Quello che le mamme non dicono | Dolce Attesa
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Quello che le mamme non dicono

Quello che le mamme non dicono

 

In rete è molto amata dalle mamme (e non solo), che quotidianamente seguono e partecipano al suo blog Ma che davvero?
Chiara Cecilia Santamaria
(nonché Wonderland) ci racconta come è nata la sua voglia di parlare attraverso Internet con il mondo delle mamme. Incapace di ritrovarsi nell’immagine stereotipata della “brava mamma” ed evitando di prendersi troppo sul serio, ha voluto descrivere con una buona dose di ironia e umorismo le vere cose che capitano a te, alla tua coppia, alla tua vita quando aspetti un bambino, quando lo incontri per la prima volta, quando lo accudisci, quando vuoi che la tua vita continui insieme all’esperienza della maternità. Dal blog è poi nato un libro, intitolato Quello che le mamme non dicono.
Le abbiamo rivolto qualche domanda, per presentarla anche a chi sta per entrare nel fervido mondo delle mamme online.

Le due lineette rosse sul test di gravidanza: uno spartiacque tra un prima e un dopo. Sintetizzi per noi il tuo prima e il tuo dopo?
Beh, il sottotitolo del mio blog e del libro “dal Pampero ai Pampers” mi sembra sia un ottimo riassunto 🙂
Quando sono rimasta incinta avevo appena compiuto 27 anni. Fino al giorno prima vivevo una tranquilla e dissoluta esistenza da 26enne, sperimentando finalmente ampi margini di indipendenza. Pur avendo un misero co.co.pro. potevo contare su un piccolo stipendio ed ero appena uscita di casa. Avevo un sacco di amiche, impegni più o meno mondani tutte le sere e mi ero appena fidanzata. Era davvero un periodo d’oro! Poi, beh, sono arrivate le due lineette sul test accompagnate dall’espressione che dà il titolo al blog: “ma che davvero?”.
Non mi sentivo assolutamente pronta a diventare mamma e ho avuto milioni di dubbi. Alla fine invece eccomi qui, con una Polpetta di quasi 3 anni. Quando la guardo mi sembra ancora incredibile! Questo “dopo” è certamente intenso e faticoso, ma anche pieno di esperienze, emozioni e occasioni che non avrei mai potuto immaginare.

Al quarto mese di gravidanza hai deciso di aprire un blog con il nickname Wonderland: come ti è venuta l’idea?
Il mio co.co.pro. era scaduto, quindi ero ufficialmente “a spasso”. In più non avevo amiche mamme o col pancione come me, quindi mi mancava poter condividere l’esperienza con il mondo esterno. Ho aperto il blog un po’ per raccontarmi e confrontarmi con altre ragazze nella mia stessa situazione, e un po’ per raccontare gravidanza e maternità a modo mio. L’immagine stereotipata della “brava mamma” non mi rispecchiava nemmeno un po’. Non ero sempre felice e zuccherosa. Non facevo progetti per il futuro del mio bambino da lì a venticinque anni. Non ero tra quelle che aveva sempre sognato la cicogna e conosceva il nome dei suoi bambini dall’età di sette anni. Io ero una ragazza un po’ confusa e incasinata, con un bel pancione e la determinazione di dare il meglio alla propria bimba, ma non per questo lontana da dubbi, paure, rimpianti e ripensamenti. E poi, a questi racconti, libri, giornali, idee sull’essere mamma mancavano ironia e divertimento. Le mamme si prendono davvero molto sul serio!

Sul sito Dolce Attesa siamo molto attenti al mondo delle “mamme giovani”. Anche tu lo sei, ti riconosci in qualcuna delle loro problematiche?
Assolutamente, e forse è emblematico che oggi siano considerate mamme giovani quelle che, come me, fanno figli a 27 anni. Il precariato è un grosso problema: si aspetta per consolidare la carriera e per paura di perdere il lavoro. Non posso smentirlo, visto che anche io al quinto mese di gravidanza sono rimasta senza contratto. Sarò sincera: essendo rimasta incinta “a sorpresa” a me frenava anche molto l’idea che diventare mamma volesse dire dire addio non solo alla realizzazione professionale, ma anche a libertà, divertimento, vita di coppia, amicizie. Il luogo comune in fondo è questo: diventi mamma, adesso hai chiuso con la bella vita. Invece ho scoperto che, se da una parte con un po’ di aiuto e organizzazione si può continuare a fare molto – anche se non tutto – dall’altra più il tuo bimbo cresce ed inizi a interagire con lui più è divertente e gratificante “fare la mamma”, anche perché tante cose si possono imparare, fare, scoprire insieme.

Un blog, un libro e una visibilità che forse neanche tu ti aspettavi: potresti parlare ormai di “professione mamma”?
Non credo. La maternità mi ha dato visibilità e grandi soddisfazioni, ma è stato del tutto casuale. Ho molti altri interessi e nel prossimo futuro spero di poterli “esplorare” anche professionalmente.

Ti sei mai chiesta cosa penserà Viola quando leggerà sul tuo blog tutto quello che hai scritto sulla gravidanza, su di lei e su di te?
Prima di pubblicare il libro l’ho fatto leggere a diverse persone, mamme e non, proprio per capire se qualche brano potesse risultare troppo “forte”. Alla fine il giudizio è stato unanime: è un libro molto sincero, ma si capisce che di fondo è una bella storia d’amore tra una mamma e una figlia. Sfatiamo il mito dell’istinto materno immediato: a volte quello con i figli è come un innamoramento, parte in sordina e cresce giorno dopo giorno.

Te la senti di lasciare un “monito” alle future mamme in attesa che ci leggono?
Di solito il mio consiglio è quello di non ascoltare consigli, perché quando diventi mamma inizi a ricevere una valanga di istruzioni, avvertenze e raccomandazioni non richieste. L’unica cosa che mi sento di dire è che chiedere aiuto nei primi mesi di vita del bambino, quando la vita sembra rivoltata da uno tsunami di pianti, coliche e pannolini, non è assolutamente disonorevole. Anzi: a volte lasciare il bimbo a una nonna o una sorella e farsi una serata in coppia o con le amiche “come ai vecchi tempi” è un vero lifting per l’umore.

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