Quanto costa la gravidanza? | Dolce Attesa
apri modal-popupadv apri modal-popupadv

Quanto costa la gravidanza?

Quanto costa la gravidanza per davvero? I costi nelle strutture pubbliche e in quelle private, i comportamenti e le preferenze delle donne italiane incinte

Quanto costa la gravidanza?

La legge italiana garantisce il diritto all’assistenza sanitaria gratuita in gravidanza e durante il parto, eppure per tante donne l’arrivo di un bebè comporta un impegno economico non indifferente.

Spesso gli ospedali e gli ambulatori delle ASL hanno infatti liste d’attesa lunghissime e le future mamme sono costrette a fare ricorso al privato per rispettare le scadenze degli esami previsti nell’attesa. E tanti ginecologi, anche in caso di gravidanza fisiologica, prescrivono alle donne accertamenti che esulano da quelli previsti dalle linee guida ministeriali e gratuiti. Il loro costo ricade sulle dirette interessate.

I costi, nel pubblico e nel privato

  • Assistenza specialistica del ginecologo:

    è gratuita per la donna che si rivolge a una struttura pubblica, costa in media 80-100 euro a visita rivolgendosi a un medico privato.

  • Ecografie ostetriche:

    le tre previste dal protocollo ministeriale sono gratuite se fatte in una struttura pubblica. Di solito, chi si rivolge a un ginecologo privato fa un controllo ecografico nello studio del medico, compreso nel costo della visita. Nel privato, l’ecografia morfologica costa in media 150 euro. 

  • Translucenza nucale e bitest:

    sono offerti gratuitamente dal servizio sanitario pubblico. Nel privato costano in media 100-200 euro.

  • Amniocentesi e villocentesi:

    sono gratuite per le donne di 35 anni o più o in presenza di fattori di rischio genetico. Nel privato, l’amniocentesi con analisi del cariotipo fetale, che consente di diagnosticare eventuali alterazioni cromosomiche, ha un costo che parte da circa 600 euro. La spesa cresce notevolmente se viene chiesta la ricerca di specifiche mutazioni patologiche, come la talassemia o la fibrosi cistica. La villocentesi effettuata privatamente costa in media 1.500 euro.

  • Esami del sangue:

    quelli previsti dal protocollo ministeriale o prescritti nelle gravidanze a rischio sono gratuiti. Eseguiti privatamente, costano in media 50-80 euro. Effettuando in un ambulatorio pubblico esami che esulano dal protocollo ministeriale, si paga il costo del ticket fino a un massimo di 36,15 euro a ricetta.

  • Parto in casa e in casa di maternità:

    laddove non è previsto il rimborso, partorire in casa costa in media 2.000-3.000 euro. Partorire in una casa di maternità privata costa circa 1.500 euro. 

  • Parto in clinica:

    se la clinica non è convenzionata la spesa parte dai 2.000 euro circa e aumenta notevolmente a seconda della sistemazione offerta dalla casa di cura.

  •  Partoanalgesia:

    il costo dell’analgesia epidurale può variare, a seconda delle strutture e dell’entità del rimborso pubblico, tra i 50 e i 250 euro.

Amniocentesi e Villocentesicosa ti rivelano

Ginecologo: alle italiane piace privato

In gravidanza, l’80% delle donne italiane sceglie di pagare di tasca propria l’assistenza di un ginecologo privato piuttosto che rivolgersi a consultori e ambulatori ospedalieri gratuiti. Al contrario, le donne straniere residenti nel nostro Paese fanno ricorso in gran parte all’assistenza sanitaria pubblica, probabilmente per ragioni economiche. Il 75% di loro si rivolge al consultorio di zona o ad altre strutture pubbliche per essere seguite nell’attesa (dati relativi al 2008-2009, Istituto Superiore di Sanità).
Rilevato questo, non si può però certo dire che in Italia ci sia un’assistenza privata di serie A e un’assistenza pubblica di serie B. Le donne che si rivolgono al pubblico si dichiarano poi pienamente soddisfatte e le loro gravidanze risultano in media meno medicalizzate rispetto a quelle seguite da ginecologi privati, con un ricorso minore a esami superflui e una percentuale inferiore di tagli cesarei.

