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20 luglio 2018

Occhi in gravidanza: vediamoci chiaro

Alcuni dei luoghi comuni più diffusi sui nove mesi riguardano gli occhi in gravidanza. Vediamo cosa c’è di vero in queste affermazioni

Occhi in gravidanza: vediamoci chiaro

Ti hanno detto che i tuoi occhi in gravidanza sono a rischio? Magari anche che la vista si riduce?  Uno dei luoghi comuni più diffusi sui nove mesi di gravidanza riguarda la vista: si dice, ad esempio, che avere un figlio e allattarlo porti a un peggioramento di disturbi visivi come la miopia, o che nei nove mesi sia necessario sospendere l’uso delle lenti a contatto. Vediamo cosa c’è di vero in queste affermazioni.

1. La gravidanza provoca un aumento della miopia?

Assolutamente no: si tratta di una credenza molto diffusa negli anni ’50 ma, di fatto, si è riscontrato che la miopia non peggiora. La miopia è un difetto congenito, legato essenzialmente a una predisposizione familiare. Il disturbo può essere di tre tipi: medio-basso, alto e grave. Le forme lievi, solitamente, si assestano verso i 20 anni, mentre quelle elevate possono aumentare anche oltre questa età.

2. E durante l’allattamento?

Vale il medesimo discorso: non c’è alcun motivo per cui nutrire al seno il proprio bambino possa causare un peggioramento della miopia. Teniamo presente che, in passato, le donne si sposavano molto giovani e concepivano subito dei bambini, quindi gravidanza e allattamento coincidevano proprio con la fase in cui la miopia può aumentare ancora. Oggi, invece, le donne hanno figli prevalentemente dopo i 30 anni, quando l’età critica per un aggravamento del disturbo è già passata.

3. Può capitare di vedere più sfuocato?

Può accadere in conseguenza di una carenza di ferro o di transferrina: entrambe contribuiscono a rendere il sangue ricco di ossigeno, necessario per il buon funzionamento della retina. In tal caso, è bene tenere sotto controllo questi valori e concordare con il ginecologo un’eventuale integrazione, utile anche – e soprattutto – per garantire nutrimento e ossigenazione adeguati al bebè. Inoltre, possono influire le variazioni ormonali dei nove mesi, in particolare l’aumento del progesterone, che può provocare una maggiore imbibizione e un ispessimento della cornea, modificando temporaneamente il grado della miopia.

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4. E di soffrire di secchezza oculare?

Sì, può succedere. Per effetto delle variazioni ormonali, il film lacrimale diminuisce leggermente in quantità, mentre può aumentare la sua componente lipidica, favorendo pertanto dei “dry spot”, ovvero delle aree della superficie corneale che risultano poco bagnabili. La sensazione di occhio asciutto si può accentuare soprattutto se si lavora per molte ore davanti al computer.
Che cosa fare, allora? Innanzitutto bisognerebbe ricordarsi di sbattere le palpebre più spesso, perché aiuta a umettare l’occhio. Se ciò non fosse sufficiente, si può ricorrere alle lacrime artificiali. In questo periodo è preferibile scegliere prodotti senza conservanti, in confezioni monodose o dotate del sistema cosiddetto “BAK”, un tipo di flacone che, una volta aperto, non espone il prodotto a contatto con l’aria, annullando pertanto il rischio di inquinamento.

5. Il parto naturale può essere dannoso per chi ha problemi di vista?

Solo in pochissimi e particolarissimi casi. Nelle persone miopi, il bulbo oculare si allunga posteriormente, facendo stirare posteriormente anche la retina. Questo stiramento, tanto maggiore quanto più elevata è la miopia, potrebbe comportare micro-lacerazioni periferiche che, se sottovalutate, possono provocare una rottura o addirittura un distacco della retina al momento del parto. Questo perché durante la fase delle spintesi crea un aumento della pressione del microcircolo  vascolare retinico. Attenzione, però: si tratta di un problema che può riguardare solo le donne con miopie elevate (con -10, -15 diottrie) o, in casi davvero rari, chi ha difetti strutturali della retina. Per dirimere ogni dubbio, è bene interpellare l’oculista che, in casi ben selezionati e in accordo col ginecologo, può consigliare un parto cesareo.

