Pranzo di Natale: quale menu per chi aspetta un bebè? | Dolce Attesa
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Pranzo di Natale: quale menu per chi aspetta un bebè?

Stare a tavola tutti insieme è una festa. Non rinunciare a questo piacere anche se aspetti un bambino. Scegli, però, i piatti giusti

Pranzo di Natale: quale menu per chi aspetta un bebè?

Non è sempre facile, per una donna in attesa, godersi il piacere della tavola: il fastidio delle nausee, i bruciori allo stomaco, il calcolo delle calorie… Senza contare che il menù non deve rispettare solo le sue esigenze, ma anche quello del piccolo in arrivo. Perché cresca sano, occorre gestire igiene, sicurezza e valore nutritivo dei piatti. Nemmeno il giorno di Natale ammette eccezioni, ma non per questo è necessario rinunciare al piacere della festa: basta prestare un po’ di attenzioni alla scelta degli ingredienti e alla loro preparazione.

NauseaCosa sapere

Il massimo della sicurezza…

Alcune regole di sicurezza igienica sono valide per tutte le mamme, a qualsiasi stadio della gestazione e sono le prime da considerare nella scelta del menù.

Privilegia sapori semplici e alimenti il più possibile naturali. Non c’è bisogno di ricorrere a preparazioni troppo elaborate per soddisfare il gusto, né di inserire per forza nel menù conserve indubbiamente sfiziose, ma decisamente poco sane.
Qualche esempio? I succedanei del caviale (i più comuni sono le uova di lompo o di capelano) sono un impressionante concentrato di additivi: coloranti, conservanti, antiossidanti, stabilizzanti…. Ingredienti che non giovano certo alla salute del piccolo. Neppure le conserve di verdura sott’olio sono l’ideale, considerata la grande quantità di grasso che apportano e non è nemmeno il caso di esagerare con il salmone affumicato, a causa della presenza di piccole dosi di sostanze nocive (quali il benzopirene) che si formano durante l’affumicatura e che vengono assorbite dal pesce.

Non consumare pesce crudo. E, a proposito di pesce, è bene che la futura mamma non si faccia sedurre dalla moda sempre più imperante del sushi.
Oltre a esporre a un inutile rischio igienico, legato alla possibile presenza di germi, il pesce crudo può essere fonte di parassiti (per esempio, l’anisakis, chiamato anche “il verme dell’aringa”), che possono causare problemi gastrointestinali, particolarmente pericolosi per chi aspetta un bambino.

Usa poche salse. La salsa rosa da gustare con i gamberetti o la maionese da usare per le decorazioni sono ricche di grassi e si digeriscono a fatica. Se non se ne può fare ameno, è meglio scegliere quelle di produzione industriale (ci sono anche biologiche).
Infatti, essendo a base di uova, queste salse presentano un certo rischio igienico che in casa non si riesce a controllare, ma che l’industria sa evitare.

Qualche attenzione in più deve essere adottata da chi è a rischio toxoplasmosi. In particolare:

  • evita la carne cruda, come il carpaccio o il roast beef al sangue;
  • lava con molta cura la verdura da consumare cruda, utilizzando disinfettanti alimentari specifici;
  • sbuccia la frutta;
  • non consumare insaccati crudi. Per quanto riguarda i prosciutti, sono da evitare quelli con origini incerta, mentre quelli DOP (Denominazione Origine Protetta), come il San Daniele e il Parma, in virtù del processo di produzione e della stagionatura, offrono garanzie sufficienti.

    … e il massimo della digeribilità

A questo punto, è necessario considerare l’equilibrio nutritivo o la digeribilità delle portate, entrambi fondamentali per godere pienamente del pranzo di Natale. Anche in questo caso basta seguire poche regole, ma essenziali.

  • Adotta le tecniche di cotture leggere: il fritto, per quanto buono, è da evitare, soprattutto in un pranzo ricco come quello natalizio. Vanno benissimo, invece, le cotture in acqua, in forno, al cartoccio, al vapore e al microonde
  • Evita gli insaccati e i formaggi grassi. Il cotechino e lo zampone non sono facili da digerire, così come il mascarpone, piuttosto che il classico gorgonzola con burro e noci.
  • Arricchisci il menù di fibra vegetale: non solo induce un piacevole senso di sazietà che permette di non esagerare con le altre portate, ma produce anche una più lenta assimilazione di carboidrati e grassi e stimola le funzioni intestinali.
  • Porta i cibi in tavola alla giusta temperatura di consumo: un alimento troppo caldo o, al contrario, una bevanda esageratamente fredda, irritano le pareti dello stomaco e rendono difficile la digestione.
  • Usa spezie che stimolino la digestione. Rosmarino, salvia e la maggior parte delle erbe aromatiche mediterranee favoriscono le secrezioni gastriche, mentre per le spezie si può ricorrere alla noce moscata (senza esagerare) e al cardamomo (un potente digestivo). Pepe e peperoncino sono ammessi in piccole dosi, perché il loro gusto intenso tende a irritare le pareti dello stomaco.
SpeziePiù gusto in cucina

Un antipasto diverso dal solito

L’identikit dell’antipasto “perfetto” per la mamma in attesa è decisamente lontano dalla esagerazione di insaccati, salse, prodotti sottolio e sottaceto che caratterizza le abitudini di molte famiglie. Questo non significa che non possa essere altrettanto sfizioso.