Del privato le donne italiane apprezzano soprattutto la continuità assistenziale: essere seguite per tutta la gravidanza dallo stesso specialista con cui stabilire un rapporto di fiducia personale. Nel pubblico non sempre è possibile soddisfare questa esigenza, per ragioni organizzative.
La situazione cambia da struttura a struttura. Chi si rivolge al consultorio di zona spesso fa riferimento sempre allo stesso ginecologo. Negli ambulatori ospedalieri, invece, è più probabile che la futura mamma venga visitata ogni volta da un medico diverso. Ciò che il pubblico mira a garantire è la continuità nella pratica e nella qualità dell’assistenza: tutti i medici che seguono una paziente devono fare riferimento agli stessi protocolli assistenziali, basati sulle prove di efficacia, e non trasmettere alla donna messaggi discordanti.

Nel privato la futura mamma, in assenza di complicazioni, è libera di farsi seguire da un’ostetrica in alternativa al ginecologo. Anche nel pubblico, diverse strutture offrono oggi questa possibilità e le ostetriche stanno giustamente assumendo sempre maggiore autonomia nella gestione della gravidanza e del parto fisiologico sul modello del Regno Unito e di diversi altri Paesi europei.

L'ostetricaa casa tua per aiutarti

Esami extra e liste d’attesa

Il protocollo del Ministero della Salute per l’assistenza alla gravidanza e al parto prevede l’offerta gratuita di un certo numero di esami diagnostici, quelli giudicati necessari e sufficienti per tutelare la salute della futura mamma e del nascituro se l’attesa è fisiologica. In presenza di complicazioni o condizioni di rischio certificate da un medico del servizio sanitario pubblico, l’offerta gratuita si estende anche ad altre prestazioni. E’ raro però che i ginecologi privati prescrivano alle loro pazienti solo gli esami previsti dal protocollo ministeriale. Spesso ne richiedono altri che comportano il pagamento di un ticket.

Esami diagnosticisono tutti necessari?

Il parto? Meglio in un ospedale pubblico

Quando si tratta di dare alla luce il proprio bimbo, le preferenze delle italiane si ribaltano: l’assistenza pubblica piace molto più di quella privata, tanto che l’88% dei parti avviene negli ospedali pubblici. L’assistenza alla nascita è gratuita anche per quelle che scelgono una struttura privata, ma convenzionata. In questo caso sono a carico della partoriente eventuali spese extra, come la camera singola e i servizi di tipo alberghiero offerti dalla clinica. Nelle case di cura private, invece, tutto è a carico della donna.

L’offerta gratuita dell’analgesia epidurale, che in teoria dovrebbe essere garantita a tutte le mamme che ne facciano richiesta, di fatto in Italia è a macchia di leopardo. Alcune strutture hanno un’équipe di anestesiologi disponibile 24 ore su 24 per soddisfare le richieste delle partorienti, altre offrono il servizio solo in alcune fasce orarie, altre ancora ne sono del tutto sprovviste. E talvolta alla donna che desidera l’epidurale viene chiesto un contributo economico. Le mamme che scelgono di dare alla luce i loro bimbi a casa o in una casa di maternità sono ancora una netta minoranza nel nostro Paese.

Epiduraleun diritto per tutte? Partorire in una casa maternitàapprofondisci

Che cosa cambia da Nord a Sud

La qualità, l’organizzazione e i costi dell’assistenza sanitaria in gravidanza e nel parto variano notevolmente dal Nord al Sud Italia. In media l’assistenza pubblica alle future mamme è più efficiente e organizzata al Nord, con alcune punte di eccellenza come Trento, Bolzano e l’Emilia Romagna, amministrazioni che storicamente hanno investito molte risorse in questo settore. Al Sud la disorganizzazione è maggiore e di conseguenza aumenta la percentuale di donne che si rivolgono al privato e allo stesso tempo è più elevato il livello di medicalizzazione, il ricorso al cesareo e, purtroppo, anche la mortalità neonatale perinatale e quella materna. Tuttavia, anche al Sud ci sono alcune realtà virtuose esemplari, come il punto nascita di Castellammare di Stabia, dove investimenti oculati e l’attività di professionisti molto motivati garantiscono un’offerta pubblica eccellente e dimostrano che migliorare è possibile anche nelle regioni che presentano le maggiori criticità.

Commenti