Ecco perché farsi seguire dall'ostetrica
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Ecco perché farsi seguire dall’ostetrica. E non solo in gravidanza

Segue la donna non solo durante la gravidanza e il parto, ma anche in altre fasi della sua vita. Con competenza ed empatia

Ecco perché farsi seguire dall’ostetrica. E non solo in gravidanza

Quando si pensa all’ostetrica viene subito in mente il momento del travaglio, quando questa figura assiste, incoraggia,  sostiene, fisicamente e psicologicamente, la mamma, fino ad accogliere il bebè appena nato e consegnarlo finalmente tra le sue braccia. L’ostetrica è tutto questo, certo, ma è molto di più: una professionista competente e amica, che si prende cura della donna non solo durante il parto, ma per tutta la gravidanza, il puerperio e in tante altre fasi della sua vita fertile. Ma spesso tutto questo le donne non lo sanno, oppure fanno fatica a reperire l’ostetrica sul territorio. Quali sono dunque i suoi ambiti d’azione, ma, soprattutto, dove trovare l’ostetrica al di fuori della sala parto?

 

Così è cambiato il suo ruolo nel tempo


“Un tempo era chiamata levatrice, poiché era vista come colei che ‘levava’ le pene alla donna durante il parto; in generale però era considerata una figura di riferimento importante per tutta la comunità femminile, che la interpellava per ogni piccolo problema ‘di donne’” racconta Paola Infortuna, Presidente del Collegio Ostetriche di Reggio Calabria. “Con l’unità d’Italia, c’è stato il riconoscimento giuridico della professione ed ecco che è nata la figura dell’ostetrica condotta, stipendiata dal Comune. I suoi compiti? Occuparsi dell’assistenza della donna nelle varie fasi della sua vita, seguirla per tutta la durata della gravidanza e al momento del parto, gestire in autonomia la nascita del bebè, salvo complicanze che richiedevano l’intervento del medico condotto. Abolite formalmente nel 1978 con la legge 833, le ostetriche condotte sono confluite nel consultori che nel frattempo si erano diffusi nel territorio; peccato però che, una volta andate in pensione, non sono più state rimpiazzate da nuove colleghe e a poco a poco sono scomparse dai consultori e ‘relegate’ quasi esclusivamente nelle sale parto. Intanto, con la nascita delle specializzazioni mediche, è sorta la figura del ginecologo: una figura che per definizione doveva essere completamente diversa da quella dell’ostetrica, poiché rivolta alle patologie dell’apparato genitale femminile, tuttavia la mancanza di ostetriche sul territorio e la crescente medicalizzazione dell’evento nascita hanno portato la donna ad affidarsi sempre più spesso a tale specialista. In questo modo la donna non ha più avvertito la necessità di rivolgersi all’ostetrica, che quindi in molte zone non è stata più ricollocata sul territorio”.

Una professionista competente ed esperta

“Ma l’ostetrica ha una grande competenza”, osserva Miriam Guana, Professore Associato in Scienze Ostetrico-Ginecologiche Università degli Studi di Brescia. “Una competenza che le deriva da una preparazione teorico-pratica acquisita in tre anni di università, (ed eventualmente perfezionata da un master o una specialistica di 1-2 anni) e che le conferisce la professionalità non solo per assistere la donna nel percorso nascita, ma anche per prendersi cura di lei sotto il profilo ginecologico in tanti altri periodi della sua vita”. Qualche esempio?
… sia in ambito ginecologico…
“In ambito ginecologico, l’ostetrica promuove la salute della donna, con interventi educativi finalizzati a tutelare dalle malattie a trasmissione sessuale”, dice Miriam Guana. “Sensibilizza a una maternità responsabile, attraverso l’uso di metodi contraccettivi da scegliere in relazione ai propri valori/convinzioni; promuove la prevenzione dei tumori tipicamente femminili (utero, seno), ad esempio insegnando l’autopalpazione del seno o effettuando il prelievo per il pap test; offre la propria assistenza in ambulatori di procreazione medicalmente assistita; insegna alle donne la riabilitazione del perineo dopo il parto o in età più avanzata, per prevenire incontinenza o prolasso uterino; affianca il chirurgo in sala operatoria durante interventi ginecologici e assiste le donne ricoverate prima o dopo tali interventi”.
… che in ambito ostetrico
Anche in campo ostetrico la sua professionalità è assai varia. “Già prima del concepimento, l’ostetrica realizza il cosiddetto counseling preconcezionale per fare un’anamnesi della storia personale e famigliare della donna e individuare eventuali fattori di rischio”, prosegue Miriam Guana. “A lei ci si rivolge per avere conferma del concepimento, farsi consigliare i primi esami previsti dal Servizio sanitario nazionale e concordare le visite successive, che se la gravidanza procede fisiologicamente, possono essere effettuate sempre dall’ostetrica. Durante i controlli periodici, verifica che tutto vada bene e fornisce alla futura mamma i consigli per salvaguardare il benessere suo e del bebè e la informa sui corsi di accompagnamento alla nascita offerti dal territorio. Al momento del parto, offre la sua assistenza per preservare il più possibile la naturalità dell’evento nascita e conduce in piena autonomia e responsabilità i parti fisiologici, individuando precocemente le condizioni che deviano dalla normalità e che richiedono l’intervento del ginecologo. Nel puerperio, continua a offrire assistenza alla donna che ha partorito, per accertarsi del suo benessere psico-fisico e favorire un buon avvio dell’allattamento al seno”.

