Benessere dei capelli e tinta in gravidanza | Dolce Attesa
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Benessere dei capelli e tinta in gravidanza

Si può dire che l’attesa rappresenti un vero e proprio trattamento di bellezza per i capelli: l’aumento di ormoni femminili li rende splendenti come non mai. E se si desidera farsi la tintura in gravidanza? Ecco tutte le risposte

Benessere dei capelli e tinta in gravidanza

I capelli in gravidanza cambiano. Vuoi farti la tinta in gravidanza? La gravidanza è uno dei periodi migliori per la salute della chioma. Superati i primissimi mesi, in cui i capelli possono risentire dell’influenza del progesterone e apparire un po’ più spenti e opachi, una volta che la placenta si è formata si ha un incremento della quantità di estrogeni nell’organismo, che li rende naturalmente più resistenti, nutriti e lucenti.

Shampoo? Meglio un olio

Per mantenere intatta la loro bellezza è meglio rinunciare al tradizionale shampoo schiumogeno, poiché tende ad aprire le squame del fusto, che di conseguenza diventa più poroso, si sfibra e si spezza con facilità. Al suo posto, è meglio utilizzare un olio lavante: contiene oli solubili in acqua che legano a sé le impurità e lavano via lo sporco. Se ne mette un cucchiaio sul palmo della mano, si massaggia bene sul cuoio capelluto emulsionandolo con un po’ d’acqua e si sciacqua: il capello resta compatto, pulito e assolutamente non untuoso.

Balsamo: solo se serve

Se si usa l’olio lavante, non occorre applicare il balsamo, che è invece indispensabile con i detergenti tradizionali. Il balsamo richiude le squame aperte dallo shampoo e riveste il fusto con un film protettivo. In più, neutralizza le cariche elettriche negative presenti negli  schiumogeni, rendendo subito i capelli più docili e non elettrizzati. Una volta ogni tanto, al posto del balsamo applica una maschera, che è un po’ più densa e concentrata e quindi svolge un’azione più nutriente, specie se si lascia agire per qualche minuto avvolgendo la chioma con della pellicola trasparente.
Un  consiglio della nonna? Fare il risciacquo finale con acqua naturale, cui va aggiunto un cucchiaio di aceto di mele: in questo modo, si eliminano i residui calcarei e il capello acquista luminosità.

Phon: usalo nel modo giusto

Dopo il lavaggio, il phon va utilizzato con attenzione, tenendolo a una decina di centimetri di distanza dal capello e a temperature moderate: il calore eccessivo rovina i capelli!

Capelli in estatecome curarli

W proteine e vitamine

Uno degli ingredienti più benefici per la capigliatura sono le proteine. Quando si acquista un prodotto conviene controllare che contenga collagene (che è appunto una proteina), ma anche miglio, frumento, grano, che sono ricchi di aminoacidi, ma anche vitamina B5 o pantenolo, che ha un’azione nutriente e fissa più a lungo il colore.

Tintura in gravidanza &Co.

Come regolarsi, invece, se compare qualche capello bianco e si desidera tingere i capelli? Insomma, è possibile usare la tintura in gravidanza?
In ambito scientifico non sono mai stati effettuati test specifici su donne in attesa, tuttavia in letteratura non è mai stata segnalata teratogenicità (aborti, nascite premature o malformazioni congenite) legata all’utilizzo di tinture. D’altra parte bisogna considerare che la cute non è impermeabile e anche lo strato corneo, che è quello più esterno, è costituito da cellule che non sono “morte”, ma mantengono un’attività metabolica vivacissima. Questo significa che tutto ciò che vi applichiamo interagisce con la cute: lo dimostra fatto che la pelle viene utilizzata come organo diffusore di sostanze (si pensi ai cerotti contraccettivi o a quelli che veicolano farmaci antinfiammatori). La tintura è un processo chimico piuttosto “forte”, che prevede l’ossidazione del capello, effettuata tramite ammoniaca e/o acqua ossigenata, sulla quale agisce la pigmentazione, che avviene grazie ad alcune sostanze coloranti, che variano a seconda della tinta. Il prodotto viene applicato sia sul fusto sia sul cuoio capelluto.

Nel corso degli anni, le formulazioni dei prodotti sono notevolmente migliorate e le tinture oggi utilizzate sono decisamente più delicate rispetto ad alcuni decenni fa. Senza contare che il solo fatto che certe sostanze siano presenti in un cosmetico e che il cosmetico sia in commercio significa che il prodotto è risultato conforme alle rigorose disposizioni stabilite dalla legge 713/86 emanata dal Governo Italiano e recepita in tutta Europa, in cui sono contenuti gli elenchi delle sostanze ammesse in cosmesi, di quelle vietate e di quelle consentite solo fino a certe concentrazioni, ben specificate dalla legge stessa.

Tinta in gravidanza: meglio dopo il terzo mese

La tintura in gravidanza è un trattamento che si esegue al massimo tre-quattro volte durante i 9 mesi, quindi il tempo in cui il prodotto resta in  contatto con il cuoio capelluto è assai limitato e, se l’applicazione viene effettuata su cute integra (come viene sempre raccomandato in etichetta), l’assorbimento sistemico è davvero minimo e assolutamente non tale da arrecare danni, né alla futura mamma né al feto. Solo per un eccesso di precauzione si può consigliare di lasciar passare i primi tre mesi, che sono quelli in cui si forma l’embrione. Per il resto, non è il caso di rassegnarsi per tutta l’attesa a veder comparire i capelli bianchi!

