Tisane da evitare nei nove mesi d'attesa
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Le tisane da evitare nei nove mesi d’attesa

Le tisane in gravidanza possono sembrare un'ottima idea per le neo mamme, ma nascondo gravi rischi. In questo articolo scopriremo quali sono le tisane da evitare assolutamente.

Le tisane da evitare nei nove mesi d'attesa

La gravidanza è un periodo molto particolare e non sempre è facile prevedere l’esatta reazione del fisico all’assunzione dei diversi principi attivi. Senza contare che alcuni di essi possono attraversare la placenta e agire anche sul feto. Per questo, nonostante la loro azione blanda e leggera, è necessaria comunque un po’ di cautela nell’assunzione delle tisane: anzi, la regola vorrebbe che durante il primo trimestre (particolarmente delicato perché è il periodo dell’organogenesi, quello in cui si formano gli organi fetali) si evitasse qualsiasi erba medicinale, allo stesso modo in cui vanno evitati i farmaci che presentano controindicazioni e, comunque, non sono prescritti dal medico per esigenze terapeutiche specifche. Nei mesi successivi può essere senz’altro utile ricorrere alle tisane, ma senza abusarne e sempre su consiglio del medico. In particolare, la scienza ha dimostrato che alcune erbe, più di altre, possono creare problemi durante l’attesa.

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Le tisane da evitare

Ecco le principali, che vanno dunque sempre evitate: Artemisia, Artiglio del diavolo, Borsa di pastore, Celidonia, Consolida, Crespino, Croco autunnale, Ginepro e olio di ginepro, Ginestra, Olio di basilico, Olio di chiodo di garofano, Pulsatilla, Radice di cotone, Ruta, Sassofrasso, Scilla, Senecione, Tanaceto e Vischio.

Le regole per scegliere le tisane in gravidanza

Inoltre, anche quando si scelgono le piante più sicure è sempre bene rispettare tre regole fondamentali:

■ Non sperimentare di propria iniziativa miscugli e ricette nuove;

■ Attenersi alle dosi prescritte e non eccedere con il consumo;

■ Evitare l’assunzione contemporanea di tisane e medicinali tradizionali, che potrebbero originare interazioni indesiderate.

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