Tacchi alti in gravidanza: sì o no? | Dolce Attesa
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Tacchi alti in gravidanza: sì o no?

Bisogna davvero rinunciare a sfoggiarli durante i mesi dell'attesa?

Tacchi alti in gravidanza: sì o no?

Ci sono donne che camminano comodamente sui tacchi e continuano a farlo anche durante  la gravidanza, altre che, invece, proprio non li tollerano e li abbandonano sin dalle prime settimane.
In effetti, durante i mesi dell’attesa  la  postura cambia: man mano che  l’utero cresce, il baricentro si sposta in avanti, comportando un grosso lavoro di adattamento a carico soprattutto della colonna vertebrale e rendendo più facili i dolori lombari. In questa situazione, indossare scarpe con tacchi alti può diventare una fatica in più.

Verso la fine del secondo trimestre, se gà non l’avevi fatto prima, potrebbe essere dunque il momento di dire addio alle tue calzature preferite e adottarne altre più comode.

Secondo trimestreI mesi più belli

Per evitare il rischio di cadute, ma anche per favorire il benessere quotidiano dei piedi e della schiena. Il suggerimento è di indossare preferibilmente scarpe con le seguenti caratteristiche:

  • dalla foggia “comoda”, dal pellame morbido o di un materiale comunque confortevole, traspirante e sano,
  • dalla pianta larga, meglio se senza lacci e facili da infilare senza l’ausilio delle mani (negli ultimi mesi il pancione potrebbe impedirtelo),
  • con una punta non troppo stretta, per non ostacolare la circolazione degli arti inferiori,
  • senza tacchi a spillo,
  • che non siano troppo basse: l’ideale è che abbiano un tacco di  tre  o quattro centimetri.

Intendiamoci: non si tratta di regole e divieti assoluti. Per un’occasione importante – un matrimonio, una serata speciale – le scarpe coi tacchi si possono utilizzare ma, soprattutto via via che l’attesa prosegue, conviene prediligere per tutti i giorni calzature con le caratteristiche sopra descritte. Questo non significa certo rinunciare alla propria femminilità!

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