Tra aspic di verdura, ortaggi in pinzimonio, insalate di agrumi, quiche e torte salate, le verdure e la frutta si rivelano assolutamente per aprire le portate.
Senza dimenticare che anche il pesce si presta alla preparazione di mousse davvero golose, leggerissime e raffinate.

Per il primo, ravioli o minestre

La pasta ripiena, generalmente servita in brodo, è un piatto che ricorre nella tradizione natalizia di molte regioni italiane. Va benissimo anche per la futura mamma, che nei tortellini, nei ravioli o nei cappelletti può trovare l’equilibrio di un vero piatto unico.

Un’alternativa valida è data dalle zuppe di legume e cereali e dai minestroni di verdura: una rustica minestra di farro e cavolo nero non farà rimpiangere gli eleganti (ma poco adatti) tagliolini al salmone e vodka, piuttosto che le sostanziosissime lasagne.

Secondo: carne o pesce?

Si può scegliere liberamente tra la carne ed il pesce, ma con qualche piccola attenzione.

  • Evita cotechino e zampone, “bombe” caloriche difficili da digerire
  • Rinuncia alla selvaggina, che ha carni piuttosto indigeste.
  • Sì, invece, alle carni bianche, inclusa quella di maiale, purché ben cotta. .
  • Ottimo il pesce, di qualsiasi tipo (con l’unica eccezione del capitone, che è tradizionalmente natalizio, ma è davvero troppo grasso).

Contorni ricchi di fantasia

Nella scelta ci si può sbizzarrire, con l’unico limite, anche in questo caso, di evitare i fritti e le salse troppo grasse. Sformati, purè colorati e gustosi spiedini possono ben alternarsi alle più classiche portate di verdura lessata. Per chi ama le insalate, vale la pena di ricordare che le yogurt permette di realizzare condimenti particolarmente gustosi.

Sì ai dolci, con qualche limitazione

Sono un must del Natale. Tra quelli della tradizione, panettone e pandoro si contendono il primato sulla tavola degli italiani. Una fetta è consentita anche alla futura mamma, ma attenzione: la qualità dei prodotti commerciali è varia. Le migliori aziende si attengono alle ricette originali, altre impiegano ingredienti meno sani. L’uso di margarine e grassi idrogenati espone al rischio di ingerire quantità eccessive di particolari acidi grassi (detti “trans”), dei quali si sospetta la tossicità. Inoltre, si tratta di grassi spesso preparati con oli di palma, di cocco e palmisti che favoriscono l’accumulo di colesterolo. Meglio leggere bene l’etichetta e preferire i prodotti che, tra gli ingredienti, riportano il burro come unico grasso utilizzato.

Dolci e brindisiLeggi

Se poi ai dolci della tradizione si vogliono affiancare altri dessert, la cosa migliore è orientarsi su quelli a base di frutta: mousse, sorbetti e macedonie sono ideali per completare il menù.

Via libera alla frutta esotica

Mango, papaia, carambola, litchi, ananas… La frutta esotica, tanto di moda, ha in genere un buon valore nutritivo: fornisce ottime quantità di vitamine, soprattutto A e C, è ricca di zuccheri semplici, di fibra e di elementi minerali. Alcuni frutti esotici hanno poi sostanze particolari, dotate di attività stimolanti e digestive. È il caso, per esempio, dell’ananas, che contiene la bromelina, un elemento che favorisce la digestione delle proteine e possiede proprietà antiinfiammatorie. Proprio per la sua azione digestiva, l’ananas viene accompagnato a carne, pesce e prosciutto e si presta a concludere qualsiasi pasto.

Anche la papaia merita attenzione per la presenza di papaina, che agisce sui grassi e sulle proteine. Per arrivare sui nostri mercati la frutta esotica impiega un po’ di tempo, ma oggi le tecniche di conservazione sono molto migliorate e i prodotti, oltre a essere sicuri, mantengono sostanzialmente le loro buone caratteristiche nutritive.

 

Giorgio Donegani, esperto in nutrizione

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