Trattamento craniosacrale, per uno stato di benessere
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Trattamento craniosacrale, per uno stato di benessere

Trattamento craniosacrale, per uno stato di benessere

Forma di terapia nata negli anni ’30 del Novecento, il trattamento craniosacrale biodinamico permette di raggiungere uno stato di quiete diffusa e di entrare in profonda sintonia con il bambino nel pancione. “È un metodo che contribuisce ad attivare un campo energetico di fiducia e serenità intorno al feto, favorisce la sua corretta posizione in vista della nascita, migliora le situazioni di ansia e tensione e aiuta la futura mamma a prepararsi al parto in maniera attiva”, spiega l’operatore Gianni Gaudenzio. Ecco di che si tratta e quali sono i benefici.

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Che cos’è?

“Il trattamento craniosacrale è un metodo olistico non invasivo che ha come obiettivo primario l’attivazione delle forze della salute già presenti nel nostro corpo. Nasce in seguito alle osservazioni del medico osteopata americano William Garner Sutherland, che capì come le ossa del cranio non siano bloccate ma si muovano sotto la spinta del liquido cefalorachidiano prodotto nel cervello”, spiega Gianni Gaudenzio. Egli definì “respiro primario” il movimento ritmico (simile a un respiro) del liquor, presente già all’inizio della vita intrauterina, che partendo dall’asse cranio-sacrale si diffonde in tutto il corpo contribuendo a conservare l’elasticità di tutte le strutture corporee e ammortizzando gli stress di natura sia fisica che psichica.

“L’operatore craniosacrale, mediante tocchi delicati e pressioni leggerissime, fa sì che l’onda si irradi omogeneamente in tutto il corpo, soprattutto nelle zone in cui sono presenti blocchi causati da traumi o cicatrici”, dice l’esperto. “Così facendo, genera uno stato di calma profonda, che consente all’organismo di bilanciarsi e armonizzarsi”.

Quali benefici per la donna in gravidanza?

I benefici del trattamento craniosacrale durante l’attesa sono molti. Il corpo della donna, in questa fase, infatti, subisce profonde trasformazioni: la pancia cresce, la colonna vertebrale si modifica, i legamenti si rilassano a causa della nuova situazione ormonale, tutto ciò può favorire la comparsa di dolori lungo tutta la colonna. Le paure connesse al nuovo stato, inoltre, possono procurare insonnia, ansia e tachicardia. Il trattamento craniosacrale, in questi casi, aiuta il corpo e la mente a normalizzarsi e a ritrovare un equilibrio.

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Quali vantaggi per il feto?

“Anche il bambino ne trae giovamento. Il suo sistema neurosensoriale ancora in formazione, durante la gravidanza, scambia importanti informazioni con quello materno. Situazioni di stress,  ansia e rabbia possono influenzarlo: molti studi hanno mostrato quanto la serenità della madre influisca su quella del feto. Una futura mamma in ansia o in affanno crea irrequietezza anche nel bambino”, spiega Gianni Gaudenzio.

“Il sacco amniotico, inoltre, subisce la tensione di un utero contratto o subcontratto. Motivo per cui talvolta il feto fatica a prendere la strada del canale del parto e a completare la sua discesa al momento della nascita (si trova cioè in una posizione extrapelvica che può comportare un parto tardivo e richiedere l’induzione farmacologica) proprio perché trattenuto da fasce materne muscolari contratte”, dice l’esperto.

“Per la stessa ragione, un feto spesso stenta a trovare la posizione giusta e rischia di mantenersi podalico o trasverso, eventualità che comportano la necessità di un taglio cesareo”, continua Gaudenzio. In qualche caso, può accadere anche che il bacino materno non si adatti per tempo alla nuova situazione (quando le spine ischiatiche del bacino e il coccige non modificano la loro posizione): il passaggio fetale allora può rimanere troppo stretto ostacolando la nascita del bambino (per scongiurare il problema, durante il corso preparto, si propongono degli esercizi per allenare il perineo)”.

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Cosa può fare la donna?

Innanzitutto può vivere nel modo più possibile “attivo” la fase che precede il parto: meglio non aspettare che il feto da podalico diventi cefalico senza far nulla quando tarda a girarsi o che il bacino si adatti spontaneamente alla nuova situazione. Il trattamento craniosacrale è un’occasione per prepararsi al parto naturale favorendo tutte le trasformazioni necessarie. Il massaggio permette, inoltre, di sintonizzarsi con il feto. “Durante il trattamento, che coinvolge tutto il corpo, dal cranio alla punta dei piedi, con particolare attenzione al bacino e alle fasce lombosacrali, i bambini si muovono molto anche se il ventre materno viene appena sfiorato”, dice l’esperto. “Le sensazioni sono amplificate e la futura mamma entra in una sintonia profonda con il nascituro”.

di Michela Crippa

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