PuerperioLe risposte alle tue domande

Che cosa può offrire di più

“Dietro questo ‘elenco di competenze’, si nasconde innanzitutto una donna che, per sua formazione professionale, è portata all’ascolto, al confronto, al conforto, a un approccio insomma di tipo relazionale, che ne fanno una figura complementare ma diversa dal ginecologo, che ha invece un approccio di tipo clinico”, spiega Paola Infortuna. “Con una frase a effetto si potrebbe dire che il ginecologo cura mentre l’ostetrica si prende cura, proprio perché il ginecologo si occupa della patologia mentre l’ostetrica tutela la fisiologia”.
… durante la gravidanza…
Queste peculiarità fanno sì che la gravidanza venga seguita dall’ostetrica con minore medicalizzazione e una maggiore educazione alla naturalità dell’evento parto, affinché la gestante acquisisca fiducia in se stessa e nella propria capacità di portare in grembo il suo bebè e diventare mamma. Durante le visite periodiche e i corsi di accompagnamento alla nascita, infatti, la donna ha l’opportunità di instaurare con l’ostetrica una relazione più confidenziale, profonda, spontanea, che la fa sentire libera non solo di chiedere consigli sui tanti piccoli disturbi del nove mesi, ma di esprimere le sue ansie e chiarire i suoi dubbi su quel che sta vivendo.

Corso prepartoCome sceglierlo
… al momento del parto…
In questo modo la donna arriva al momento del parto con un bagaglio di serenità e sicurezza, pronta a vivere in prima persona la nascita del suo bambino. Se invece durante la gravidanza le visite sono state concepite solo come verifica dello stato di salute o esclusione di patologie e la futura mamma non ha avuto la possibilità di confrontarsi, spesso arriva all’appuntamento con il parto piena di paura e al primo intoppo chiede lei stessa il cesareo. “E invece se la donna ha pazienza – e soprattutto nessuno le mette fretta – nella stragrande maggioranza dei casi partorisce per vie naturali, senza neanche bisogno di interventi ‘esterni’, come l’episiotomia”, commenta Paola Infortuna.
… dopo il parto
“L’assistenza dell’ostetrica continua a essere fondamentale anche dopo la nascita del bebè”, prosegue Infortuna. “Con le dimissioni precoci messe in atto da sempre più punti nascita, a pochissimi giorni dal parto la donna torna a casa, dove si ritrova completamente sola a dover imparare il mestiere di mamma. Dall’ostetrica, attraverso visite a domicilio o in consultorio, può ricevere tutte le rassicurazioni sulla gestione pratica del bebè, risolvere eventuali problemi con l’allattamento o capire meglio tutto quel che succede durante il puerperio, dal punto di vista sia fisico che psicologico: ancora una volta, l’ostetrica è l’amica competente che la fa sentire capita e le infonde sicurezza”.

Dove trovarla, al di fuori della sala parto?

Fin qui tutto chiaro: ma se la futura mamma vuol rivolgersi all’ostetrica, dove può trovarla? “In teoria la si dovrebbe trovare in tutti i luoghi in cui si può trovare il ginecologo”. risponde la Guana. “Oltre che in ospedale, dovrebbe essere una presenza costante nei consultori, pubblici o privati. La sua diffusione sul territorio va però a macchia di leopardo: ci sono ad esempio realtà ‘virtuose’, specie al centro-nord, dove non è raro trovare ambulatori ospedalieri dedicati esclusivamente alla gravidanza fisiologica e gestiti in toto dall’ostetrica, o consultori pubblici dove è possibile farsi seguire sempre dalla stessa ostetrica, dal preconcepimento al dopo parto”.

 C’è anche l’ostetrica  privata

L’ostetrica può tranquillamente esercitare la libera professione, esattamente come il ginecologo, visitare la donna nel suo studio e seguirla al momento del parto, se la donna sceglie di partorire in casa. In alcune zone sono sorte da tempo case maternità, che offrono tutto il comfort e l’intimità della propria casa ma con attrezzature in più, che consentono ad esempio di condurre il travaglio e di partorire in posizioni alternative rispetto a quelle classiche. I costi di un’ostetrica privata sono molto variabili, come per molte altre professioni, ma in media sono inferiori rispetto ad una visita ginecologica.

Casa maternitàPer una nascita dolce

Per saperne di più


Il sito ‘ufficiale’ della federazione nazionale collegi ostetriche è www.fnco.it, dove si possono ricercare gli indirizzi del vari collegi provinciali di tutta Italia, conoscere l’elenco delle ostetriche presenti nella propria zona e le iniziative organizzate nel territorio. Iscrivendosi alla newsletter della Federazione, inoltre, si possono ricevere informazioni aggiornate sulla professione e novità in materia di salute pubblica, della donna e sul percorso nascita.

 

Angela Bisceglia

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