama il relax al sole, ma anche un po’ di movimento e di divertimento alla sera. In spiaggia, esporre la pelle ai raggi UV stimola la produzione di vitamina D, fondamentale per assorbire al meglio il calcio e il fosforo e rafforzare le ossa.
Il mare, inoltre, agisce come una sorta di aerosol: soprattutto nelle prime ore del mattino sprigiona nell’aria una grande quantità di umidità e iodio, utile per pulire le vie respiratorie e stimolare la funzionalità della tiroide. Fare lunghe passeggiate sul bagnasciuga, con le gambe immerse fino a metà coscia nell’acqua salata, funge invece da eccezionale massaggio, che riattiva la circolazione delle gambe, in gravidanza spesso gonfie e pesanti.

Più adatta alle mamme tranquille e ‘contemplative’, la montagna offre panorami senza dubbio rilassanti, aria pulita e un clima fresco e mai afoso anche in estate (e nessuna zanzara a infastidire alla sera!). Attenzione, però: al mare come in montagna non bisogna esagerare con lunghe esposizioni al sole. Per evitare il rischio di scottature e di cloasma gravidico, un inestetismo frequente nell’attesa, non prendere la tintarella nelle ore più calde della giornata, dalle 11 alle 16, e scherma sempre la pelle con creme anti UV.  Nel borsone da spiaggia o nello zaino da escursione non dimenticare un cappello per proteggere la testa.

3. Qual è l’altitudine massima consentita in gravidanza?

Più si sale in quota, più la concentrazione di ossigeno nell’aria è minore e quando ci si muove diventa più difficoltoso respirare e si avverte una sorta di fame d’aria. Per una futura mamma questo potrebbe aumentare il rischio di una possibile ipossia fetale, con alcuni problemi per il piccolo che cresce nel grembo. Va detto, però, che la fame d’aria si avverte ad altitudini davvero elevate, ma per scrupolo i medici consigliano di non superare i 1.500, massimo 1.700 metri di quota, a seconda dello stato di salute della donna e dell’altitudine in cui vive abitualmente.
In più, sopra questa soglia c’è il rischio che la pressione arteriosa salga un po’. Quindi, meglio non soggiornare molto in alto ed evitare località troppo isolate, in modo che possa essere più facile e veloce, in caso di necessità, raggiungere un ospedale a valle.

4. Si può prendere l’aereo in gravidanza?

Sì, l’aereo è il mezzo più sicuro per affrontare un lungo viaggio, perché non crea vibrazioni che, al contrario dell’auto, possono stimolare la contrattilità uterina. Durante il volo, la cabina è pressurizzata e il rischio che la futura mamma abbia uno sbalzo di pressione è davvero remoto.
Se al momento della prenotazione o del check-in c’è la possibilità di scegliere il posto, meglio optare per quello vicino al corridoio. In questo modo si ha maggiore libertà di movimento e ci si può alzare almeno ogni mezz’ora per fare qualche passo e sgranchirsi la gambe, senza disturbare gli altri passeggeri. Camminare un pochino è fondamentale per evitare la cosiddetta “sindrome della classe economica”, il rischio che, a causa della stasi venosa dovuta a una posizione seduta tenuta a lungo, possano formarsi dei trombi. Per riattivare la circolazione anche da sedute, basta eseguire semplici esercizi di stretching stirando e roteando i piedi. Anche se in estate non sono l’ideale, durante il voli lunghi è consigliabile indossare calze a compressione graduata, per ridurre l’accumulo di liquidi nelle gambe e favorire la circolazione. Poiché i piedi tendono a gonfiarsi, è consigliabile indossare scarpe comode, meglio se aperte: ideali i sandali con chiusura regolabile.

5. Si può andare in nave in gravidanza?

Se si tratta di prendere traghetti per brevi spostamenti anche di qualche ora per raggiungere qualche isola, non ci sono problemi. Meglio evitare, invece, le vacanze in crociera: primo perché a causa del moto ondoso le nausee potrebbero manifestarsi con maggiore facilità. Secondo, perché a bordo della nave c’è solo un medico generico e, in caso di emergenza, non è detto che sia in grado di assistere un parto… in alto mare.

6. Come organizzarsi per i viaggi in auto in gravidanza?

Il mezzo privato è, di certo, il più comodo per spostarsi in autonomia, senza essere soggetti a vincoli di giorni e orari. Inoltre, consente di fare soste frequenti per rilassarsi un po’, muovere qualche passo e… andare in bagno.
È preferibile viaggiare in gravidanza durante le ore più fresche della giornata e avere sempre a portata di mano un paio di bottiglie d’acqua. Per una partenza intelligente, che permetta di evitare il rischio di rimanere intrappolate nel traffico sotto il sole cocente, prima di chiudere casa è buona regola informarsi sulle condizioni della viabilità in tempo reale visitando il sito www.autostrade.it e, se possibile, monitorare la situazione anche in auto, con il telefonino o il tablet. Non dimenticare, poi, di tenere sempre allacciata la cintura di sicurezza: il suo uso è raccomandato anche in gravidanza, con l’accortezza di fare passare le fasce ben al di sopra e al disotto del pancione.

Viaggiare in auto col pancioneCome fare

7. Si può fare qualche giro in moto in gravidanza?

No, viaggiare in gravidanza sulle due ruote è sconsigliato, non solo perché le vibrazioni stimolano la contrattilità uterina, ma soprattutto perché, in caso di incidente stradale, le conseguenze possono essere davvero gravi.

8. Si può viaggiare in treno in gravidanza?

Sì, il treno è uno dei sistemi di trasporto più sicuri in gravidanza. Il suo vantaggio su tutti gli altri mezzi? La sempre gradita possibilità di alzarsi e camminare in corridoio, se il treno non è affollato, ogni volta che lo si desidera.

9. Come alleviare la nausea, a volte accentuata dal mal d’auto in gravidanza?

Per contrastare questo fastidioso disturbo, tieni sempre in borsetta, a portata di mano, dello zenzero caramellato oppure alcuni pacchetti di cracker o dei biscotti secchi da sgranocchiare.
La nausea può essere controllata anche indossando i bracciali in tessuto elasticizzato Sea Band. Nella parte interna hanno un bottoncino, che va posizionato sul punto P6 (al centro della superficie interna dell’avambraccio, tra i due tendini), riconosciuto come punto elettivo per la nausea. Anche una goccia di olio essenziale di menta, versata su un fazzoletto e inalata di tanto in tanto, può essere di sollievo.

10. Infine, che cosa non bisogna dimenticare?

Oltre alla carta d’identità o al passaporto valido, è fondamentale mettere nella borsa delle vacanze altri tre documenti. Prima di tutto la tessera sanitaria, necessaria per accedere ai servizi di pronto soccorso in Italia, in Svizzera e nei Paesi dell’Unione europea.
Chi si reca in uno Stato che non fa parte dell’UE, ma è convenzionato con l’Italia, dovrà avere con sé anche un apposito modulo rilasciato dalla Asl che dà diritto alla prestazione delle sole cure urgenti. Nelle nazioni che non hanno accordi con l’Italia, è meglio sottoscrivere un’assicurazione privata. È importante poi viaggiare in gravidanza con la cartella medica, completa di esami ed ecografie fatte ed eventuali terapie, con in evidenza il numero di telefono del ginecologo o dell’ostetrica di fiducia. Infine, non dimenticare la lista degli ospedali e della guardia medica della zona dove andrai a trascorrere le vacanze, completa di indirizzi e numeri di telefono, così da non perdere tempo prezioso in caso di necessità.

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