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12 gennaio 2018

Un libro tattile… per il bimbo che nascerà!

Sono in stoffa colorata e densi di emozioni i libri confezionati dalle future mamme che partecipano al laboratorio di lettura organizzato dalla Biblioteca C. Pavese di Parma. Un appuntamento ormai consolidato che negli ultimi tre anni ha accompagnato tante donne in dolce attesa verso l'incontro con il loro bebè

Un libro tattile... per il bimbo che nascerà!

Parte dal settimo mese di gravidanza il laboratorio in biblioteca per future mamme e comprende quattro incontri a cadenza settimanale. Il titolo è significativo e particolarmente azzeccato: “È da tanto che ti aspetto”. Sì, perché ogni futura mamma, nel libro tattile che confeziona per il suo bambino, racconta proprio quell’attesa che inizia ancor prima della gravidanza, con il desiderio di un bimbo, con il sogno di diventare mamma.

Il racconto di una storia unica

Nel libro dedicato al proprio piccolo, ogni mamma in attesa racconta le emozioni provate di fronte alle due lineette di un test di gravidanza positivo, le emozioni della notizia condivisa con il futuro papà e poi dell’annuncio dato alle persone più amate, i parenti, gli amici più cari… C’è tanta storia racchiusa in un piccolo libro, tanta vita, desideri, paure, aspettative e sogni, condensate in poche parole ricamate, nei disegni, nei nastri di raso e tulle di sei pagine di stoffa morbida e colorata. Alcune mamme trovano spazio anche per alcune immagini: le loro foto, della futura mamma, del futuro papà, della casa dove il bimbo è atteso, del suo futuro compagno a quattro zampe… C’è chi vuole ricordare il primo incontro con cui tutto ha avuto inizio, l’amore di due cuori che è sbocciato nell’attesa di una nuova creatura, c’è chi si concentra sul bambino o sulla bambina in arrivo e sui sentimenti che circondano questa attesa. “I cartamodelli e le istruzioni per confezionare il libro tattile sono gli stessi, ma non c’è un libro uguale all’altro”, considera Mariaflores Tagliavini, la bibliotecaria di Parma che ha ideato questo laboratorio e ne conduce gli incontri. “Perché in ogni libro ci sono le emozioni, uniche ed irripetibili, della futura mamma che lo ha creato”.

Un tempo da dedicare all’attesa

Ma come è nata l’idea di un laboratorio di lettura dedicato alle future mamme? “Un tempo si confezionava a mano il corredo per il nascituro, erano tante le ore dedicate al pensiero del bambino che stava crescendo nel pancione, immaginando la futura vita insieme” considera Mariaflores Tagliavini. “Oggi molte donne in dolce attesa non hanno quasi il tempo per fermarsi a riflettere sull’esperienza che stanno vivendo. La società impone ritmi serrati anche alle future mamme, si chiede efficienza e produttività fino all’ultimo momento”. Tanto che l’idea diffusa è che per essere in gamba si debba riuscire a fare tutto “come se non si fosse incinta”. Un vero peccato, dato che la gravidanza è un’esperienza unica nella vita di una donna (soprattutto oggi, dato che in Italia sono sempre più numerosi i figli unici) e merita sicuramente di essere assaporata, di trovare tempi e spazi per fermarsi e semplicemente mettersi in ascolto. Delle proprie sensazioni, del proprio bambino.

“Il nostro laboratorio vorrebbe offrire quel tempo e quello spazio alle future mamme, rappresenta un’opportunità per rallentare, per concentrarsi su se stesse”, dice Mariaflores Tagliavini. “Mentre decide cosa inserire nel suo libro, cosa è importante per lei, cosa vorrebbe raccontare al suo bambino, la donna ha l’occasione per fermarsi a riflettere, per fissare emozioni e desideri di cui altrimenti lei stessa dopo la nascita del bambino non potrebbe conservare un ricordo preciso, perché sono sensazioni peculiari di questa esperienza, di questo momento della vita”.