No alle sostanze irritanti

In questo periodo è comunque preferibile evitare tinture contenenti sostanze potenzialmente irritanti per il cuoio capelluto, come ammoniaca, resorcina, PFD (parafenilendiamina), che in soggetti predisposti potrebbero provocare dermatiti. A maggior ragione perché in gravidanza la pelle è più sensibile e potrebbe andar soggetta più facilmente a irritazioni, che richiederebbero un uso di farmaci che nei nove mesi – e specialmente nel primo trimestre – vanno sempre usati con parsimonia. Per questo rechiamoci da un parrucchiere di fiducia, informandolo del nostro stato e chiediamogli di applicare i prodotti più delicati che ha a disposizione.

Colorazioni fai da te: solo di qualità

Come regolarsi se, invece, si preferiscono trattamenti casalinghi? Segui queste dritte:

  • acquistare la tinta solo in canali di vendita ufficiali, scegliendo aziende cosmetiche note
  • mai fidarsi di prodotti da bancarella o di marca anonima
  • leggere l’etichetta del prodotto: la mancanza di ammoniaca o di altri composti chimici è ben segnalata sulla confezione. Certe sostanze, ad esempio, sono assenti nelle cosiddette colorazioni dirette o tinte ad acqua, che hanno un minore effetto coprente e scaricano la tinta dopo pochi lavaggi, ma sono sicuramente meno aggressive rispetto alle tradizionali tinture permanenti e quindi possono rappresentare un buon compromesso durante i nove mesi.

 Le alternative naturali

Un’alternativa naturale sono invece le tinture vegetali. Quella classica è a base di henné, che viene spesso miscelato con altri pigmenti naturali, come mallo di noce, tè, mirtillo, betacarotenei. Certo, non sono adatte se si desiderano  i capelli biondi, perché le tonalità sono scure o ramate e la colorazione è decisamente meno coprente e meno duratura, ma hanno il vantaggio di avere un effetto trattante, che regala una capigliatura più lucente.

Colpi di sole e permanente: concessi o vietati?

Colpi di sole

  • non c’è alcun problema perché, a differenza delle tinture, che vengono applicate anche sul cuoio capelluto, i colpi di sole vanno a decolorare solo il fusto, che è composto da cheratina “morta”, e non toccano il bulbo, che è la parte vitale dove arrivano i capillari. Il problema dell’assorbimento cutaneo, quindi, non si pone.

Permanente

  • sconsigliata e non per problemi di tossicità, ma perché è in assoluto il trattamento più stressante per i capelli, poiché intacca la struttura cheratinica agendo sullo zolfo naturalmente presente all’interno del fusto.

Trattamenti stiranti

  • permanenti noti come “stiratura brasiliana” o “stiratura alla cheratina”: sconsigliati, utilizzano cessori di formaldeide, ossia sostanze in grado di rilasciare formaldeide, che è un composto sicuramente cancerogeno.

Di solito i capelli in gravidanza, così come  la pelle, migliorano. Dopo i primissimi mesi (in cui possono apparire più spenti a causa del nuovo assetto ormonale attivato dalla gravidanza) i capelli, in particolare, appaiono più luminosi e vigorosi. Per mantenere intatta la loro bellezza vi consigliamo poche e semplici mosse.

  • Al posto dello shampo utilizza un olio lavante, efficace per togliere lo sporco senza seccare o aprire le squame di cui è composto il capello.
  • Ricorri al balsamo se serve. Se usi l’olio lavante, non occorre applicare il balsamo, utile invece in caso di lavaggio con shampo per richiudere le squame, rivestire il fusto con un film protettivo e neutralizzare le cariche elettriche negative presenti negli schiumogeni. Alterna l’utilizzo del balsamo con quello di una maschera nutriente.
  • Per il risciacquo finale utilizza l’acqua naturale con un cucchiaio di aceto di mele: il capello acquista luminosità.
  • Usa il phon tenendolo a distanza di una decina di centimetri dai capelli e ricorda che il calore eccessivo rovina i capelli!
  • Evita l’assunzione di viatmina B, normalmente prescritta a chi ha problemi di caduta dei capelli, soprattutto nei primi tre mesi. Ricorri piuttosto a prodotti che contengano collagene (una proteina), ma anche miglio, frumento, grano e vitamina B5 o pantenolo.

Tinture, henné, colpi di sole e permanenti: ecco come ti devi comportare

  • Se compare qualche capello bianco, ricorri pure alla tintura, magari non proprio nei i primi 3 mesi di gravidanza (quelli in cui si forma l’embrione). Utilizzza prodotti sicuri e delicati, da applicare quando la cute è integra. Evita tinture contenenti sostanze potenzialmente irritanti per il cuoio capelluto, come ammoniaca, resorcina, PFD (parafenilendiamina): in gravidanza la pelle è più sensibile e curare farmacologicamente un’irritazione in questo periodo potrebbe essere un po’ più complesso. Se opti per un trattamento fai da te, ricorri ai prodotti di aziende cosmetiche note, leggendo bene l’etichetta sulla confezione: verifica l’assenza di ammoniaca o di altri composti chimici. Via libera invece alle tinture vegetali, come quella a base di henné.
  • Quanto ai colpi di sole, massima tranquillità perché, a differenza delle tinture, agiscono e decolorano solo il fusto el capello, che è composto da cheratina “morta”, e non toccano il bulbo, che è la parte vitale dove arrivano i capillari, e il cuoio capelluto.
  • Rimanda invece la permanente perché, benché non sia tossica, è in assoluto il trattamento più stressante per i capelli. Anche i trattamenti stiranti permanenti (“stiratura brasiliana” o “stiratura alla cheratina”) sono sconsigliati, visto che ricorrono a sostanze in grado di rilasciare formaldeide, che è un composto sicuramente cancerogeno.
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