Sport in gravidanza: sì ma con qualche cautela
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Sport in gravidanza: fa bene e non aumenta i rischi di parto pretermine

Tranne che per le gravidanze a rischio, fare attività fisica nei nove mesi è raccomandato, ma alcune precauzioni in questo periodo sono obbligatorie

Sport in gravidanza: fa bene e non aumenta i rischi di parto pretermine

Sì all’attività fisica durante l’attesa. Secondo uno studio della Thomas Jefferson University, pubblicata sull’American Journal of Obstetrics and Gynecology, il movimento favorisce il benessere di mamma e bambino, riduce i rischi di parto cesareo e non aumenta quelli di nascita pretermine.

I migliori sport in gravidanzaAscolta l'esperta

I ricercatori americani hanno confrontato i risultati di 9 studi in cui erano state esaminate oltre duemila donne in gravidanza: la metà di queste aveva fatto esercizio per 35-90 minuti, 3 o 4 volte alla settimana, per un totale di 10 settimane. La parte restante, invece, non aveva svolto alcuna attività fisica.

Ebbene, nelle donne che avevano praticato sport non si è registrato alcun aumento delle nascite pretermine. Inoltre, si è ricorso meno al taglio cesareo (17 per cento contro il 22 per cento) e si è registrata una pressione arteriosa inferiore: fattore importante per evitare la gestosi e per limitare le possibilità di sviluppo del diabete gestazionale.

Via libera quindi all’attività fisica in gravidanza?

“Sì, ma con qualche cautela. Questi risultati confermano che, a differenza di quanto si pensava un tempo, lo sport durante l’attesa fa bene e va promosso. La gravidanza però dev’essere fisiologica e dev’esserci il benestare del ginecologo”, dice Federica Pasi, dirigente medico di primo livello presso il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano. “Sono molti, infatti, i benefici dell’attività fisica: favorisce l’ossigenazione di mamma e bambino, rende la muscolatura più tonica (e quindi previene il mal di schiena e prepara al parto vaginale), migliora la circolazione del sangue, riduce la pressione arteriosa e limita il rischio di trombosi (tenendo conto che la gravidanza è una condizione di aumentato rischio). E ancora: aiuta a controllare l’eccessivo aumento di peso corporeo e, non ultimo, provoca il rilascio di endorfine, i cosiddetti i ormoni del benessere, a tutto vantaggio di mamma e bambino”.

Quando è controindicata?

“Ci sono condizioni in cui l’attività fisica in gravidanza va evitata: ad esempio, in tutti i casi in cui si rende necessario indurre il parto o programmare un cesareo prima della scadenza. Succede in presenza di placenta previa (cioè quando la placenta si inserisce nella parte bassa dell’utero coprendo parzialmente o interamente l’orifizio uterino): il rischio di sanguinamento, in queste condizioni, è troppo alto per cui si consiglia alla futura mamma di stare a riposo. La placenta previa, inoltre, è un’indicazione assoluta al taglio cesareo che viene programmato per evitare che le contrazioni causino emorragie”, dice l’esperta.

“Anche in caso di preeclampsia (patologia che si manifesta con rialzo della pressione e presenza di proteine nelle urine) l’attività fisica è da evitare: se è vero, infatti, che nella donna già ipertesa prima della gravidanza o in quella normotesa il movimento previene il rialzo eccessivo della pressione, in caso di preeclampsia manifesta può essere invece controproducente”, dice Federica Pasi. “Pure in questa eventualità, si preferisce indurre il parto o programmare un cesareo perché la patologia è pericolosa per mamma e bambino”.

L’attività fisica in gravidanza è controindicata, inoltre, in presenza di una minaccia di parto pretermine. “In alcuni casi, può esserci una familiarità: quando più donne della stessa famiglia hanno partorito prematuramente (e se la futura mamma stessa è stata partorita prima del tempo) il rischio è maggiore”, spiega Federica Pasi. “La minaccia di parto prematuro può essere, inoltre, associata a un’infezione vaginale (ad esempio una vaginite) o a un’infezione delle vie urinarie (ad esempio una cistite): per questo, in presenza di batteri nelle urine si tratta la donna con antibiotico, anche quando non presenta nessun sintomo”.

Quali sono gli sport permessi e quelli sconsigliati?

“Tra le pratiche consigliate in gravidanza c’è la camminata a passo sostenuto, l’acquagym, lo yoga, il pilates, il nuoto”, spiega Federica Pasi. “Meglio evitare gli sport, invece, che prevedono lo scontro fisico o che possono provocare cadute o traumi addominali: ad esempio le arti marziali, lo sci, l’equitazione, il basket, la pallavolo e il tennis”.

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Quali cautele adottare?

“Per prima cosa è bene tener conto del proprio stile di vita prima dell’avvio della gravidanza. Se non si ha mai praticato sport, non si può pensare di sottoporsi a chissà quali sessioni”, dice l’esperta. In questo caso, ci si può accontentare di fare delle passeggiate. Se, al contrario, si è molto allenate, attenzione a non pretendere troppo da se stesse. “Durante l’attesa è importante ridurre il carico di lavoro e prestare attenzione alla propria frequenza cardiaca visto che il cuore, in queste condizioni, deve ‘battere per due’. Mentre si fa attività fisica, allora, il consiglio è di mantenere una frequenza cardiaca tra i 130 e i 140 battiti al minuto. Non di più”, dice Federica Pasi.

È fondamentale poi ascoltare il proprio corpo. “La tollerabilità allo sport in gravidanza, infatti, varia molto da persona a persona. Se insorgono dei fastidi mentre ci si muove (ad esempio se compare il mal di pancia), è meglio ridurre (ad esempio camminare per 1 km anziché per 3 km) o sospendere del tutto. Senza voler strafare, comunque, il consiglio è di non rinunciare all’attività fisica tenendo conto di quelle che sono le proprie possibilità”.

di Michela Crippa

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