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6. Si possono usare le lenti a contatto?

Oltre a una leggera alterazione nella composizione del film lacrimale, c’è una maggiore imbibizione della struttura corneale, che tende a modificare le proprie normali curvature. Sono modifiche di entità variabile, di cui alcune donne potrebbero non accorgersi neanche, ma che in alcuni casi possono rendere meno sopportabili le lenti a contatto. In particolare, quelle idrofile (le morbide), che sono idratate grazie al film lacrimale, potrebbero “aggrapparsi” più facilmente alla superficie corneale, sia perché è più disidratata, sia perché ha modificato i suoi parametri di curvatura. Per questo motivo, la sera potrebbe risultare più difficile togliersele. Per quanto riguarda le gas-permeabili e le rigide, l’inconveniente potrebbe essere che a ogni ammiccamento della palpebra la lente si trova a “galleggiare” su un pellicola lacrimale ridotta, provocando un senso di fastidio. In questi casi, meglio chiedere consiglio all’oculista, che potrà valutare se far sospendere l’uso delle lenti fino alla nascita del bebè: tali cambiamenti sono infatti assolutamente transitori e nel giro di un paio di mesi dopo il parto tutto torna come prima. Da sfatare la credenza che le lenti a contatto possano frenare l’avanzamento della miopia.

7. Si possono prendere integratori “amici” della vista?

In gravidanza è meglio prendere meno integratori possibile, a meno che si tratti di prodotti specifici per la donna in attesa. Del resto, gli “amici” della vista si possono trovare in abbondanza nell’alimentazione, in special modo in frutta e verdura colorate, che sono ricche di sostanze antiossidanti, come il betacarotene e gli anticianosidi. È bene garantire anche il giusto apporto di ferro, attraverso un corretto consumo di carni, sia rosse sia bianche, e vegetali come legumi, cavolo romano e spinaci.

Aiutati con frutta e verduraecco cosa preferire

8. Che cosa vuol dire  se si vedono “scintille” davanti agli occhi?

Vedere lampi improvvisi potrebbe essere il segno che la retina è messa sotto sollecitazione, quindi è consigliabile farla controllare dall’oculista, specie se gli episodi sono ripetuti nel corso della giornata e nei giorni. Anche la carenza di ferro potrebbe causare vasospasmi improvvisi che possono dare una sensazione di lampi. Ancora, potrebbe trattarsi di piccoli sbalzi pressori, frequenti in gravidanza. Se però a questo fenomeno si associa un aumento generale della pressione arteriosa (soprattutto un aumento dei valori minimi), potrebbe essere uno dei campanelli d’allarme di una preeclampsia, un disturbo abbastanza serio che può verificarsi negli ultimi mesi di gravidanza e che ha, tra i suoi sintomi caratteristici, proprio il rialzo della pressione (oltre che la presenza di albumina nelle urine). In tal caso è bene consultare subito il proprio ginecologo per gli opportuni accertamenti.

Preeclampsiatienila sotto controllo

9. Durante i nove mesi è consigliabile una visita oculistica?

Una visita è sempre consigliabile, soprattutto a chi è miope o a chi non fa un controllo da molto tempo. L’oculista valuterà infatti sia l’acutezza visiva sia lo stato di salute dell’occhio, in particolare della retina. La visita è d’obbligo in caso di diabete (sia gestazionale sia preesistente alla gravidanza) e nel caso in cui la mamma contragga la toxoplasmosi durante i nove mesi, perché sono patologie che possono provocare problemi alla retina.

Diabete gestazionaleCome prevenirlo

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