Un libro da leggere insieme

La particolarità del progetto della biblioteca parmense è il coinvolgimento del bambino stesso, destinatario di questo dono speciale che un giorno potrà sperimentare la bellezza della lettura condivisa con i genitori, partendo proprio da queste pagine confezionate con amore solo per lui. Il libro creato durante il laboratorio sarà il primo libro che la mamma potrà leggere al suo bambino quando, verso il sesto mese di vita, verrà il momento per prendere confidenza con i libri e con la lettura.

“Le mamme che hanno partecipato al laboratorio sono invitate a tornare in biblioteca con il loro bambino”, spiega infatti Mariaflores Tagliavini. “Un’occasione per loro per ritrovarsi, condividere esperienze legate al loro nuovo vissuto di neomamme e muovere i primi passi nel mondo della lettura con i loro bambini. Quando il piccolo ha sei mesi la mamma volta le pagine e pronuncia il nome degli oggetti rappresentati. Con la crescita del bambino crescono anche le storie, per cui la mamma, partendo dalle immagini può arricchire il racconto con dettagli sempre nuovi”.

E dopo il primo libro… ne verranno molti molti altri, per accompagnare e favorire lo sviluppo cognitivo, emotivo, linguistico del bambino e, soprattutto, per rafforzare la relazione tra genitori e figli. Perché il momento della lettura condivisa è prima di tutto un momento di relazione affettiva: quando il genitore legge o racconta per il suo bambino, il messaggio trasmesso forte e chiaro è che gli vuole bene.

La potenza della voce materna

In occasione del primo incontro del laboratorio non si inizia a lavorare al libro, ma si introduce un concetto fondamentale: il bimbo che sta crescendo nel grembo materno è in ascolto e la voce della mamma è quella che conosce meglio e preferisce ad ogni altra. Già prima di nascere.

“La voce della mamma è un’alleata potente della relazione tra madre e figlio ed è importante che lei ne sia consapevole”, sottolinea Mariaflores Tagliavini. “Il bimbo impara a riconoscerla negli ultimi mesi dell’attesa e subito dopo la nascita la distingue da qualunque altra voce. Quando la mamma gli parla, canta per lui, recita una filastrocca o, semplicemente, gli dice quanto lo ama, il bambino si sente bene, si sente al sicuro”.

La voce della mamma è garanzia di benessere, è la promessa che anche in questo mondo nuovo e sconosciuto si potranno ritrovare le sensazioni di calore, contenimento e rassicurazione, sperimentate nella vita prenatale.

Libro tattile: come si realizza

E veniamo al nostro libro. Al termine del primo incontro la bibliotecaria distribuisce alle partecipanti il cartamodello che servirà come base per tagliare i rettangoli di stoffa destinati a diventare le pagine del libro. I rettangoli di stoffa dovranno essere doppi, per poterli imbottire, in modo tale che ogni pagina abbia uno spessore di alcuni millimetri. Ogni pagina ospiterà poi ricami, applicazioni in feltro di colore diverso, nastrini, bottoni, foto… Ma non si pensi che per poter partecipare a questo progetto sia indispensabile saper cucire e ricamare. “Molte future mamme non sono capaci di cucire e si fanno aiutare da una nonna, una zia o una sarta per assemblare le pagine”, conclude Mariaflores Tagliavini. “Ma il progetto del libro è loro, e soltanto loro. Sono loro che stabiliscono cosa inserire in ogni pagina, quali parole ricamare nella copertina, quali emozioni raccontare al loro bambino”.

Per saperne di più

Per le future mamme di Parma e dintorni che desiderano saperne di più a proposito di questo progetto il riferimento è la biblioteca C. Pavese con sede in via Newton 8 (tel. 0521/493345).

Chi desidera confezionare un libro per il suo bimbo, ma abitando lontano da Parma non ha la possibilità di partecipare al laboratorio, può cercare suggerimenti e istruzioni pratiche nel web digitando “libri tattili per bambini” in un motore di ricerca. Su youtube sono presenti anche numerosi video-tutorial che mostrano come procedere.

Infine, se l’idea vi piace provate a parlarne con i bibliotecari della vostra città affinché si mettano in contatto con la biblioteca di Parma. Sarebbe bello se questi laboratori venissero organizzati anche in altre località!

 

Giorgia Cozza

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