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08 ottobre 2018

Quanti chili in gravidanza?

Quanti chili in gravidanza?

L’aumento del peso in gravidanza è dovuto in parte allo sviluppo del feto e alla crescita dell’utero. In parte alla ritenzione idrica e ai depositi adiposi che non dovrebbero mai essere eccessivi. Ecco perché è importante tenersi controllate durante tutti i 9 mesi. Di quanto aumentare lo spiega qui Stefania Piloni, ginecologa al San Raffaele Resnati e docente di Medicine Complementari all’Università di Milano.

SOS bilancia

Un ideale aumento di peso in gravidanza deve tener conto dello stato della donna prima dei 9 mesi e del tipo di gestazione: singola o gemellare.

«Come regola generale», spiega la dottoressa Piloni, «si può dire che la gravidanza necessita di un regime dietetico di 2.000-2.500 calorie e che un eventuale trattamento per il calo del peso non dovrebbe scendere sotto le 1.500 calorie.

Nella normalità dei casi, poi, i chili totali sono all’incirca 10-12, ma resta importantissimo il peso di partenza.

Se, cioè, una donna è tanto magra da essere sottopeso, potrà concedersi fino a 15 kg. Se, d’altro canto, parte già sovrappeso, non dovrà andare oltre gli 8-10 kg.

In entrambi i casi, sarebbe opportuno che la futura mamma si affidasse a un dietologo nutrizionista: sarà lui a consigliare una tabella alimentare con l’apporto dei nutrienti più adeguati a lei. Capita molto spesso, infatti, che le donne magre mangino pochissimo. Mentre quelle sovrappeso prediligano cibi ad alto contenuto calorico, privo però di nutrienti. Tutto da correggere, con poche ma opportune indicazioni».

Se la gravidanza è gemellare? «Nel caso», continua la ginecologa, «è consentito un aumento di 16, anche 18 kg, senza problemi».

Ogni quanto rilevare il peso? «Ogni 15 giorni a casa. Una volta al mese dal ginecologo. Il consiglio di massima è quello di non superare il kg al mese, con un bonus per l’ultimo trimestre in cui l’aumento, sempre mensile, dovrebbe aggirarsi intorno al 1,5 kg–2 kg.

Nessuna deroga per chi “lievita” subito e tanto: la richiesta energetica di un embrione di qualche millimetro è di poche calorie, non di tre o quattro chili».

Galateo del peso

Nove mesi su e giù dalla bilancia non rischiano di appesantire, almeno concettualmente, la gravidanza? «No, se si ha ben presente che da una corretta alimentazione e da un’adeguata crescita ponderale dipende la salute di mamma e bebè», puntualizza Stefania Piloni che aggiunge: «Stare riguardate in gravidanza è tutt’altro che facile, soprattutto nell’ultimo trimestre quando il bambino cresce come mai prima e le voglie impazzano. Però è doveroso farlo. Molte donne son convinte che una restrizione alimentare possa danneggiare lo sviluppo del nascituro. In realtà è esattamente il contrario. È l’alimentazione eccessiva e sbilanciata, cioè, ad arrecare danni al filtro placentare: gli zuccheri e i grassi, infatti, rovinano i piccoli vasi che portano sostanze nutritive dalla mamma al bambino».

Altro errore è quello di spizzicare se ci si sente deboli, se cala la pressione o se si avverte una piccolo capogiro. «In tutti questi casi il corpo sta chiedendo sali, non zuccheri. Meglio allora un integratore di sodio e potassio del solito cucchiaino di zucchero, assolutamente fuoriluogo».

Meglio una mamma in forma che appesantita

«I ginecologi», segue Piloni, «spesso sono gli unici a controllare attentamente il peso della gestante, mentre genitori, parenti e amici continuano a stuzzicarne la gola con ogni genere di prelibatezza. Attenzione: coloro che oggi inducono in tentazione son gli stessi che, domani, faranno notare i kg di troppo…».

di Chiara Amati

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