PRIMA E DOPO: Nicolas, 3585 grammi di tenerezza | Dolce Attesa
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PRIMA E DOPO: Nicolas, 3585 grammi di tenerezza

Jessica e Andrea sono diventati genitori! Jessica stringe il piccolo Nicolas tra le braccia, mentre ci racconta come è andata la nascita e come sono state queste prime settimane (stancanti e bellissime) da mamma

PRIMA E DOPO: Nicolas, 3585 grammi di tenerezza

 DOPO

Jessica, come è andato il parto?

È stato lungo! Sapevo che con il primo figlio i tempi sono lunghi, ma non pensavo così tanto. Però Nicolas è stato molto puntuale. È arrivato proprio il giorno della data presunta, il 26 agosto. E pensare che temevo di superare il termine! Tutte le future mamme che conosco con l’avvicinarsi della data presunta avvertivano contrazioni e dolori vari… io nulla, stavo troppo bene! Andavo ancora a lavorare. Così il 24 ho telefonato all’Ospedale di Seriate, per chiedere cosa avrei dovuto fare dopo aver superare il termine. Dal reparto mi hanno spiegato che mi sarei dovuta presentare per un monitoraggio.

Ma Nicolas ha deciso di farti una sorpresa…

Sì, proprio lo stesso giorno, verso le undici di sera sono andata in bagno e… ho perso le acque. Sono andata in ospedale e mi hanno fatta rimanere lì. L’indomani sono arrivate le prime contrazioni, ma ancora irregolari e senza dilatazione. Alla sera, era quasi mezzanotte, secondo il personale il momento della nascita era ancora lontano, perciò hanno mandato a casa Andrea, dicendogli di andare a riposare un po’. Ma ecco che alle tre del mattino, abbiamo dovuto richiamarlo indietro, le contrazioni erano partite bene e sembrava che avrei partorito di lì a poco!

E invece…

E invece è stata ancora lunghissima. A un certo punto, addirittura, le contrazioni sono tornate a essere irregolari, per cui mi hanno fatto una flebo di ossitocina. È stato lì che ho deciso di chiedere l’epidurale e dopo tre giorni in cui non dormivo sono riuscita a riposare un paio di ore.

Anche la fase espulsiva è stata impegnativa, perché Nicolas era incanalato male e faticava a uscire. La testolina scendeva e poi tornava su. Sì, insomma, è stata dura. Ma finalmente alle 18 e 53 minuti del 26 agosto… ecco il mio bambino! Un bel bambinone di 3.585 grammi per 55 centimetri di lunghezza.

Tuo marito era con te?

Sì, Andrea è sempre stato con me. Dalla sera in cui mi hanno ricoverata ci siamo separati solo un paio di ore quando lo hanno mandato a casa. È stato al mio fianco e mi ha sostenuta e incoraggiata. Anche quando mi sembrava di non farcela più e chiedevo di farmi un cesareo, c’era lui che mi diceva: “Dai, che ce la fai!”.

Oltre a occuparsi di me, si è anche occupato di rassicurare i parenti: i nonni erano in sala d’attesa già dal primo pomeriggio e naturalmente volevano sapere come stavo e come procedeva il travaglio, dato che i tempi si erano rivelati assai più lunghi del previsto.

Che cosa hai provato quando hai visto il tuo piccino per la prima volta?

Purtroppo ho potuto guardarlo solo per qualche istante, perché alla nascita Nicolas non ha pianto e presentava un ematoma sulla testolina dovuto alla faticosa discesa nel canale del parto. Così me lo hanno fatto vedere e subito lo hanno portato via per visitarlo.

È tornato da me, insieme ad Andrea, verso le undici, quando io ero in camera. Ecco, ricordo di aver pensato: è mio. È una sensazione strana, forte. Guardi quella creaturina e sai che è tuo figlio, è tuo, per sempre. Io e Andrea siamo sposati da un anno e ci conosciamo da nove, qualunque cosa ci riservi il futuro, Nicolas sarà il nostro bimbo per sempre.

Ora Nicolas ha quasi un mese, come sta andando l’allattamento?

Bene! I primi giorni mi hanno detto di fare la doppia pesata, ma ben presto – appena arrivata la montata lattea – non è stato più necessario. Nicolas sta crescendo molto bene. Sono contenta, finché riesco voglio continuare perché fa bene a lui e sono costi in meno per noi.

E la notte? Siete alle prese con i risvegli notturni?

La notte è un po’ faticosa. Io ho sempre amato dormire tanto… Però sapevo che un bimbo piccino ha bisogno dei genitori anche di notte. Certe volte si sveglia solo un paio di volte, lo allatto e si riaddormenta, altre volte, invece, ha un po’ di mal di pancia (soffre di coliche) e dobbiamo cullarlo anche a lungo. Quando siamo tornati dall’ospedale, Andrea è rimasto a casa con noi per due settimane (aveva tenuto le ferie apposta) e in quel primo periodo ha gestito lui le notti.

Gli ha raccontato storie, ha fatto le scale con lui in braccio (un mucchio di volte!), lo ha cullato… E quando finalmente Nicolas dormiva andava a controllare se respirava! Ora che ha ripreso il lavoro e al mattino si deve alzare alle sei, mi occupo io dei risvegli notturni. L’altra notte volevo spostarmi sul divano, per lasciarlo riposare, ma Andrea non ha voluto assolutamente: “L’abbiamo voluto, è il nostro bambino, è giusto che stiamo insieme”.
Intanto io ho cambiato idea sul lettone, prima dicevo “Nel lettone mai”, ora invece…

Ma tu hai già ripreso anche il lavoro?

Sì, ma è stata una ripresa soft. Mia sorella e mia mamma si stanno occupando di tutte le incombenze più impegnative, come mungere le capre al mattino presto, io inizio verso le 9.30 e preparo gli yogurt e i dessert. Un paio di ore e poi arriva mia suocera con Nicolas che reclama la sua poppata. Nel pomeriggio mi occupo del negozio, ma è una cosa che gestisco tranquillamente, con Nicolas al piano di sopra a casa dei miei genitori. Insomma, grazie all’aiuto della famiglia per ora riesco a conciliare serenamente allattamento e lavoro.

 

Giorgia Cozza

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