Russare in gravidanza: perché accade?
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Russo: perché?

Oggi, 17 marzo, è la Giornata mondiale del sonno. Dormire bene è importante, soprattutto in un periodo impegnativo come la gravidanza. Talvolta, però, le notti sono turbate da qualche "intoppo"...

Russo: perché?

In gravidanza il 25-30% delle future mamme, soprattutto nel terzo trimestre, manifesta transitoriamente questo disturbo. Di solito, russare non infastidisce tanto chi ne soffre quanto il partner che dorme accanto, a meno che il problema non sia così accentuato da ostacolare la respirazione e compromettere il riposo notturno.

Dopo il parto può risolversi

“Il fenomeno è legato all’aumento di peso della donna in attesa e alla presenza del pancione che, sollevando il diaframma, comprime i polmoni”, spiega Alessandro Caruso, ordinario di ginecologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Inoltre, il progesterone ha l’effetto di rilassare la muscolatura liscia delle vie aeree durante il sonno. “Se il disturbo è di lieve entità, spesso la diretta interessata non se ne accorge neppure e non c’è ragione di preoccuparsi o intervenire in alcun modo: si risolverà in modo spontaneo dopo il parto”. A volte il russamento è dovuto alla cosiddetta ‘rinite gravidica’, la congestione delle mucose nasali provocata dall’azione degli ormoni estrogeni, un fenomeno che riguarda il 60% delle future mamme e si accentua, per ovvi motivi, nella stagione delle infezioni respiratorie. In questi casi possono giovare l’uso del cerotto nasale, lavaggi con soluzione fisiologica e nebulizzazioni di acido ialuronico ad alto peso molecolare, che non ha controindicazioni in gravidanza. Sono controindicati, invece, gli spray nasali decongestionanti che provocano vasocostrizione dei capillari della mucosa, perché possono interferire con la circolazione sanguigna nella placenta.

Russare in gravidanza: la prevenzione conta

La dieta quotidiana, il controllo del peso e la posizione assunta durante il riposo notturno possono contribuire a tenere sotto controllo il disturbo, alleviandone il disagio. Ecco alcune indicazioni. Russamento, apnee notturne, difficoltà di addormentamento e risvegli bruschi sono correlati al sovrappeso. “Chi programma una gravidanza dovrebbe regolare il proprio peso prima del concepimento, anche per prevenire complicazioni associate al sovrappeso, come il diabete gestazionale e l’ipertensione gravidica”. “Di norma, è bene coricarsi su un fianco, per evitare che il peso dell’utero comprima i vasi sanguigni dell’addome e ostacoli la respirazione”, dice Alessandro Caruso. “È consigliabile dormire in questa posizione fin dall’avvio della gravidanza e ancor più è raccomandato dal sesto mese in poi”. Tosse e disturbi della respirazione nel sonno possono avere origine anche dal reflusso gastroesofageo, che infiamma la mucosa dell’esofago. Per prevenirlo è consigliabile consumare un pasto leggero alla sera e non distendersi subito dopo avere mangiato, ma fare due passi per favorire la digestione.

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Col fiato sospeso

Un po’ di attenzione è necessaria, invece, se il russamento è tanto intenso da provocare notti agitate, risvegli improvvisi con sobbalzi nel letto e difficoltà a riprendere sonno. “In questi casi, che sono però abbastanza rari, non si parla di semplice russamento ma di apnea ostruttiva, un disturbo caratterizzato dal collasso delle vie aeree superiori che provoca l’interruzione del respiro e una condizione di apnea protratta per diversi secondi”, spiega il ginecologo. “L’apnea è responsabile di minore ossigenazione e aumento della concentrazione di anidride carbonica nel sangue. In teoria la minore ossigenazione del sangue materno potrebbe nuocere al nascituro, ma la letteratura medica non riporta alcuna evidenza di un danno di questo tipo legato alle apnee ostruttive”. Alcuni studi hanno però evidenziato una correlazione tra disturbi della respirazione notturna in gravidanza e rischio di preeclampsia. “Due sono i meccanismi che potrebbero giustificare questa correlazione”, dice Caruso. “In primo luogo, le future mamme che soffrono di apnee ostruttive notturne nella maggior parte dei casi sono in forte sovrappeso e il sovrappeso è un fattore di rischio per complicazioni della gravidanza, come il diabete gestazionale, l’pertensione e la preeclampsia.  Inoltre, le apnee nel sonno sono causa di stress per l’organismo e inducono il rilascio di corticosteroidi che, a loro volta, innalzano la pressione sanguigna e favoriscono ipertensione e preeclampsia. Non è del tutto corretto, dunque, dire che le apnee causano preeclampsia, ma i due disturbi sono correlati”. Ecco perché è molto importante in questi casi arrivare a una diagnosi del problema e adottare provvedimenti mirati. “Spesso il primo ad accorgersi che la futura mamma trattiene il fiato nel sonno è il partner che divide il letto con lei”, dice il ginecologo. “Avvertita del problema, la donna può rivolgersi al proprio medico curante per avere l’indicazione di uno specialista oppure direttamente a un centro per la salute del sonno”. L’esame strumentale che permette di diagnosticare con certezza l’apnea ostruttiva è il monitoraggio cardiorespiratorio notturno, cioè la misurazione durante il sonno della frequenza cardiaca, del flusso aereo respiratorio e della concentrazione dell’ossigeno nel sangue.

Maria Cristina Valsecchi

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